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Stefanel: con debito oltre 90 milioni è vicina la resa

Di
Ansa
Pubblicato il
today 7 giu 2019
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Stefanel annaspa, l'indebitamento è arrivato a superare i 90 milioni di euro, il CdA è costretto ad alzare bandiera bianca e si avvia verso l'amministrazione straordinaria, ancora in cerca di un cavaliere bianco che tarda ad arrivare. Il cambio di rotta "si è reso necessario per l'ingente mole di risorse che avrebbero dovuto essere dedicate al rimborso dei creditori nel prossimo anno ed essere quindi sottratte al percorso di rilancio del marchio", scrivono in una lettera ai circa 200 lavoratori gli amministratori ma "per i dipendenti, per i clienti e per i fornitori, questa scelta non comporta nessuna conseguenza immediata e, nel tempo, riteniamo, sia la scelta migliore per garantire continuità e sviluppo ad uno dei marchi storici dell'abbigliamento italiano".

@stefanel


Di fatto la maggioranza dei creditori ha detto no al piano e alla proposta concordataria che la società avrebbe dovuto presentare al Tribunale di Treviso entro il 14 giugno. In base alla situazione finanziaria al 30 aprile, come appare nell'ultima relazione informativa presentata al Tribunale, tra i creditori ci sono Intesa Sanpaolo (26,5 milioni), Unicredit (19,9 milioni), MPS (22,5 mln), Banco BPM (8,3 milioni), BNL (3,6), Mediocredito Friuli Venezia Giulia (4 milioni). Anche i "colloqui con potenziali investitori industriali per la valorizzazione del marchio" non si sono ad oggi concretizzati in un'offerta e non ha avuto seguito il mandato dato a Mediobanca per trovare accordi di cessione e/o licenza per l'area asiatica.

A fine aprile la situazione economico patrimoniale presentava un patrimonio netto negativo per 54,44 milioni e una perdita di periodo di 5,74 milioni (a cui vanno sommati gli effetti dell'impairment test) ma il bilancio 2018 non è ancora stato approvato e ora ci penseranno i Commissari, quando saranno nominati, a firmarlo.

Nell'ultima relazione l'azienda di abbigliamento ha però evidenziato che "le vendite like for like del 2018 si sono attestate a -11%, a livello di business unit Stefanel, rispetto al corrispondente periodo dell'esercizio precedente" e "nonostante le azioni di contenimento dei costi, ha comportato significativi scostamenti in termini di EBITDA rispetto ai dati previsionali del 2018".

Dal Maglificio Piave, fondato nel 1959 da Carlo Stefanel, ai fasti degli anni '80 come marchio del simple luxury, il presidente Giuseppe Stefanel (azionista con il 16,4%) non è riuscito a invertire la curva della parabola nemmeno facendo entrare nel 2017 i fondi di private equity Oxy e l'inglese Attestor.

In Borsa, intanto, il titolo (quotato dal 1987) resta sospeso a tempo indeterminato. All'ultima seduta, il 4 giugno, valeva 0,11 euro (-31% nell'ultimo anno) con una capitalizzazione di 9,3 milioni di euro (e un flottante di poco superiore al 10% con scambi ormai simbolici).

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