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Pubblicato il
7 mag 2009
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Tautou: Chanel un mito di libertà

Pubblicato il
7 mag 2009

ROMA, 6 MAG - Chanel e' un 'mito di liberta' e indipendenza', afferma Audrey Tautou che interpreta la stilista in un film da maggio nelle sale. Minuta, magrissima, capelli alla maschietta e viso da eterna bambina, Audrey Tautou è la tosta Chanel in Coco avant Chanel, biografia della stilista dall'infanzia da povera orfanella a mantenuta fino all'emancipazione, insomma storia del mito prima che la doppia CC invadesse il mondo.



150 copie dal 29 maggio, distribuite dalla Warner Bros, per l'uscita italiana del film che è stato in forse per il festival di Cannes che però ha preferito ospitare, come film di chiusura, Coco Chanel & Igor Stravinsky. Se ci si aggiunge anche la miniserie tv con Barbara Bobulova e Shirley McLaine e il libro di Alfonso Signorini Chanel una vita da favola, oggi in uscita da Mondadori, si rischia quest'anno l'overdose.

"La vita di Chanel è molto interessante. Mi meraviglio semmai che tanti film arrivino solo ora. Ha avuto un'esistenza particolare con tanti spunti cinematografici. Oltre al momento in cui diventa indipendente e comincia i primi abiti, mi affascina ad esempio molto l'ultimo periodo, quando a 70 anni presenta una collezione che rilancia la maison", dice a Roma la regista Anne Fontaine per la quale questo film non sarebbe esistito "senza la Tautou. Lei non è mascherata da Chanel, lei per me è Chanel".

Ringrazia dei complimenti l'ex popolarissima iperfelice Amelie (Il favoloso mondo di Amelie nel 2001 le diede fama mondiale) e rilancia: "per questo film mi sono sentita Chanel. In comune, ma io in dosi più piccole, abbiamo il desiderio di libertà, indipendenza, nessuna paura del giudizio degli altri e non fare leva sulla seduzione". Confrontarsi con il mito Chanel, quello che ancora oggi, a 38 anni dalla morte, rappresenta per lo stile oltre che per la moda, non deve essere stato facile.

"Ho letto tanto su di lei, ma siccome era anche una gran bugiarda, ad un certo punto mi sono confusa per le troppe contraddizioni e l'ho interpretata liberamente, immaginandola e affidandomi all'intuizione", dice la Tatou che con la moda dice di avere un rapporto "infedele" e di sapere poco di "tendenze e stilisti". Il film punta ad una "ricostruzione fedele, precisa dell'ambiente con una grande cura per gli abiti, le decorazioni, i più piccoli dettagli, convinta però che un film in costume non debba essere museificato ma reso vivo.

Del resto - aggiunge Anne Fontaine che conobbe l'assistente della vera Chanel - Coco fu un personaggio fuori dal comune, incarna un'epoca che lei stessa con il suo stile rese fuori moda". Precorritrice del femminismo per la sua voglia di rendersi indipendente, androgina quando le donne mettevano in mostra la propria opulenza, Chanel fece di questi suoi difetti un'arma.

Il film si sofferma in particolare sul rapporto con il benefattore-amante Balsan (uno strepitoso Benoit Poelvoorde), con il vero unico amore Boy Capel (Alessandro Nivola) e con l'attrice Emilienne (Emmanuelle Devos) con cui si adombra un rapporto saffico. A giugno la Tautou sarà di nuovo sul set per la nuova commedia di Pierre Salvadori con Natalie Baye.

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