Simac torna a Fiera Milano con 300 espositori, export del comparto in crescita del 10%

Parte oggi 20 febbraio e si concluderà il 22 Simac Tanning Tech, il salone dedicato alle tecnologie per la concia e per la produzione di calzature e articoli in pelle, che ospiterà nei padiglioni di Fiera Milano Rho, in concomitanza con Lineapelle 94, 300 espositori, in crescita rispetto allo scorso anno, su una superficie espositiva ampliata di 18.000 metri quadrati.
La scorsa edizione di Simac Tanning Tech - simactanningtech.it

Le aziende espositrici, oltre che dall’Italia, provengono da 18 Paesi esteri: Argentina, Belgio, Brasile, Cina, Francia, Germania, Grecia, India, Italia, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Svezia, Sud Africa, Svizzera, Taiwan e Turchia. Grazie alla collaborazione con MiSE e ICE, sono inoltre attese in fiera 20 delegazioni estere, per un totale di oltre 160 operatori di settore.
 
Grande focus sui temi del risparmio energetico e della riduzione dell’impatto ambientale, con la presentazione del progetto “Supplier of Sustainable Technologies”, che si basa su un sistema di labelling volontario dei macchinari prodotti. Attraverso un elemento identificativo, la “Targa Verde”, l’iniziativa intende dare un’indicazione al cliente finale utile a provare i parametri di efficienza necessari a raggiungere obiettivi di produzione sostenibili.
 
Simac rappresenta un comparto che nei primi 11 mesi del 2017 ha registrato un incremento di circa il 10% sia per l’export che per la produzione.
 
“Per il quinto anno consecutivo, le esportazioni del settore, che rappresentano circa il 75% del fatturato, crescono in maniera consistente. Tale crescita è la conferma che le imprese italiane rappresentano l’eccellenza del settore meccano-calzaturiero, pellettiero e conciario mondiale”, ha commentato Gabriella Marchioni Bocca, presidente di Assomac e Simac Tanning Tech.
 
Tra i Paesi esteri destinatari del flusso di esportazioni, l’Asia si conferma l’area con il tasso di crescita più elevato, pari al 22,9% nel comparto conceria e al 34% in quello calzaturiero. Anche l’Europa, sia Occidentale che Orientale, è tornata a investire, mentre l’Africa ha registrato una parziale battuta d’arresto rispetto agli ultimi anni, fatta eccezione per il comparto conceria, cresciuto del 9,8%.

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