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23 feb 2016
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Studio Mediobanca: i gruppi della moda meglio della manifattura

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Ansa
Pubblicato il
23 feb 2016

I principali gruppi della moda in Italia confermano ancora, un miglior andamento rispetto alla grande manifattura per crescita, redditività e solidità, con una spinta in particolare tra le prime 15 aziende. E' quanto emerge dall'indagine annuale sul Settore Moda Italiano di R&SMediobanca dal 2010 al 2014.


Le 15 aziende più grandi (sette le quotate) danno una spinta a tutto il comparto e mostrano una crescita più vivace. Tra i singoli 'vip', considerando i ricavi dal 2010 e il 2014, Prada ha la crescita maggiore (+73,5%), anche se è Luxottica la più grande (7.652 milioni il fatturato 2014). Seguono Ferragamo (+70,8%), Calzedonia (+63,8%), Moncler (+61,9%) e Armani (+59,7%).

Per la prima volta l'indagine annuale di R&S Mediobanca sulle grandi aziende della moda si sofferma anche sui concorrenti francesi, analizzando i primi 10 gruppi d'Oltralpe. Per dimensioni il confronto è nettamente a favore della Francia, con un giro d'affari aggregato di 56,1 miliardi rispetto ai 23,4 miliardi delle prime 10 aziende della moda italiana. Più della metà (55%) del fatturato delle 'top10' di Francia è fatto da Cristian Dior (LVMH), quando il primo gruppo italiano - Luxottica - pesa per il 33% sulle 'top10' italiane. Quanto poi alle dinamiche, il cumulato 2010-2014 vede le francesi correre leggermente di più delle italiane (+30,8% il fatturato, rispetto al +27,7% nostrano), anche se l'Italia è in recupero (+5,8% nel 2014, rispetto al 2,2% francese). Le nostre 'vincono' invece per solidità e liquidità sulle francesi (il rapporto tra debiti e patrimonio netto 2014 è 24,8 per le italiane e 35,5 per le francesi, quello tra liquidità e debiti è 107,2 per le italiane 41,5 per le francesi).

L'analisi Mediobanca riguarda 143 società, quelle cioè con almeno 100 milioni di fatturato. Per un quarto sono a controllo straniero (44), ben 18 francese. Nel 2014 vedono una crescita del 5,8% del fatturato, contro lo 0,8% della grande manifattura.

Il margine del settore è del 9,3%, contro il 6% della manifattura. Per le 'top 15' il margine è poi del doppio (12,3%) rispetto ai grandi gruppi industriali (al netto dell'effetto Chrysler). Tra il 2010 e il 2014 i ricavi crescono del 27,7% a 58,1 miliardi (+16,3% la manifattura). Le sole 15 aziende più grandi crescono del 30,8% a 27,8 miliardi. L'ebit delle 143 aziende della moda sale del 25,1% (+14,1% nella manifattura), con le 'top15' che fan +26%. Quanto all'occupazione, cresce del 22,7% nella moda contro il 14% della manifattura, con ancora una volta una spinta maggiore tra i 15 'vip' (+34,2%).

La crescita viene per lo più dell'estero, che pesa per il 60,1% del fatturato totale (+9,8 punti percentuali rispetto al 2010, rispetto al +2,6% dei ricavi nazionali). I settori più orientati all'estero sono l'occhialeria e la pelletteria, con il 90,2% e il 70,1% dei fatturati oltre confine. Considerando infine le sette quotate, nei primi nove mesi del 2015 si accentua la crescita dei ricavi: +11,8% a cambi correnti, ma +2% a cambi costanti. Spiccano per crescita Moncler (+25,2%), Luxottica (+17,2%) e Safilo (+10,6%), e la sola Prada segna il passo (-7%)
 

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