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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
11 ott 2022
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Stefano Ricci prevede “due anni di crescita esponenziale”

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
11 ott 2022

Stefano Ricci vede il proprio futuro roseo. La griffe fiorentina, specializzata in abbigliamento maschile 100% Made in Italy di fascia altissima, punta a 150 milioni di euro di giro d’affari per il 2022, in crescita del 20% rispetto al 2021, recuperando il livello pre-pandemia del 2019. Se la crisi legata al Covid e la guerra in Ucraina l'hanno pesantemente penalizzato nei suoi mercati più importanti come Cina e Russia, Stefano Ricci ha saputo compensare con gli Stati Uniti e l'Europa, approfittando dei periodi di lockdown per razionalizzare i suoi processi. Alla fine, ha conquistato quote di mercato e mostra una solidità invidiabile.

La griffe ha appena festeggiato in grande stile i propri 50 anni a Luxor - © Massimo Sestini - Courtesy of Stefano Ricci


Lo testimonia l'importante investimento (stimato in circa 4 milioni di euro) che Stefano Ricci ha appena sostenuto in Egitto per celebrare il suo cinquantesimo anniversario con un sontuoso show nella Valle dei Templi di Luxor, anticipando per tempismo la maison Christian Dior, che sfilerà anch’essa in questo Paese a dicembre, con la sua pre-collezione maschile, ai piedi delle piramidi di Giza, al Cairo. Se voleva sorprendere i suoi clienti più importanti, il brand italiano non poteva fare di meglio, imbarcando 400 ospiti per un weekend indimenticabile nel cuore dell'antico Egitto. Un'operazione per la quale ha mobilitato più di 700 persone, di cui 200 venute dall’Italia.
 
Sono lontani i giorni in cui lo stilista Stefano Ricci lavorava nel suo piccolo laboratorio di cravatte con la moglie Claudia. Aveva vent'anni quando si è lanciato nella moda nel 1972, correndo dalle seterie di Como per farvi realizzare i disegni che aveva creato per i modelli delle sue cravatte. La prima collezione presentata al salone Pitti Uomo conquista i maggiori store americani. L'avventura ha inizio.

Ricci dovrà però aspettare fino agli anni '90 per vedere esplodere la sua attività, con un'offerta che progressivamente si è allargata fino a comprendere camicie e piccola pelletteria, al punto da proporre look completi per uomo, dall'abbigliamento formale allo sportswear, passando per maglieria, e scarpe, senza dimenticare i preziosi gemelli realizzati dai suoi orafi.
 
Un universo che negli ultimi anni ha continuato ad arricchirsi con una linea junior, profumi e collezioni per la casa, dal tableware alla biancheria ai complementi d'arredo, senza dimenticare vino e sigari. In occasione del suo 50° anniversario, il brand, che da diversi anni propone anche una linea di una decina di borse in coccodrillo per le mogli dei suoi clienti più facoltosi, ha presentato per la prima volta una gamma completa di borse, gioielli e fibbie in oro e pietre preziose per cinture.
 
Oggi l'etichetta Stefano Ricci impiega 350 persone e conta 70 negozi nel mondo, di cui 35 a gestione diretta, che intende aumentare fino a 80 entro il 2023. Da quasi quindici anni l'imprenditore si è fatto affiancare dai suoi due figli, Filippo, in qualità di direttore creativo, e Niccolò Ricci, come amministratore delegato.
 
“Decidiamo tutto come famiglia, è il nostro vantaggio”, spiega Stefano Ricci, pur sottolineando che cinquant'anni fa era più facile. “Creare un marchio oggi è davvero difficile, c'è molta concorrenza. Ma ho sempre rifiutato l'attrazione per i grandi numeri, preferendo scommettere sulla qualità”. Questa qualità, che mette in risalto l'eccellenza artigiana italiana, sia nei materiali che nella lavorazione (il gruppo fa produrre i suoi tessuti in seta dallo storico setificio toscano Antico Setificio Fiorentino, acquisito nel 2010), così come nel servizio e nell'attenzione rivolta ai clienti, chiunque essi siano, gli ha permesso di fare la differenza.

Niccolo, Stefano, Claudia e Filippo Ricci. Alle loro spalle lascia la passerella Andrea Bocelli... - © Massimo Sestini - Courtesy of Stefano Ricci


“Alcune scelte fatte dai nostri concorrenti, come dare alle loro collezioni un orientamento più fashion, ci hanno lasciato quote di mercato. Abbiamo visto diversi clienti un po' disorientati venire da noi. Gli uomini hanno bisogno di certezze. Inoltre, la nostra strategia di rivolgerci sin dall’inizio alla clientela più facoltosa ha dato i suoi frutti. Dopo il Covid il panorama è cambiato. Stiamo vivendo un momento di grande opportunità e ci aspettiamo una crescita esponenziale nel prossimo biennio”, ha affermato Niccolò Ricci.
  
I confinamenti in Cina continuano ad avere un impatto negativo per l'azienda in questo mercato, come per i suoi concorrenti, ma il manager è convinto che con la ripresa la clientela cinese tornerà in massa. Stefano Ricci continua ad investire nel Paese, dove la griffe ha appena aperto uno store nella parte sud, a Sanya, mentre presto inaugurerà una boutique nella città di Taiyuan e uno spazio di 500 metri quadrati nel centro commerciale SKP di Pechino.
 
Inoltre, sempre in Asia, il marchio annuncia l'imminente apertura di uno shop-in-shop a Bishkek, in Kirghizistan, e di una boutique ad Ashgabat, in Turkmenistan. In Russia, dove realizzava il 10% del fatturato, i suoi 9 punti vendita sono rimasti aperti, nonostante le sanzioni europee, perché gestiti da un licenziatario locale e in essi “vengono proposti solo prodotti non superiori a 300 euro”, assicura il giovane dirigente.
 
Gli Stati Uniti - dove il marchio italiano sposterà alla fine di ottobre il suo negozio di New York da Park Avenue a una sede più ampia sulla 57th Street - e l'Europa rappresentano ora i principali mercati di Stefano Ricci, con quote rispettivamente del 27% e del 25% sul fatturato totale, realizzato per oltre l'80% fuori dall'Italia.
 
Più che mai, l'azienda intende continuare a coccolare i suoi clienti VIP, ovvero 400 privilegiati su una clientela di base di circa 10.000 persone. L'obiettivo a lungo termine è raddoppiare il numero di questi 400 membri del suo selezionatissimo “SR Club”, ciascuno dei quali spende in media dai 50.000 ai 2 milioni di euro l'anno in prodotti Stefano Ricci. Molti di loro, ovviamente, erano presenti a Luxor.

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