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24 giu 2022
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Stewart: brand extension con borse e scarpe e target 1.000 punti vendita in 2 anni

Pubblicato il
24 giu 2022

Il marchio toscano con il DNA nei capispalla in pelle prosegue l’evoluzione delle sue gamme, essendo arrivato a proporre un total look uomo cui ha affiancato da ormai 3 anni l’abbigliamento donna, e ad incrementare i tipi di tessuti utilizzati. “Dalla Primavera-Estate 2023 cominciamo ad inserire costantemente la lana, ma intrisa di PET (Poli Etilene Tereftalato) riciclato, quindi è un prodotto a sfondo ecologico”, puntualizza a FashionNetwork.com Vittorio Piani, presidente di Stewart e proprietario del brand dal 2012 dopo aver gestito per decenni un’azienda calzaturiera tra le più importanti d’Italia per volumi. “Abbiamo iniziato questo percorso con la lana con la precedente collezione Autunno-Inverno, stiamo continuando col cotone e via via nelle prossime stagioni ci affineremo con materiali nuovi, sempre più eco-friendly”.

Vittorio Piani - Gianluca Bolelli - FashionNetwork.com


L’azienda toscana sta concependo un nuovo business di tiratura industriale, in modo da darsi una valenza maggiore, anche come fatturato. “Stewart lo merita, perché è sul mercato dal 1975, e il suo volume d’affari è ancora relativamente modesto, in quanto si era storicamente concentrato sul territorio italiano e su prodotti di nicchia. Ora però ne allargheremo gamme prodotti e sfera d’influenza partendo dall’Europa, per poi successivamente pensare all’America”, assicura l’imprenditore, che è recentemente diventato proprietario al 100% della sua Scettro S.r.l., la società che controlla il brand Stewart, dopo qualche anno di convivenza con la vecchia proprietà composta da talentuosi artigiani toscani. “Avevamo però idee diverse: loro volevano ancora produrre giubbotti di pelle vecchio stile, pregiati ma voluminosi e pesanti, quelli che ‘stanno su da soli’. Io invece voglio creare giubbotti che siano quasi dei foulard di pelle, dotati di una fodera-non-fodera, per garantire il massimo della leggerezza”. Scelta che pare azzeccata nell’epoca post-Covid, in cui si è intensificata la ricerca di un abbigliamento più comodo e informale.
 
A tal fine, Vittorio Piani ha recentemente brevettato il concept “Nuvola”, che ha portato alla realizzazione di giubbotti con una pelle morbidissima all’esterno e il piumino all’interno. Questa tipologia produttiva consente di confezionare giubbotti in pelle molto più leggeri del normale (solo 970 grammi) e più caldi, oltre a dare la possibilità di ripiegarli in una piccola sacca senza che si rovinino o stropiccino.

Attualmente distribuito in 200 punti vendita di fascia alta in Italia, Stewart è diffuso in Europa in quelle che Piani definisce “briciole sparse. Ma per il prossimo futuro puntiamo sull’internazionalizzazione. A tale scopo, abbiamo appena assunto una figura incaricata di sviluppare la nostra espansione globale, il nostro nuovo responsabile vendite estero Franco Ruiz, e dal prossimo dicembre l’azienda si doterà di un organigramma nuovo e strutturato con personaggi di calibro internazionale, per far partire la penetrazione del business al di fuori dell’Italia”.
 
Tra le novità di Stewart anche l’ingresso nelle calzature, grazie al know-how acquisito da Vittorio Piani nella sua precedente vita imprenditoriale. Si comincia con una linea che comprende due scarpe in ‘stile Goodyear’, una stringata, un mocassino e una sneaker. “Le calzature sono il mio vecchio amore. La mia azienda di scarpe l’ho dovuta dismettere anni fa. Molte delle colpe di questo le ebbero, e le hanno ancora oggi, i nostri governanti, che non hanno compreso la portata della globalizzazione e secondo me non hanno mai aiutato veramente il mondo italiano delle piccole e medie imprese, vero zoccolo duro del nostro Paese. I politici devono ringraziare i tanti imprenditori che hanno voglia di fare e il nostro DNA naturalmente artistico. Noi italiani abbiamo più storia di tutti gli altri”, sostiene animatamente Vittorio Piani.
 
La brand extension studiata da Piani non si limita alle scarpe, ma al recente Pitti Uomo 102 Stewart ha lanciato le sue prime linee di borse, da uomo e da donna, e di zaini, mentre continua a proporre la co-lab con l’azienda di orologi Locman, con sede nell’Isola d’Elba, per un orologio in tiratura limitata ed esemplari numerati.
 
Tra i punti di forza dell’azienda la produzione 100% Made in Italy: l’azienda lavora le pelli e confeziona i capi nel proprio stabilimento di Reggello, sul confine tra le province di Firenze e Arezzo, ponendosi al confine tra la conceria e l’azienda confezionista del prodotto finito. Il suo fatturato 2021 è stato di 3 milioni di euro, stabile sull’anno precedente, ma rimane vivo il target dei 5 milioni in due anni previsto prima dello scoppio della pandemia.
 
“È difficile crescere in Italia, perché la mia è una clientela selezionatissima, fatta di punti vendita splendidi, ma conservativi, troppo restii alle novità. La nuova linea a tiratura industriale che sto preparando verrà infatti affidata ad altri differenti canali di vendita”, precisa Vittorio Piani. “Questo dovrà portarci a quintuplicare i nostri punti vendita multibrand in 2 anni, e ad un giro d’affari molto superiore ai 5 milioni di euro”.

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