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5 ott 2021
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Simonetta punta a diventare il nuovo polo del lusso per la moda bambino

Pubblicato il
5 ott 2021

Non si fermano i progetti e le ambizioni di Simonetta S.p.A., azienda specialista del childrenswear che ha presentato i risultati della sua evoluzione produttiva, operativa e logistica, raccontandoci gli ottimi sviluppi della licenza mondiale della linea Kids di Stella McCartney, partita con la Primavera-Estate 2022, ma anche il sostegno alle professionalità locali delle sue Marche e di tutto il Made in Italy. Intanto l’azienda ha incrementato l'organico e si appresta a svelare nuove licenze nel lusso, riferendo di essere solo a metà del progetto d’espansione avviato 4 anni fa dalla nuova proprietà.

                                                        Niccolò Monicelli, AD Simonetta  

“L’azienda sta cambiando pelle”, ha raccontato a FashionNetwork.com Niccolò Monicelli, Amministratore Delegato di Simonetta. “Nel 2020 abbiamo acquisito la parte degli edifici non adibiti alla produzione attigui al nostro stabilimento cambiandone la destinazione da uso residenziale a manifatturiero. Da una settimana sono operativi. Un ampliamento dello stabilimento di circa 800 metri quadri, che lo ha portato a oltre 4.000 mq. Abbiamo inoltre cambiato showroom passando ad oltre 500 mq in Via Tortona 9 a Milano. Il precedente in Via S.Agnese era di 130 mq e non era più adatto all'espansione delle nostre collezioni".

Simonetta è nata negli anni ’50 per opera di Maria Bianca Mazzarini Stronati, che aprì a Jesi una piccola sartoria per bambini. Negli anni ’80 è diventata una realtà industriale e nel 2017 è stata acquisita da Isa Seta S.p.A., la quale ne ha rilanciato lo sviluppo. Oggi Simonetta gestisce, oltre al suo brand omonimo, le licenze a livello internazionale di Balmain Kids, Emilio Pucci Junior, Fay Junior, Elie Saab Junior, Stella McCartney Kids e Douuod Kids, nonché le produzioni in esclusiva di Fendi Kids e Thom Browne. A metà 2020 Simonetta ha lanciato SimonettaXChantecler Capri, una capsule collection per bambine in co-branding con il marchio di gioielli Chantecler Capri.
 
Da sinistra: Giovanni Cagnoli, Niccolò Monicelli, Mila Zegna Baruffa e Giovanni Fazio 

“Oggi con Simonetta vogliamo diventare la piattaforma di riferimento nel settore del kidswear di lusso, nonché uno dei principali riferimenti del comparto con la capogruppo Isa Seta. Una piattaforma molto flessibile e dotata di competenze uniche”, precisa Giovanni Cagnoli, presidente del CdA e proprietario al 100% della Holding Carisma, che detiene anche Isa Seta. “Siamo solo a metà dell'opera rispetto al piano d'espansione che abbiamo in mente e siamo anche aperti a progetti di joint venture”, prosegue Giovanni Fazio, AD di Carisma. “In Simonetta stiamo aprendo nuovi mercati e continuiamo con le assunzioni: oggi sono 138 i dipendenti, due anni e mezzo fa eravamo sotto i 90. Vogliamo che il Made in Italy sia fondamentale per l’azienda, perciò continueremo a difendere questa tradizione, investendo soprattutto nel capitale umano e nelle sue competenze a monte della catena del valore (produttori specializzati, confezionisti, non solo localizzati nelle Marche), nella convinzione che tutto ciò possa trasformarsi in lavoro e sviluppo economico per il territorio”. 

Niccolò Monicelli durante la visita guidata tra i reparti della Simonetta S.p.A.

“Abbiamo avuto problemi a trovare le competenze giuste”, aggiunge Monicelli, "tanto che oggi sono pronto a investire negli istituti tecnici, che sono molto importanti per l'industria e l'artigianato delle Marche. Made in Italy non vuol dire solo saper cucire o produrre, ma anche preservare e saper insegnare le sue competenze alle giovani generazioni. Vorremmo che la nostra società diventasse una fucina di talenti, proponendo un modello aziendale diverso”.
 
Con l’85% della produzione realizzato in laboratori italiani, suddivisi tra Marche, Puglia, Emilia-Romagna, Veneto, Toscana e Abruzzo, Simonetta utilizza anche altre piattaforme produttive in Portogallo, in Turchia e si sta attivando nell’Europa dell’est. Inoltre, la licenza di Stella McCartney, ha portato anche un grande cambiamento: “Abbiamo aperto una piattaforma produttiva cinese. Il brand inglese ci ha aperto a tutta la sua fornitura in loco e ad una serie di clienti locali che non potevamo raggiungere. È stato un accordo win-win per entrambi. Spero sia l'inizio di una vera e propria partnership, ed è proprio questo tipo di relazione che vogliamo instaurare con i nostri clienti”, precisa l'AD di Simonetta.
 
Le produzioni fatte sia in Italia sia in Portogallo per tutti gli altri brand del portafoglio di Simonetta passano nel magazzino completamente automatizzato di Jesi, mentre per Stella McCartney c'è una gestione completamente autonoma, con un provider esterno che si occupa di logistica e spedizioni, localizzato vicino Pescara. La società ha portato a crescere di un +25% le vendite della linea bambino della figlia del bassista e cantante dei Beatles, una cifra in aumento anche rispetto al 2019 pre-Covid.

Una moderna fase di lavorazione nell'ampliato stabilimento jesino di Simonetta  

La distribuzione dei marchi avviene in modo diretto tramite il flagship Simonetta di Via Manzoni, a Milano, il factory store di Jesi e l’outlet di Serravalle Scrivia, tutti e tre nati come monomarca Simonetta, ma oggi evolutisi in sostanziali multibrand dove è possibile ritrovare tutti i marchi del gruppo. A livello wholesale, invece, la distribuzione si concretizza in 350-400 doors per i brand dalla penetrazione maggiore e in 100-120 doors più distributori esterni per i marchi più piccoli. “Vogliamo aumentare il like-for-like, ovvero la singola door deve comprare sempre di più e questo sta avvenendo”.
 
“Vogliamo essere protagonisti nel lusso, e quando si polemizza per i prezzi elevati del settore non si capisce quanto lavoro ci sia dietro a un capo, che non è solo tessuto, idea o confezionamento, ma tutta una serie di strutture e operazioni meticolose”, dice l’Amministratore Delegato, che indica come progetto successivo il rendersi indipendenti a livello produttivo. “Prossimamente Simonetta punterà ad integrare verticalmente l’azienda in modo mirato senza diventare un produttore vero e proprio”, afferma. “La nostra attenzione a qualità e tempistiche, già grande, deve e può aumentare ancora".

 
In questo senso, molto passa attraverso la pianificazione, di cui è responsabile il Direttore Operations, Giuseppe Lopiano, che gestisce 350 laboratori su 8 produzioni con circa 1.500 prototipi a stagione e dai 12.000 ai 14.000 capi di campionario. "Noi organizziamo ben 4 controlli qualità: in questo momento in Italia non credo esistano realtà simili nel nostro settore, come portafoglio, produzione, organizzazione e governance”, precisa Lopiano.
 
In un mondo del childrenswear sempre più complesso dal punto di vista tecnico per il gran numero di taglie e variabili da tenere in considerazione al momento della confezione di un capo, ma anche per l’attenzione maggiore da riservare a tessuti, tinteggiature ed elementi applicati, che devono essere atossici, non creare soffocamenti e non staccarsi, l'aspetto della sostenibilità ambientale a 360° è un tema forte che diventerà un vincolo anche per i player di piccole dimensioni, che avranno difficoltà ad adeguarsi agli standard internazionali di ESG (Environmental, Social, Governance). "Questi aspetti porteranno sicuramente ad aggregazioni nel settore del kidswear”, spiega Niccolò Monicelli, che preannuncia come Simonetta stia valutando possibili acquisizioni future nell'ambito lusso, nonché una maggiore distribuzione nell’Estremo Oriente.
 
“Lavoriamo moltissimo per migliorare o creare processi. Non è più come un tempo: sono cambiati mercato finale, buyer, consumatori e richieste del brand, che non ti considera più un semplice fornitore, ma un partner", riprende l’AD. "Pubblicheremo il nostro primo bilancio di sostenibilità ESG nel 2023 e il prossimo anno implementeremo un sistema fotovoltaico. A tale proposito abbiamo creato un dipartimento di compliance che segue tutte le certificazioni in ogni Paese. Due settimane fa abbiamo ricevuto la certificazione GOTS, molto significativa perché per ottenerla occorre creare una rete di fornitori che soddisfino anch’essi i suoi rigorosi criteri, compreso il packaging. Il prossimo step consisterà nel trovare una rete di fornitori a livello europeo che abbia tale approccio”.


  
Infine, negli ultimi 5 anni l’azienda ha attuato un’ottimizzazione e un'automazione interne che hanno accelerato esponenzialmente anche la gestione delle commesse (da 3.500 a 4.000 ogni stagione) e consentito di monitorare con precisione le eccedenze.

Made in Italy, capitale umano, internazionalizzazione e efficentamento di tutte le fasi produttive sono dunque i cardini su cui continuerà ad investire Simonetta, che ha registrato un incremento di fatturato del 30% negli ultimi 3 anni e si aspetta importanti crescite nel prossimo futuro.

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