Tod's: novità al vertice, il vice Andrea sarà capo. Parla il Presidente Della Valle

Tod's va verso una riorganizzazione dei vertici, anche se è difficile capire quanto saranno profondi i cambiamenti e soprattutto che tempi avranno. A dirlo, in modo più esplicito rispetto al passato, è stato lo stesso Presidente Diego Della Valle, parlando ad una platea di neo dottori di ricerca dell'Università Politecnica delle Marche durante Your Future Festival: "Entro poco tempo conto di delegare la gestione ordinaria dell'azienda ai nostri uomini, mio fratello Andrea (attuale Vice presidente, ndr) sarà capo di questa struttura".

Diego Della Valle, presidente e azionista di maggioranza di Tod's

Per sé, Mr. Tod's ritaglia un ruolo che sembra meno operativo, quello di chi studia le "strategie, qualche buona idea per far vedere che ancora qualcosa possiamo insegnare". Con i giovani dell'Ateneo anconetano, che anni fa gli conferì la laurea honoris causa, ammette di voler "tornare a casa mia il più possibile", cioé a Casette D'Ete, la frazione di Sant'Elpidio a Mare (Fermo) da dove è partita l'avventura del calzaturificio paterno diventato poi, sotto le cure di Diego, il cuore del polo del lusso che fa capo alla famiglia Della Valle, e tuttora quartiere generale dell'azienda.

Meno di un mese fa, durante l'assemblea degli azionisti, lo stesso Della Valle, 64 anni, aveva risposto con una battuta ad un socio che chiedeva lumi su alcuni rumors. "Io via dalla presidenza della Tod's? Dove vuoi che vada alla mia età...". Ma aveva accennato anche alla possibilità di alleggerire gli impegni: "la vera domanda è: fratello e manager vecchi e nuovi ti daranno la possibilità di venire meno in azienda? Mi auguro di sì".

Nell'assemblea dei soci, c'era stata la nomina del nuovo CdA, irrobustito con l'ingresso del manager Gabriele Del Torchio e soprattutto con l'investitura del nuovo AD Umberto Macchi di Cellere, ex top manager di Bulgari e della Johnson & Johson. “Una persona”, aveva detto Della Valle, “scelta perché al di là delle competenze tecniche possiede quelle umane", indispensabili per lavorare in un'azienda che si è sempre basata principalmente su "onesta' e correttezza".

Parole e concetti in parte ripetuti anche oggi, dopo avere ricordato il non facile 'salto' da "azienda familiare a Gruppo quotato in Borsa". Un "passaggio importante perché dava disciplina al Gruppo" e per "non mettere a repentaglio gente che lavora, 13 mila famiglie che si fidano di noi". In Macchi di Cellere, ha spiegato, non si è cercata solo "capacità gestionale ma un uomo che quando entra in azienda si ricorda che c'è gente che ha figli, nonni, gente dignitosa che si fida"

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