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Adnkronos
Pubblicato il
4 apr 2016
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Tra etichette e 'fai da te', la tendenza dei cosmetici green

Di
Adnkronos
Pubblicato il
4 apr 2016

Cosmetici naturali, organici, ecobio contro i convenzionali. Una scelta di campo, uno stile di vita e di pensiero. Più di una moda, quasi un movimento, difficile da definire e quindi da quantificare, che bandisce dalla propria routine quotidiana alcuni ingredienti chimici prediligendo sostanze ritenute più dermocompatibili perché di origine naturale o derivanti dalla cosiddetta ‘chimica verde’.


Da precisare che la legge europea garantisce la sicurezza per la salute di tutti i prodotti sul mercato e delle sostanze in essi contenuti e che non esiste una normativa che definisca in maniera univoca il cosmetico naturale. Ci sono invece numerosi enti certificatori che attraverso i propri standard ‘garantiscono’ l’origine naturale, biologica delle sostanze contenute nei cosmetici insieme all’assenza di alcuni ingredienti come petrolati, siliconi e alcuni conservanti.

Queste certificazioni servono anche a individuare eventuali prodotti che sfruttano il claim ‘verde’, offrendo poi in realtà una bassa percentuale di ingredienti naturali. Il consumatore ‘green’ può quindi affidarsi a questi standard oppure imparare a leggere il famoso Inci (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients), ovvero la lista degli ingredienti contenuti nell’etichetta dei prodotti cosmetici. Questi devono essere indicati secondo un ordine decrescente di peso all’interno della formula, quando la loro concentrazione è superiore all’1%. Per valori inferiori i nomi possono essere riportati senza un ordine preciso.

Non proprio una lettura semplice, a dire il vero, dal momento che le sostanze sono migliaia e saperle riconoscere non è agevole. Un aiuto arriva dalla rete: famose tra le eco-beauty addicted il biodizionario di Fabrizio Zago, una vera e propria guida al ‘consumo consapevole dei cosmetici’. Sempre in rete Icea - Istituto di Certificazione Etica e Ambientale mette a disposizione l’applicazione Icea Cosmetic Check che riconosce le quasi 9000 sostanze, registrate nell’inventario europeo degli ingredienti utilizzabili dall’industria cosmetica. Il database divide le sostanze 'rosse' da quelle ‘verdi’, cioè dagli ingredienti ammessi secondo i criteri della certificazione bio-ecocosmetica definiti da Aiab, l’Associazione Italiana Agricoltura Biologica, insieme a produttori, centri universitari e consumatori.

Altra soluzione può essere quella di produrre da sé i prodotti per la skincare. Detergenti, tonici, creme, e anche make up, possono essere formulati e realizzati in casa con gli ingredienti della dispensa o quelli acquistati nei negozi, anche on line, di materie prime. Beauty guru del web e manuali disponibili in libreria offrono diverse ricette e indicazioni base per cominciare ad armeggiare con bilance, contenitori e ingredienti per garantire igiene e sicurezza del prodotto finale.

Infine, per dare qualche cifra, può dare la misura del fenomeno ‘green’ la stima di Organic Monitor, società inglese specializzata in ricerche di mercato nel settore bio e naturale, che calcola il giro d'affari a livello globale in 10,4 miliardi di dollari nel 2013 e una crescita a un ritmo di un miliardo di dollari all'anno.

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