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Trussardi: QuattroR verso 70-80% e punta a uscire in 4-5 anni, vicino ok banche

Di
Reuters
Pubblicato il
today 21 dic 2018
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Il fondo QuattroR punta a entrare in Trussardi con una quota intorno al 70/80% e a rimetterla sul mercato risanata tra 4-5 anni. L’intesa con la famiglia è stata siglata la sera del 20 dicembre, manca ancora qualche settimana di lavoro per l’accordo - vincolante per l’intera operazione - con le banche creditrici. Lo dicono due fonti vicine all’operazione spiegando che l’impostazione dell’intesa prevede l’apporto di risorse per circa 50 milioni da parte del fondo partecipato dalla CDP, con una prospettiva di uscita dall’investimento nel 2022/2023. 

Il logo Trussardi - Reuters


“L’accordo è abbastanza bene incanalato. L’intesa tra fondo e famiglia è sostanzialmente raggiunta, sono stati sciolti i principali nodi con le banche creditrici, con le quali si potrebbe arrivare a chiudere un accordo verso metà gennaio”, spiega una fonte. 

Una seconda fonte dice che la firma tra la holding Finos della famiglia Trussardi e il fondo è arrivata la sera del 20 dicembre. “QuattroR avrà una quota del 70-80%, il resto rimane a Tomaso Trussardi e una piccola quota alla madre Marialuisa Trussardi Gavazzeni”, aggiunge.

Nessun commento da Trussardi e QuattroR. QuattroR è una Sgr che gestisce un fondo di oltre 700 milioni specializzato in investimenti in aziende italiane in temporaneo squilibrio finanziario. È nella sua filosofia assumere una quota di controllo tenendo coinvolto l’azionista di minoranza. 

Spiega la prima fonte che in questo caso intende investire circa 50 milioni “in strumenti finanziari ‘quasi-equity’ che hanno anche diritti di governance”. Non si tratterebbe quindi un aumento di capitale tradizionale. 

Con l’aiuto della società di consulenza Alvarez&Marsal, QuattroR punta a risanare l’azienda e riportarla alla redditività “con l’obiettivo di metterla sul mercato nel 2022/2023”. Con la cessione, il Fondo rientrerebbe dell’investimento e solo a quel punto le banche creditrici inizierebbero a essere rimborsate. 

Le banche creditrici sono Bnl, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Ubi Banca, Banco BPM e Mps. Hanno firmato con il marchio di lusso un contratto di finanziamento da 51,5 milioni che prevedeva un pre-ammortamento di due anni e un rimborso a rate crescenti nei tre anni successivi.

Trussardi ha chiuso il 2017 con una perdita netta di 30,6 milioni, penalizzata da importanti svalutazioni, dal rosso di 7,4 milioni registrato l’anno prima su un valore della produzione in calo dell’8,6% a 24,2 milioni (-10,4% i ricavi delle vendite).

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