×
1 336
Fashion Jobs
GIORGIO ARMANI S.P.A.
Treasury Specialist
Tempo Indeterminato · MILANO
CONFIDENTIEL
Ecommerce Buyer
Tempo Indeterminato · MILANO
BOTTEGA VENETA S.R.L
Bottega Veneta Human Resources Manager - Corporate & Business Functions
Tempo Indeterminato · MILANO
JIMMY CHOO
Costing Manager
Tempo Indeterminato · CHIESINA UZZANESE
CONFEZIONI GIOIELLI SPA
Buyer
Tempo Indeterminato · PRATO
BIJOU BRIGITTE S.R.L.
Direttore di Zona (m/f)
Tempo Indeterminato · BOLOGNA
GIORGIO ARMANI S.P.A.
Senior Controller
Tempo Indeterminato · MILANO
BALENCIAGA LOGISTICA S.R.L.
Balenciaga - Rtw Purchasing & Procurement Coordinator
Tempo Indeterminato · NOVARA
PATRIZIA PEPE
Back-Office Wholesale Specialist
Tempo Indeterminato · FIRENZE
SAY WOW SRL
Junior Operation Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
BOTTEGA VENETA S.R.L
Bottega Veneta ww Merchandise & Retail Planning Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
CONFIDENZIALE
Marketing&Communications Manager
Tempo Indeterminato · MILAN
GIORGIO ARMANI S.P.A.
Product Compliance Specialist
Tempo Indeterminato · MILANO
MILAAYA EMBROIDERIES
Business Development/Sampling & Production Coordinator
Tempo Indeterminato · MILAN
BENEPIU' SRL
Responsabile Tecnico
Tempo Indeterminato · CARPI
UMANA SPA
HR Administration Specialist
Tempo Indeterminato · MILANO
GIORGIO ARMANI S.P.A.
E-Commerce Operations And Digital Supply Senior Specialist
Tempo Indeterminato · MILANO
CONFIDENZIALE
Area Manager Italia Wholesale – Responsabile Showroom
Tempo Indeterminato · MILANO
CONFIDENTIEL
Head of Advertising And Digital Production
Tempo Indeterminato · MILANO
SIDLER SA
Administration And Accounting Manager / Luxury Brand / Mendrisiotto
Tempo Indeterminato · COMO
GINNIBÒ SRL
E-Commerce Operation Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
DREAMERS FACTORY
Production Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
Pubblicato il
17 giu 2011
Tempo di lettura
2 minuti
Condividi
Scarica
Scaricare l'articolo
Stampa
Clicca qui per stampare
Dimensione del testo
aA+ aA-

Tunisia: verso un aumento dei costi di produzione?

Pubblicato il
17 giu 2011


Ben Yahia Dalila, direttrice generale del tessile-abbigliamento al Ministero dell'Industria e delle Tecnologie
Quale economia dopo Ben Ali? E' in sostanza la domanda che ha tormentato gli imprenditori euro-mediterranei con l'affermarsi della democrazia in Tunisia. Perché con, ad oggi, ben 80 partiti politici e un gran numero di rivendicazioni sociali e salariali, alcuni osservatori si sono affrettati a profetizzare un aumento dei costi di produzione. Ma, per Ben Yahia Dalila, direttrice generale del tessile-abbigliamento al Ministero dell'Industria e delle Tecnologie, uno tsunami salariale non è d'attualità.

"Continuano le negoziazioni tra la federazione tunisina del tessile (Fenatex) e l’Unione dei lavoratori tunisini (UIT)", spiega la dirigente. "Alcuni hanno inoltre negoziato un aumento del 5%, in anticipo sugli aumenti futuri, che dovrà essere ufficializzato in luglio. Ma non ci sono stati incrementi improvvisi dei salari, che alla fine sono rimasti simili a quelli dell'anno scorso".

Delle parole rassicuranti, che tuttavia non hanno impedito, dal mese di gennaio, una rarefazione degli investimenti stranieri diretti in Tunisia, con l'eccezione delle tecnologie informatiche e delle comunicazioni. Il codice di incentivi agli investimenti, di cui si giovano 1.100 società, si è infatti in parte scontrato con i timori di aumenti delle tasse. "Se è vero che una nuova imposta è effettivamente stata creata, è altrettanto reale che è piuttosto simbolica", smorza tuttavia i toni Ben Yahia Dalila, la quale ricorda che il Paese è tornato a crescite a due cifre nelle esportazioni dopo la Rivoluzione dei Gelsomini.

Una bella chance per i professionisti del tessile-abbigliamento, che valgono il 5% del PIL nazionale, e si sono riuniti la settimana scorsa sul salone Texmed. Forte di 2.100 aziende, il settore è stato alla fine largamente risparmiato dalla transizione. "Sono state 65 le imprese danneggiate, toccate da difficoltà bancarie, o da problemi sociali", riassume Ben Yahia Dalila. "Alla data odierna, solo 14 aziende sono ancora ferme". Con il 44% dei posti di lavoro nell'industria del Paese, il tessile impiega ad oggi circa 200.000 lavoratori tunisini. Un argomento forte, molto importante per lo sviluppo di un Paese dove il 29,8% dei 18-24enni è disoccupato.

Mentre il Sud del Paese deve ancora fare i conti col conflitto libico, la Tunisia intende in ultima analisi garantirsi un posto tutto suo all'interno dello spazio Euromed, approfittando di una produzione cinese che sta tornando a rivolgersi verso il suo mercato di casa, e monitorando lo sviluppo della concorrenza turca. "Abbiamo un accordo di libero-scambio con la Turchia", ricorda Ben Yahia Dalila. "Ma ci piacerebbe poter approfittare dello stesso statuto che ha presso l’U.E., con l'esenzione dagli aumenti all'ingresso nell’Unione". Un'evoluzione lontana dall'essere d'attualità, nonostante gli stessi turchi abbiano riconosciuto il potenziale tunisino attraverso una recente serie di investimenti nel Paese.

"Credo nella nostra posizione di leader della piattaforma Euromed. Ma questo richiede la messa in atto di nuovi meccanismi", conclude la direttrice generale del tessile-abbigliamento tunisino. "E' evidente che democrazia non fa necessariamente rima con crescita economica. Tutto dipenderà dal modo in cui si procederà, e abbiamo intenzione di prenderci il tempo necessario per procedere e fare bene".

Matthieu Guinebault (Versione italiana di Gianluca Bolelli)

Copyright © 2022 FashionNetwork.com Tutti i diritti riservati.