Tre rivelazioni hanno aperto le danze della Paris Fashion Week

Cielo plumbeo per l'apertura della Settimana della Moda di Parigi. Ciò nonostante, una grande folla (Amanda Lear e il team di Manko Paris erano gli ospiti speciali) ha comunque assistito al primo show in calendario, quello dello spagnolo Adolfo Gomez Palomo con la sua griffe Palomo Spain.

Palomo Spain - Autunno-Inverno 2018 - Menswear - Parigi - © PixelFormula

Presentata in un appartamento di place des Vosges, la collezione ispirata dal mondo della caccia e dai ritratti di Velasquez immergeva gli invitati in una foresta di abeti sotto delle luci bianche (poco belle) che fungevano da decorazione per le silhouette sempre molto teatrali dello stilista.
 
Una collezione leggermente più sobria delle precedenti, nella quale i ragazzi indossavano pantaloni corti gonfi su camicie di pelle nera, lunghi cappotti trascinati per terra, corsetti, mantelline, tute… Una visione lirica e poetica dell’iconografia del cacciatore-tipo, in cui i cappelli piumati firmati dalla casa spagnola Tolentino sublimavano tutti gli outfit.
 
Tipicamente per il designer iberico, gli altri capi diventavano più folli, rivelando culotte, tute piene di paillette, abiti lamé, pellicce alla Liberace, con i ragazzi appollaiati su tacchi che a volte inguainavano loro i piedi. L'effetto più bello? La serie di leggings in pelle che rivisitavano il mito dei cowboy e mettevano in mostra i glutei.
 
Basato a Londra, lo stilista uscito dal London College of Fashion si è prima rivelato a New York con il défilé “Orlando”, ispirato al libro di Virginia Woolf, per poi fare un giro del mondo grazie alla stampa e ai social network grazie al suo abito indossato dalla cantante Beyoncé in occasione della nascita dei suoi gemelli. Palomo aveva anche sfilato a Madrid in settembre, con il suo défilé “Hotel Palomo”, nel quale ha fatto sfilare i modelli vestiti da fattorini, in abito da sera, in pose languide, con vestiti a frange, con fronzoli e glitter. Uno show al quale ha partecipato l’attrice Rossy de Palma.

Namacheko - Autunno-Inverno 2018 - Menswear - Parigi - © PixelFormula

Ambiente radicalmente diverso da Namacheko, che ha scelto alle 19 del primo giorno di sfilate l’Espace Niemeyer (dedicato al famoso architetto brasiliano che ha disegnato la capitale Brasilia), in place du Colonel Fabien e sede del Partito Comunista Francese. Nella sala del Consiglio Nazionale, sotto l'incredibile cupola bianca, Dilan Kurr, svedese di nazionalità e curdo di origine, ha presentato la seconda collezione in calendario, quella del brand che ha fondato con sua sorella Lezan. Atmosfera più rilassata, un po' soporifera nella scelta musicale.
 
Una moda grafica, classica la sua, ispirata alla tavolozza di colori del pittore Francis Bacon, che gioca con materiali caldi, la lana, il Kvadrat, la seta, la pelliccia, miscelando così le origini del creatore con una visione contemporanea del vestito, addirittura futuristico per il suo lavoro su volumi, tagli, sovrapposizioni.
 
E per concludere la prima giornata parigina, il collettivo che sta dietro all’etichetta GmbH si è riunito all’Aérosol, luogo di street-art del 18° arrondissement ed ex hangar della SNCF. Una sfilata in esterni che ha sorpreso tutti, svoltasi praticamente in mezzo a un diluvio, ma protetta dal vento.
 
Un'atmosfera che si adattava perfettamente allo spirito berlinese del collettivo, guidato dal fotografo di origini pakistane e norvegesi Benjamin Alexander Huseby (un habitué delle riviste Dazed e Purple, che ha all’attivo anche shooting per Adidas e Lanvin) e dal designer tedesco di origine turca Serhat Isik.

GmbH - Autunno-Inverno 2018 - Menswear - Parigi - © PixelFormula

Dopo aver dedicato nel luglio scorso la loro collezione al sogno utopico di un’Europa senza confini, un richiamo alle proprie origini e alla ricchezza del Medio Oriente, GmbH si è ispirato per quest’altro défilé alle recenti scoperte sulle origini dei Vichinghi.
 
Certamente la sfilata più riuscita della giornata, con la musica più tonificante del giorno (un remix electro della cantante tedesca Nico), ingegnosa nella scelta delle influenze e nei look proprio come le tante felpe dai motivi nordici alle quali sono stati miscelati elementi sportivi sullo stile del motocross. Da evidenziare anche gli abiti tagliati magnificamente e con forme generose, il pantalone declinato in tutte le maniere, in PVC soprattutto, ma anche in denim, argentato, a vita alta con giacche di velluto... Una moda ispirata e terribilmente sexy.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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