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Pubblicato il
9 apr 2020
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Stefano Lora (Vicario Cinque): “Dopo la crisi serviranno flessibilità, velocità e reattività. PMI avvantaggiate”

Pubblicato il
9 apr 2020

Stefano Lora, fondatore e CEO del marchio vicentino di abbigliamento femminile Vicario Cinque, risponde alle domande di Fashion Network sulle novità del brand e sulle soluzioni per uscire dall’attuale situazione di crisi dovuta all’emergenza Coronavirus. Vicario Cinque propone un prodotto che punta ad essere moderno e molto attuale nei contenuti, con un rapporto qualità/prezzo interessante. Il suo nome ha origine da un luogo ben preciso: Piazzetta del Vicariato 5, a Brendola. Da questo crocevia di culture e conoscenze immerso nei colli sopra Vicenza, un tempo appunto dimora del Vicario locale, nasce Vicario Cinque.

Stefano Lora - Vicario Cinque


FashionNetwork.com: Quali prospettive e soprattutto quali rischi correrà la commercializzazione delle collezioni per la stagione PE 2020, secondo Vicario Cinque?
Stefano Lora: Il tutto dipenderà molto dai tempi e dalle modalità di riapertura dei punti vendita, ma in ogni caso le giacenze nei magazzini, non solamente dei negozi, ma anche delle aziende, creeranno un surplus di prodotto a fine stagione. Alcune categorie merceologiche primaverili (come l’outwear o il tricot) risulteranno particolarmente penalizzate dalla chiusura dei canali di vendita in marzo e aprile.
 
FNW: Quali provvedimenti sarebbero da adottare da parte dell’universo fashion come soluzioni per uscire prima e meglio da questa crisi dovuta al Covid-19?
SL: Servirà maggior flessibilità, grande velocità e capacità di reazione. Le PMI del nostro settore che rimarranno attive dopo la crisi potranno giocarsi più agevolmente questa carta rispetto ai grossi gruppi che lavorano con dinamiche tradizionali.

FNW: I saldi anticipati potrebbero aiutare ad attutire gli effetti negativi di questa fase? E di quanto?
SL: Sui canali e-commerce di fatto sono già iniziate le promozioni, ma con pochi, scarsi risultati. Vige ancora troppa incertezza e preoccupazione. Confidiamo che i primi giorni di maggio i negozi possano riaprire e che ci sia da parte dei consumatori la voglia e l’esigenza di ripartire; dipenderà molto da questo anche l’inizio dei saldi, che già qualcuno suggerisce di posticipare.
 
FNW: In questo senso, Vicario Cinque sta al momento studiando nuovi modi per presentare e commercializzare le sue collezioni? 
SL: Il processo di digitalizzazione della nostra azienda è in atto da diversi mesi; questa crisi ha di fatto accelerato i tempi di un cambiamento epocale che va affrontato. Presenteremo sicuramente le collezioni in modo nuovo e molto più rapido.

Vicario Cinque, PE 2020


FNW: Siete più d’accordo con la posizione espressa da Francesco Tombolini (far slittare la produzione per alcuni mesi, saltando una stagione per riorganizzarsi) oppure quella espressa da Claudio Capasa e Claudio Marenzi (produzione da far ripartire almeno il 20 aprile e nessun salto di stagione)?
SL: Dopo aver cercato fino all’ultimo di confermare il Pitti Uomo a giugno, è arrivata la notizia del posticipo a settembre, ma non credo sia una mossa vincente da parte della fiera. Non concordo nemmeno nel bloccare tutta la filiera per un’intera stagione in quanto avrebbe conseguenze devastanti nell’intero sistema. A mio avviso si continuerà in modo tradizionale e con una macchina a regime ridotto, collezioni più piccole, mirate e probabilmente più innovative e meno tradizionali.
 
FNW: Qual è stato il fatturato di Vicario Cinque nel 2019 e di quanto è cresciuto in percentuale sul 2018?
SL: Siamo ancora una piccola realtà, con numeri al raddoppio in ogni esercizio. Nel 2019 la percentuale estero era pari al 55%, mentre le previsioni per il 2020 prevedono un 65% fatturato fuori Italia quasi interamente wholesale.
 
FNW: Potreste indicarci i dati di Ebitda e utile netto dello scorso esercizio con le percentuali di crescita? Com’è poi il vostro cash flow, visto che la liquidità è dato così importante in questa fase di crisi dei consumi? Avrete bisogno di aprire delle linee di credito?
SL: Vicario Cinque come spiegavo prima, è una piccola realtà che però gode delle sinergie di un gruppo distributivo con più di trent’anni di esperienza e solidità finanziaria; stiamo puntiamo molto sulla tenuta del nostro sistema per affrontare questo difficile momento.
 
FNW: Quali sono le categorie dei vostri prodotti più vendute? E quale segmento di articoli è cresciuto di più lo scorso anno? 
SL: Gli abiti rappresentano il nostro punto di forza, con il 40% del venduto fatturato, mentre tricot e pantaloni hanno dati di crescita molto interessanti. Stiamo puntando molto sulla linea Home, che abbiamo chiamato “Novavilla” (il nome deriva dal forte legame alla Villa Veneta che ci ospita, Villa Piovene, e dove è nato Vicario Cinque).

Uno scorcio di Villa Piovene, sede aziendale


FNW: In quanti negozi multibrand e nazioni il marchio viene distribuito nel mondo?
SL: Il 2020, che per noi rappresenta un ulteriore raddoppio del fatturato, ci farà essere presenti in circa 450 negozi multibrand distribuiti in 8 nazioni diverse in Europa e Asia.
 
FNW: Qual è il piano di aperture di monomarca Vicario Cinque, ovvero quanti e dove ne verranno aperti nei prossimi 2-3 anni e quanti sono attualmente?
SL: Nel 2019 abbiamo inaugurato a Pordenone il primo store monomarca, che sta fungendo da test per potenziali altre prossime aperture in poche città Italiane (Milano e Verona in primis) seguiranno poi alcune importanti città europee andando di pari passo e nel rispetto della distribuzione wholesale.
 
FNW: Quanto pesa l'e-commerce sulle vendite e di quanto è cresciuto l'anno scorso? Come stanno andando le vendite sull’e-shop in questi giorni di confino a casa? Vi stanno un po’ ‘salvando’ visto l’inevitabile calo delle vendite nei negozi fisici?
SL: Abbiamo inaugurato il nostro e-shop a maggio dello scorso anno e consideriamo questo periodo come messa a punto dei vari processi senza dare grande valore al fatturato. L’e-commerce riveste per noi un’importante canale marketing volto a rappresentare i prodotti ed i valori del brand, nonché a raccontare storie uniche e originali come quella di Adele, la nostra eroina, una contessa che nell’800 ha abitato Villa Piovene, trasformandola in un salotto di cultura ed arte.
 
FNW: Vicario Cinque è approdato su nuovi mercati nel corso del 2019? E nel 2020 in quali nuove nazioni prevede eventualmente di entrare?
SL: Continuiamo la nostra espansione all’estero, in particolare i mercati asiatici; dopo Giappone e Taiwan sarà la volta di Cina e Corea del Sud, dove abbiamo già dei contatti in stato avanzato.

Vicario Cinque, PE 2020


FNW: Nello specifico sull’Italia, quali sono le novità distributive retail-wholesale, e quali progetti sono in cantiere per la seconda metà del 2020?
SL: Inizieremo una collaborazione con alcuni store Rinascente.
 
FNW: Quanti sono i dipendenti dell’azienda? Sono aumentati?
SL: Attualmente occupiamo una quindicina di persone con grandi progetti di crescita. Ricordo infine che non utilizziamo né pelli animali, né pellicce, ma tessuti di qualità lavorati all’interno di una filiera corta e controllata 100% italiana, perché la produzione di abbigliamento deve essere sostenibile e avvenire nel rispetto dell’ambiente. Crediamo che una filiera corta debba poi avere come conseguenza un prezzo etico e accessibile a chi semplicemente ama l’eleganza.

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