Stewart collabora con un nuovo stilista e guarda per la prima volta all’estero

Dopo essersi distribuita capillarmente sul territorio italiano, in 200 punti vendita multimarca, l’azienda toscana di capispalla maschili Stewart punta ora decisa ai mercati esteri. “Purtroppo all’estero non siamo presenti, se non sporadicamente, ma adesso comincerò a curare l’internazionalizzazione di Stewart. Se ne parlerà dal 2019, ma intanto sono in trattative con distributori di Germania e Giappone; una distribuzione che, come in Italia, rimarrà selezionata, rivolta a un cliente raffinato”, afferma Vittorio Piani, Presidente di Stewart, società nata nel 1975 a Reggello (FI) e da lui acquisita 5 anni fa.

Stewart, uno dei sei giubbotti della capsule "Moto", che vanno dai 1.100 ai 1.500 euro al pubblico

Il 2017 si è chiuso con una crescita di fatturato del 10% (Piani preferisce non comunicare la cifra esatta). “Nel 2018 prevediamo la conferma del risultato dell’anno scorso, perché essendo legati al mercato italiano non abbiamo possibilità di sviluppo al momento. È un mercato in totale stagnazione”, si rammarica il Presidente. “Tra 5 anni spero di consegnare l’azienda a mio figlio con una distribuzione estera equivalente a quella italiana”, confessa Piani, il quale ha un passato come produttore di calzature in private label. “La mia azienda ne produceva 20.000 paia al giorno per la grande distribuzione. Questo know-how mi è servito, perché dovendo acquistare abitualmente milioni di piedi di pelle, ho fatto una lunga esperienza nell’ambiente dei pellami”.
 
Il marchio ha avviato una collaborazione con un nuovo stilista, Jonathan Malagodi, che gli ha aperto il mercato dei biker di alto profilo. “Quei professionisti che di venerdì sera si tolgono la giacca e la cravatta e si mettono alla guida di moto customizzate da 30-40.000 euro. Quello è il mondo al quale ci stiamo rivolgendo”, continua Piani.
 
Stewart ha anche una collaborazione in corso con il marchio fiorentino di orologi Locman, che ha portato alla creazione di un primo orologio. “Puntiamo infatti ad entrare nel mondo dell’accessoristica. Siamo partiti con questo segnatempo, poi abbiamo creato una linea di borse di cuoio per motocicletta, che vorremmo fosse l’antipasto per la produzione di una collezione di borse, borselli e altri accessori da uomo in cuoio”.

Stewart, PE 2018

Stewart ha 12 dipendenti diretti, e alimenta il tradizionale indotto indiretto della zona, fra taglio, giunteria, logistica, visto che tutti i servizi sono esternalizzati. All’ultimo Pitti Uomo, l’azienda toscana ha presentato una capsule collection (“Moto”) ispirata al mondo classico britannico delle due ruote, che va ad affiancare le quattro linee della collezione principale:“Etere”, “Alfa”, “Ground Floor” e “Old Glory”. La linea è composta dasei giacche da biker con finissaggi decisi, grafiche bold e una fodera a contrasto che riprende la stampa di un’immagine d’archivio di una vecchia edizione del Tourist Trophy, la corsa motociclistica più pericolosa al mondo, che si corre dal 1907 sull’Isola di Man.

Copyright © 2018 FashionNetwork.com Tutti i diritti riservati.

Moda - Prêt à porter Moda - AccessoriSportLusso - Prêt à porter Lusso - AccessoriDistribuzioneBusinessCollezione
ISCRIZIONE ALLA NEWSLETTER