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Pubblicità

Ted Baker: partenza dei dirigenti, profit warning, il marchio precipita in una profonda crisi

Di
AFP
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
today 10 dic 2019
Tempo di lettura
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Il marchio britannico Ted Baker ha annunciato martedì la partenza dei suoi maggiori dirigenti e ha rivisto al ribasso le proprie previsioni di risultati per l’esercizio in corso, sprofondando in una fase di crisi dopo lo scandalo molestie che ne ha infangato il nome all'inizio di quest'anno.

Ted Baker


“Le nostre previsioni per l’esercizio conclusosi il 25 gennaio sono state ridotte a un utile minimo ante imposte di 5 milioni di sterline, che potrebbe raggiungere i 10 milioni di sterline” se le vendite di Natale si rivelassero buone, indica un comunicato.
 
In compenso, le vendite del Black Friday sono state inferiori alle attese e il gruppo anticipa una “prosecuzione delle difficili condizioni del mercato”, definendosi pertanto “cauto” per il resto dell'anno fiscale e aggiungendo che “gli ultimi 12 mesi sono stati senza dubbio i più difficili della (sua) storia”.

“I tagli ai prezzi stanno danneggiando il settore, che non è aiutato dai saldi del Black Friday. Tutto ciò pesa sui margini lordi di Ted Baker, che ha visto precipitare gli utili”, conferma Sophie Lund-Yates, analista di Hargreaves Lansdown. “I prezzi base, che da Ted partono da cifre più alte, lo rendono maggiormente vulnerabile ai prezzi ridotti praticati da alcune label dei suoi concorrenti”, aggiunge.
 
La Lund-Yates stima tuttavia che il gruppo di abbigliamento sia ancora abbastanza solido. “Ted Baker ha ancora del potenziale con le vendite online, che crescono bene in Nord America”, anche se “il Regno Unito e l’Europa frenano la performance globale e le anemiche spese per i consumi non mostrano segni di ripresa”.
 
Rimane il fatto che per rimediare a questa “controprestazione” e “migliorare la sua efficienza”, il gruppo ha deciso di adottare una serie di contromisure, a partire dalla sospensione dei dividendi.
 
Inoltre annuncia la partenza del Presidente del proprio Consiglio d’Amministrazione, David Bernstein, per il quale la ricerca di un successore è in corso, e del CEO ad interim dallo scorso maggio, Lindsay Page, sostituita, anche in questo caso in modo provvisiorio, da colei che da alcuni mesi esercita le funzioni di direttore finanziario del marchio, Rachel Osborne.
 
In marzo, il fondatore ed ex CEO del marchio britannico, Ray Kelvin (che controllerebbe ancora il 35% della società, secondo i dati di Refinitiv Eikon), aveva rassegnato le dimissioni a seguito di accuse di molestie sessuali (ad esempio, pare che in azienda vigesse una “cultura degli abbracci forzati”, secondo le testimonianze raccolte online dal sito Organize, che ha ascoltato oltre 200 dipendenti, ndr.), sulla scia delle sensibilizzazioni legate al movimento #MeToo in Gran Bretagna. Kelvin, 63 anni, ha sviluppato il marchio Ted Baker e ne è stato amministratore delegato sin dal lancio dell'azienda nel 1988.
 
Il titolo di Ted Baker perdeva il 16,32%, a 334,40 pence, verso le 10:30 italiane, nella sessione borsistica di martedì 10 dicembre.

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