UCW: doppia licenza per il childrenwear di Douuod e JNBY

Il gruppo abruzzese Unique Children Wear (UCW), che già produce e distribuisce le linee bambino dei marchi Stella Jean, Dirk Bikkembergs, Marcelo Burlon Kids of Milan e Patrizia Pepe, amplia il proprio portafoglio assicurandosi la licenza dei brand Douuod Kids e JNBY Kids.

Francesco Pizzuti, AD di UCW

Al Pitti Bimbo 87ma edizione, in corso in Fortezza da Basso a Firenze, è stata presentata la prima collezione 0-14 anni prodotta e distribuita da Unique Children Wear per la label Douuod Kids, del marchio disegnato da Elisabetta Mambelli. La collezione Primavera/Estate 2019 si è arricchita offrendo un’importante capsule New Born e Baby. “In realtà una piccola collezione New Born già c’era, ma questa volta abbiamo voluto dare alla linea per i neonati uno spazio stilistico e commerciale più importante”, dice la stessa Elisabetta Mambelli.
 
“Nella fascia neonato c’è forse più spazio per emergere oggi, in quanto ci sono meno player del settore che la affrontano”, afferma l’AD di UCW, Francesco Pizzuti. “Con Elisabetta abbiamo realizzato una collezione composta da una settantina di referenze bambino (mentre sono 180 quelle di Douuod in generale). Il suo brand va ad inserirsi nel nostro portfolio marchi in modo naturale, ci rafforza e ci farà creare solide sinergie”.
 
“Per Douuod ereditiamo una lista di top client molto forte in Italia, alcuni clienti negli USA, in Europa, soprattutto Spagna, e una rete di 5 negozi monomarca Douuod in Italia”, prosegue Pizzuti. “Essendo noi un’azienda molto forte all’estero, dove vendiamo oltre il 50% dei prodotti in oltre 30 nazioni, vediamo un’opportunità di crescita notevole sui mercati internazionali per Douuod Kids. Infatti, abbiamo già messo in pista i mercati di Medio Oriente, Nord Europa e Russia con partner locali. La prevalenza al momento è comunque data alla cura del prodotto”.
 
Unique Children Wear ha chiuso il 2017 con un fatturato di 11 milioni di euro, sostanzialmente stabile sull’anno precedente. È forte soprattutto in Russia, Turchia e Medio Oriente, ma continua a guardare all’Estremo Oriente, dove è già diffuso in Corea del Sud e Giappone, mentre in Cina è alla ricerca di un partner locale, dopo che la decina di clienti che possiede stanno vendendo benissimo. “Abbiamo certamente impostato un piano di crescita che sfrutti le nuove licenze. Il target è arrivare a 15-20 milioni di euro di entrate entro 4-5 anni”.
 
I 5 monomarca Douuod (distribuito in 200 multimarca d’alto livello italiani e mondiali, come Barneys a New York, Isetan a Tokyo, Kids on the drocks ad Anversa, Smallable a Parigi e Sauce a Dubai) dovrebbero costituire la piattaforma di lancio per aprire dei corner-test di Douuod Kids, per poi aprirne altri in un secondo momento in giro per il mondo.

Lo stand di Douuod Kids al Pitti Bimbo 87 - G.B.-FashionNetwork.com

Sul fatturato complessivo di UCW il primo brand come giro d’affari è Patrizia Pepe, seguito da Marcelo Burlon, Bikkembergs e Stella Jean, nell’ordine. Considerando che Stella Jean era alla prima stagione, il brand più cresciuto lo scorso anno è stato Marcelo Burlon Kids of Milan, che ha ottenuto un +30-35%, come ogni stagione finora. È sempre allo studio del gruppo la realizzazione di un sito di e-commerce diretto Unique che comprenda tutti i brand di cui è licenziatario.
 
Lo sguardo all’Asia è ribadito dal pefezionamento del secondo contratto di licenza del gruppo abruzzese, quello per la produzione e distribuzione sul mercato europeo della linea Kids di JNBY, marchio di proprietà dell’omonimo gruppo fondato da Lin Li nel 1994 a Hangzhou, in Cina. Insieme a Croquis e Less, JNBY (che sta per Just Naturally Be Yourself e realizza abbigliamento uomo, donna e bambino) vanta un network di oltre 1.500 negozi monomarca, di cui un terzo (500 circa) solo Kids, attraverso un format retal ben definito. Nel resto del mondo è distribuito in 700 multimarca e ha aperto un monomarca (il primo fuori dalla Cina) a Seattle. JNBY sta anche costruendo la sua nuova sede, disegnata da Renzo Piano.
 
“Per noi questo è anche un modo per mettere un piede in Cina con un partner di livello, in quanto auspichiamo di creare collaborazioni, sinergie, licenze con loro. Per il progetto con JNBY pensiamo di poter entrare il primo anno già in 100 clienti top in tutta Europa”, conclude Francesco Pizzuti.

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