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Sportswear e lusso francese volano in Borsa nel 2019

Pubblicato il
6 feb 2020
Tempo di lettura
2 minuti
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Secondo un’analisti condotta da Pambianco, a fare la parte del leone in Borsa lo scorso anno sono stati soprattutto i marchi di sportswear e le griffe francesi del lusso; stabili i luxury brand italiani, a eccezione di Moncler e Prada.

LVMH è uno dei gruppi francesi del lusso cresciuti maggiormente in Borsa nel 2019 (nella foto Emma Stone nella campagna SS20 di Louis Vuitton) - Instagram/louisvuitton

 
Tra gli specialisti dello sport, a distinguersi sui listini europei sono stati Puma, con azioni in crescita del 66,1%, e Adidas, il cui titolo è cresciuto del 59,5 per cento. In America, a crescere maggiormente in Borsa sono stati Skechers (+87,5%), che ha chiuso il terzo trimestre con un aumento delle vendite pari al 15,1%, raggiungendo quota 1,35 miliardi di dollari (circa 1,2 miliardi di euro), e Lululemon (+87,1%). Segue a ruota Nike, con azioni a +37,6%, premiata da un secondo quarter chiuso con ricavi per 10,3 miliardi di dollari (9,2 miliardi di euro), in aumento del 10% e un utile netto di 1,1 miliardi (+32 per cento). Premiate sui listini americani anche le performance di Columbia Sportswear (+20,4%) e Under Armour (+15,4%). In Asia, infine, il titolo cresciuto maggiormente è stato quello di Asics (+34,8%).
 
Passando al comparto lusso, in Europa i colossi francesi Lvmh, Kering ed Hermès hanno visto le proprie azioni crescere rispettivamente del +66,3%, del +48,5% e del +40,6%. In termini di giro d’affari, il gruppo guidato da Bernard Arnault ha registrato nel terzo trimestre ricavi in aumento del 17% (+11% a livello organico) a quota 13,3 miliardi di euro; Kering ha messo a segno una crescita del 14,2% (su base reported) a 3,88 miliardi di euro di ricavi, mentre Hermès ha registrato una progressione del 18% a 1,72 miliardi di euro, trainata dalla domanda cinese. Tra le crescite più sostenute spicca quella di Moncler, balzato del +39%, sia grazie alle buone performance nel terzo quarter (+12%) che per via dei rumour su una possibile cessione a Kering, poi smentiti.

In America penalizzato il lusso a stelle e strisce, ad eccezione di Tiffany, il cui titolo (+66,9%) ha beneficiato dell’annuncio dell’acquisizione da parte di Lvmh. Più contenuti i risultati di Ralph Lauren (+13,3%) e Pvh (+11,4%), mentre chiudono in negativo i titoli dei gruppi Capri Holdings (-3,6%), Tapestry (-18,7%) e del brand Canada Goose (-19,3 per cento). In Asia, bene il titolo di Prada (+27,9%), che ha archiviato i primi sei mesi dell’anno con ricavi netti per 1,57 miliardi di euro, in crescita del 2% a cambi correnti.
 
In Europa sono tornati a crescere anche i principali player del fast fashion, dopo un 2018 deludente. Ovs è il titolo europeo che è cresciuto di più nel 2019 (+77,4%), una lenta ripresa dopo che aveva toccato i minimi storici nel 2018. Seguono Next (+70,6%) e i colossi H&M (+58,4%) e Inditex (+43,7%).

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