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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
9 gen 2020
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Trussardi svela la sua nuova strategia al Pitti Uomo

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
9 gen 2020

Trussardi apre un nuovo capitolo della sua storia e sceglie il salone Pitti Uomo, in corso di svolgimento a Firenze, per farlo conoscere. Lo storico marchio lombardo, nato nel 1911 a Bergamo, il cui 60% è stato acquistato lo scorso febbraio dal fondo italiano QuattroR, ha dato il via negli ultimi mesi a una profonda riorganizzazione per riposizionarsi sul mercato in termini d’offerta e immagine. Come sintetizzato dal nuovo management, incontrato allo stand Trussardi della fiera di moda maschile, il marchio vuole essere “inclusivo, pur esprimendo una certa idea di lusso”.

La capsule firmata da Giorgio Di Salvo per il marchio milanese - Trussardi


Trussardi parte dal suo heritage per mettere in evidenza il proprio lifestyle: un “prêt-à-vivre” che è stato l’artefice del suo successo negli anni ‘80, declinato in una vasta gamma di prodotti, dall'abbigliamento ai mobili passando per gli accessori. Al fine di ridare coerenza all'offerta della casa di moda italiana, la quale aveva moltiplicato le linee e i format finendo per offuscare la propria immagine, è stato compiuto un grosso lavoro.
 
Ora il brand si articola attorno alla linea principale Trussardi, declinata in tre segmenti: best (l’alto di gamma), better (la parte premium) e Trussardi Jeans per la parte più giovane e accessibile. Allo stesso modo, una sola identica insegna di negozio accoglie adesso il mondo della griffe, con prezzi compresi tra i 90 e i 150 euro per le t-shirt e i maglioni, da 150 a 250 euro per la maglieria e fino a 1.200-1.300 euro per i capi in pelle.

“Abbiamo fatto crescere di gamma Trussardi Jeans e riposizionato su prezzi più accessibili i prodotti di lusso, nell’intento di uniformare la nostra gamma prodotti attorno a un’identità unica. Si tratta di un marchio premium che oscilla tra urbanwear e chic effortless", spiega a FashionNetwork.com la CEO Maela Mandelli, arrivata a capo dell'azienda lo scorso settembre.
 
Questa nuova politica si è tradotta in un nuovo merchandising e assortimento nei negozi, dai quali sono stati ritirati i prodotti non corrispondenti a questo tipo di posizionamento, mentre sono stati reinseriti i capi iconici di Trussardi, come i blazer e i trench di pelle. “I risultati sono molto promettenti, con un aumento delle vendite del 15% nell'ultimo trimestre del 2019”, sottolinea la manager.
 
In quest’ottica, una parte della produzione è stata riportata in Italia e in Europa, tanto più che i ritmi di consegna sono stati ridotti, visto che ora i nuovi prodotti vengono inseriti nei negozi ogni due mesi. Ha preso il via anche il nuovo progetto “Beautiful Minds”: collaborazioni che coinvolgono giovani creatori o artisti, incaricati di rivisitare gli archivi della casa di moda, che così porteranno a una nuova dinamizzazione dell’offerta e consentiranno una comunicazione più editoriale e costante.
 
In marzo usciranno due modelli di borse disegnati dalle sorelle Camilla e Giulia Venturini, che guidano il marchio di accessori Medea, mentre il Pitti Uomo ha rappresentato l’occasione per svelare la collezione di 80 capi realizzata da Giorgio Di Salvo, il direttore creativo del giovane marchio street United Standard. Lo stilista ha disegnato una capsule allo stesso tempo casual e chic, introducendo in particolar modo il logo del levriero, emblema di Trussardi, su alcuni pullover.

Il brand espone al Pitti Uomo il suo lifestyle - Trussardi


Oggi, il marchio, che ha appena aperto uno un showroom commerciale a Parigi, conta 200 boutique nel mondo, una cinquantina delle quali in franchising, ed è distribuito presso oltre 5.000 rivenditori. Una rete che sarà razionalizzata nel 2020. L’Italia costituisce il primo mercato del Levriero, rappresentando dal 30 al 40% delle sue vendite, seguita da Russia, Cina ed Europa in generale.
 
Il suo fatturato di 150 milioni di euro nel 2018 dovrebbe scendere nel 2019, considerando la ristrutturazione in corso, che ha portato in particolare alla chiusura di numerosi negozi. “Ma nell’ultimo trimestre, la società dovrebbe generare un Ebitda leggermente positivo dopo aver registrato una perdita operativa lorda per più di tre anni”, conclude Maela Mandelli sottolineando “l'opportunità per Trussardi di ripartire su basi solide”.

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