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Pubblicato il
11 dic 2008
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Turchia: dal tessile all'auto ecco chi fa i conti con la crisi

Di
APCOM
Pubblicato il
11 dic 2008

Il quotidiano in lingua inglese Turkish Daily News ha fatto un'inchiesta sui settori maggiormente colpiti da questi primi due mesi di turbolenza sui mercati internazionali e il risultato è un bollettino di guerra, soprattutto nel settore tessile e automobilistico.


Il quotidiano in lingua inglese Turkish Daily News ha fatto un'inchiesta sui settori maggiormente colpiti da questi primi due mesi di turbolenza sui mercati internazionali e il risultato è un bollettino di guerra. Dal tessile all'automobilistico, passando per i consumi, sono molti i settori a registrare un segno meno nelle ultime due settimane.

Il quotidiano Vatan ha citato negli ultimi mesi grandi nomi dell'economia nazionale che starebbero attraversando un momento particolarmente difficile. Fra queste ci sono Aksu Iplik, Cimsa, Afyon Çimento, Viking Kagýt, Toros Tarim, Yeþim Tekstil e Parsan. Operano tutte nei settori industriale, alimentare, edile e tessile.

Proprio quest'ultimo al momento sembra essere quello che riserva i maggiori problemi. Akkol Group, una sussidiaria di Aksu Iplik, operante nel settore del tessile industriale ha fatto sapere che entro la fine dell'anno licenzierà dai 250 ai 300 lavoratori, mantenendo nell'organico dai 600 ai 650 lavoratori.

La Yesil Tekstil taglierà almeno 375 osti di lavoro. Senol Sankaya ha detto al Turlish Daily News: "Anche se la crisi nel tessile non raggiunge i livelli di quella del settore auto, abbiamo comunque registrato una flessione del 10-15%. Non riusciamo più a reggere la concorrenza internazionale per questo siamo costretti a licenziare". La Sonmez Filament ha sospeso la produzione per tutto il mese di novembre.

Non promettono bene neanche i consumi delle feste. Secondo molti rivenditori, nonostante in Turchia si stia celebrando la Festa del Sacrificio, i consumi dei turchi rimangono bassi, con cali di medi del 10-15%, a volte anche del 40%. La crisi investe tutti i settori, soprattutto l'abbigliamento e l'alimentare.

Fonte: APCOM