Tara Jarmon accelera nel retail e pensa al primo monomarca in Italia

Continua l’espansione retail della griffe di abbigliamento e accessori di lusso accessibile Tara Jarmon, dopo che da circa un anno e mezzo è arrivato a controllarla un nuovo azionista di maggioranza (AMS Industries, il fondo di famiglia di Jean-Paul Bize) e che un anno fa l’omonima stilista canadese che lo aveva fondato nel 1986 è uscita dalla società passandone il testimone creativo alla francese Colombe Campana (ex & Other Stories, Capucine Puerari, Sonia Rykiel e Claudie Pierlot). Oggi il marchio è arrivato a distribuirsi in circa 500 negozi multimarca worldwide e a controllare 71 boutique monomarca e 65 shop-in-shop all’interno di centri commerciali nel mondo, mentre due anni fa i suoi punti vendita diretti complessivi erano 55.

Colombe Campana e Francis Varesano - Elena Passeri - FashionNetwork.com

Di questi 136 spazi di vendita, 40 si trovano in Francia. Il brand si è infatti molto sviluppato all’estero, tanto che dei 20 negozi inaugurati nel 2017 solo 2 sono collocati in territorio francese, e ben 6 in Cina, 4 in Corea del Sud (nazioni in cui è approdato per la prima volta), 4 in Germania, 1 in Giappone, 1 negli Emirati (a Dubai) e 1 in Kazakistan. Nel 2018, Tara Jarmon ha già aperto due negozi in Russia in altrettanti mall moscoviti, e poi uno store a Monaco, cui seguiranno Montpellier, in Francia, e altre due aperture a Hong Kong.
 
“Gli ultimi studi affermano che tra il 2022 e il 2025 un quarto del business nell’alta moda e del lusso sarà concentrato in Cina, dunque stiamo riflettendo insieme al nostro partner locale - con cui ci troviamo benissimo - su come riuscire ad intercettare questo flusso”, precisa il PDG Francis Varesano. “Il primo business plan che abbiamo studiato per la Cina prevede l’apertura di 30 boutique ad insegna Tara Jarmon in 5 anni, ma fra qualche anno il retail potrebbe non essere più il format di espansione adatto per quel mercato. E quindi stiamo valutando bene come muoverci”.

Tara Jarmon, un look per l'Autunno-Inverno 2018/19 by Colombe Campana

Tara Jarmon non comunica il dato di fatturato, ma il retail value, ovvero il dato omogeneo della valorizzazione pre-retail di tutto ciò che vende, che nel 2017 è risultato essere pari a 100 milioni di euro. Oggi la Francia pesa ancora per il 60% sull’attività. L’idea è di arrivare ad invertire in pochi anni queste percentuali verso un 40% Francia e 60% estero. Nel 40% estero, il fatturato dell’Italia è il numero uno in termini di quantità vendute in Europa, ma secondo come turnover economico generato dietro la Germania.

Francis Varesano conferma che il marchio è alla ricerca di una location adatta ad ospitare un monomarca del brand anche in Italia. “È più difficile la situazione in Italia, perché i quartieri della moda che accolgono i negozi premium sono di dimensioni molto concentrate e hanno canoni d’affitto altissimi. Non necessariamente si tratterà di trovare la location adatta quest’anno, però posso dire che le città nel mirino sono Milano e Roma”, rivela.

Tara Jarmon by Colombe Campana, PE 2018 - Tara Jarmon

In precedenza lo stile tipico di Tara Jarmon era più classico. Con l’arrivo di Colombe Campana si è cercato di riposizionare il marchio, orientandolo verso una clientela più giovane. “Ora cerchiamo di guardare ad una donna più attiva nel quotidiano, dinamica, ma comunque dotata di una visione della moda sofisticata ed elegante”, conferma la stessa Colombe Campana. “Tara Jarmon prima puntava su linee fatte di modelli molto eleganti, ma mancavano quei capi adatti per tutti i giorni, come le t-shirt, che abbiamo dunque aggiunto nella nuova collezione”.
 
L’ampiezza della linea di Tara Jarmon è stata leggermente ridotta in termini di numero di modelli. “Abbiamo cercato di pensarla come un intero guardaroba”, continua Colombe Campana, “e quindi prevede capi per la sera, per il giorno, e così via. La grande novità di collezione è il rilancio dalla stagione Autunno-Inverno 2018/19 della linea Bal, che mancava da circa 3 anni, una collezione pensata soprattutto per la sera e rivolta a tutti i tipi di stili, gusti e morfologie femminili”.

Tara Jarmon torna a produrre la linea Bal

La linea si compone di un piccolo guardaroba di 15 capi di grande eleganza, fra i quali uno smoking e degli abitini molto vari, lunghi e corti. I materiali utilizzati di maggiore qualità (lane fini, pizzi, ecc.) rendono i prezzi per il cliente finale di Tara Jarmon Bal leggermente più elevati della prima linea (da 500 a 1.200 euro). “Credo che la collezione sarà molto ben accolta in Italia, dove secondo me le donne sono alla ricerca di qualcosa di maggiormente sofisticato rispetto ai gusti delle anglosassoni, legate ad influenze workwear o a un daywear più ‘facile’. Ciò nonostante, gli USA sono stati il Paese estero più forte per noi l’anno scorso  - e dove anche l’e-shop funziona molto bene - seguito proprio da Inghilterra e Italia”. Inoltre, le linee di borse e calzature, rimaste invariate nel numero di articoli, hanno visto affinare lo stile, ora più simile a quello dei vestiti.
 
E Tara Jarmon? Nell’aprile di quest’anno, la designer canadese (che conserva una piccola quota del suo vecchio brand) ha annunciato il proprio ritorno con il marchio di prêt-à-porter femminile Mirae, fondato insieme alla figlia Camille, proveniente dal settore del marketing digitale, e ad Edith Cabane, una delle sue storiche stiliste.

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