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Pubblicato il
24 set 2014
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Torna di moda il cappello

Di
Ansa
Pubblicato il
24 set 2014

Cappelli, cappelli, cappelli. Hanno trionfato a tutto campo alla recente Fashion Week di New York. In tutte le fogge e tutti i materiali, hanno adornato le passerelle di Donna Karan e Karen Waker, Tibi e Jeremy Scott (Marc by Marc Jacobs).

Foto: Ansa


Thom Browne si è affidato al "mad hatter" Stephen Jones per 30 creazioni fantastiche a complemento di ogni look mentre da Londra è sbarcata a New York Gigi Burris che tra le fan conta Lady Gaga e Angelina Jolie. E gli italiani? Non potevano certo mancare: I Hats, la prima trade fair dei modisti che mette in mostra la tradizione tutta italiana del cappello, si è svolta nei saloni dell'ICE di New York.

La tradizione plurisecolare in questo caso è toscana, il cappello di paglia di Firenze: degno follow up al "Ladies Day" di Forte dei Marmi dove a fine agosto, nello stesso albergo dove ha passato qualche giorno di vacanza Matteo Renzi, si è celebrato il primo secolo della nota località balneare con tema assegnato per 250 ospiti vip i cappellini di Ascot.

"Con il lancio di I Hats i compratori americani potranno avere una preview esclusiva della produzione dei produttori italiani di cappelli, un segmento di mercato in espansione che esporta oltre il 65% del prodotto e sugli USA vale 15 mln di euro", ha commentato Pier Paolo Celeste, direttore esecutivo dell'ICE di New York.

L'appuntamento, in collaborazione con il Firenze Fashion Consortium, ha messo insieme aziende come Angiolo Frasconi, Catarzi, Caterina Bertini, Grevi, Luca Della Lama, Rossomenta e Tesi: "Nomi che hanno alle spalle una tradizione di tre, quattro generazioni, ma che allo stesso tempo guardano al futuro", spiega Luca Galigani di Luca Della Lama, una azienda di Chiesina Uzzanese in provincia di Pistoia che punta sull'hi-tech e a New York ha portato prodotti per la prossima primavera estate di pelle tagliata al laser per trasformare modelli classicissimi con la leggerezza dei trafori.

Alcuni cappelli Rossomenta


Contemperati con le esigenze della moda, i materiali degli archivi storici delle case diventano un connubio vincente. Rossomenta di Campi Bisenzio vicino a Firenze offre, accanto a una collezione che profuma di Oriente, un modello riipiegabile brevettato per le piogge primaverili che d'inverno diventa di feltro e d'estate di paglia. Il Consorzio esiste dagli anni Ottanta e raccoglie una trentina di aziende che sono riuscite a superare la crisi: "C'è chi dice che è cominciata con l'automobile, il cappello non serviva più per coprirsi il capo per proteggersi dal freddo o dal sole", commenta Galigani. E indubbiamente in questi giorni il cappello sta vivendo un ritorno di fiamma: ora l'auspicio dei cappellai toscani è di tornare in febbraio a New York più agguerriti e numerosi.

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