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Pubblicato il
14 lug 2022
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Silvia Curzi (Vic Matié): “Una filiera corta, smart e poco burocratica è sinonimo di sostenibilità”

Pubblicato il
14 lug 2022

Il marchio di calzature Vic Matié, che fa parte del gruppo Siva, nasce nel 1987 ad Arcevia (AN), nelle Marche, grazie a Renato Curzi che, quindici anni prima, aveva fondato un’azienda manifatturiera specializzata nella produzione di scarpe in gomma. Vic Matié si inserisce in un segmento più contemporary e creativo delle calzature donna, senza rinunciare all’artigianalità produttiva 100% Made in Italy, che ne decreta il successo. Oggi il brand possiede uno showroom direzionale a Milano di 400 metri quadri e dalla sua fondazione ad oggi ha venduto oltre 6,5 milioni di calzature nel mondo.

Vic Matié, Primavera-Estate 2022


Vic Matié completa la sua proposta con gli accessori, in cui spicca la linea di borse, mentre nel 2019 ha presentato la prima collezione di calzature da uomo, realizzata seguendo la stessa politica e la medesima filosofia della collezione per la donna: stile contemporaneo e prodotti eclettici.
 
Attualmente è Silvia Curzi, figlia del fondatore, ad esserne direttrice creativa e General Manager, mentre la sorella minore Valentina Curzi è la Project Leader e designer della collezione di accessori. È con la prima delle sorelle Curzi che Fashion Network ha voluto parlare di presente e futuro del brand.

FashionNetwork.com: Ci può raccontare l'evoluzione stilistica di Vic Matié? 
Silvia Curzi: In realtà, anche se ogni collezione è sempre innovativa rispetto alle precedenti, le caratteristiche base e il credo che ispirano il nostro lavoro rimangono sempre gli stessi. Il brand resta sempre fedele ai valori attorno ai quali è stato creato e che lo hanno accompagnato durante tutta la sua costante evoluzione. Ovviamente in ogni collezione trovano spazio sia modelli continuativi, che rappresentano delle “pietre miliari” del marchio, nonché una certezza per le consumatrici e per i retailer, che progetti completamente nuovi, da un punto di vista estetico e tecnologico. Ma, a ben guardare, ogni pezzo della collezione è la risultante di un'unione olistica di heritage e di visione del futuro. Vic Matié nasceva, alla fine degli anni '80, con la volontà di creare degli accessori di design, destinati a superare gli stretti confini “stagionali” imposti dal sistema moda, con un proprio stile inconfondibile, ma fruibile in ogni momento della vita quotidiana. L'evoluzione stilistica delle collezioni riguarda certamente le linee ed i volumi, che vengono costantemente aggiornati e rimodulati, ma l'idea di fondo che guida il lavoro del nostro team rimane sempre la stessa.

Silvia Curzi - Vic Matié


FNW: Il segmento contemporary sta vivendo una nuova età dell'oro?
SC: Ho sempre pensato che la fascia contemporary meritasse uno spazio maggiore a livello nazionale ed internazionale. In realtà io preferisco chiamarlo “lusso onesto”, perché parliamo di prodotti di una fascia prezzo abbastanza elevata ma, comunque, rispondente al valore del prodotto stesso e della filiera necessaria per produrlo e per immetterlo sul mercato, senza inutili speculazioni. Onesto perché concepito e prodotto nel rispetto delle persone e del loro lavoro. Onesto anche perché creato con la consapevolezza che gli accessori sono fatti per essere acquistati, indossati per vivere meglio e conservati nel proprio guardaroba per essere riutilizzati sempre, anche dopo anni, senza che la qualità e il valore stilistico siano intaccati dal trascorrere del tempo. Infine, parlo di onestà perché dentro una scatola non c'è solo una borsa o un paio di scarpe, ma una storia italiana di lavoro, dedizione e amore costruita nel tempo.
 
FNW: Quanto è importante, oggi, produrre con una filiera corta e in Italia?
SC: Importantissimo. In realtà oggi se ne parla molto, ma per noi è una scelta già presa da tempo, da quando abbiamo scelto di credere e preservare la nostra azienda e i suoi brand nonostante le difficoltà. Filiera corta significa rispettare e preservare il lavoro degli individui, preservare una professionalità che non dovrebbe essere perduta o “svenduta” e ridare linfa al territorio d'origine, non privandolo delle attività produttive. Soprattutto una filiera corta vuol dire sostenibilità e flessibilità. Sostenibilità perché se tutto viene compattato in un hub produttivo si evitano continui ed inutili spostamenti di merci o persone da un capo all'altro del mondo che, inevitabilmente (anche se nessuno ci pensa) contribuiscono a generare emissioni dannose. La filiera corta inoltre è sostenibile perché possiamo garantire che il lavoro e la produzione vengano svolti nel rispetto di norme che salvaguardano le persone e l'ambiente. La flessibilità rappresenta un ulteriore plus, perché una filiera corta è molto più malleabile e adattabile alla funzionalità richiesta, rispetto a un processo creativo e produttivo dilatato all'infinito; flessibilità, inoltre, significa anche più agevole adattamento alla piccola dimensione. Io credo che, in un mondo in cui tutti conosciamo lo spreco generato dal sistema moda per seguire l'imperativo del business, iniziare a pensare a una dimensione proporzionata alle reali esigenze di consumo del pianeta non sia sbagliato. Con una filiera corta, smart e poco burocratica si può.

Vic Matié, Autunno-Inverno 2022/23


FNW: Quali sono stati il fatturato 2021 di Vic Matié e la sua crescita sul 2020? E le previsioni di chiusura e target future?
SC: Il fatturato del 2021 è stato di 11 milioni di euro, con una crescita netta sul 2020 del 40%, un dato eccezionale considerate le vicissitudini globali, come la pandemia ed il recente conflitto tra Ucraina e Russia. Il volume di affari è ripartito per un 30% sul mercato italiano e un 70% su quello internazionale e la crescita in proporzione ha seguito lo stesso trend un po’ in tutti i mercati di riferimento. Abbiamo creato le condizioni che ci consentono di ipotizzare un target di crescita di un ulteriore 30% per il 2023 e di un aggiuntivo 20% entro il 2024. Attualmente le calzature donna rappresentano circa il 78%, le borse il 15% e l’uomo il 7% del fatturato globale di Vic Matié. L’ e-commerce per gli anni 2020-21 ha pesato per un 4% circa e penso che chiuderemo anche il 2022 con questa incidenza.
 
FNW: In quanti negozi multimarca e di quante nazioni il marchio viene distribuito?
SC: Vic Matié è attualmente distribuito in circa 600 doors tra retail e department store di 34 nazioni, e stiamo implementando azioni per approfondire e sviluppare mercati molto importanti quali gli USA, la Cina, la Corea del Sud, il Giappone ed il Medio Oriente. La completa riqualificazione del nostro sistema distributivo e il valore aggiunto imprescindibile - come sottolineavo prima - della filiera corta e del rispetto dei tempi di consegna, ha inoltre permesso a Vic Matié di inserirsi in maniera più capillare in Italia, Europa occidentale ed Est Europa.
 
FNW: Quali sono le altre linee e brand del gruppo? Quali progetti ci sono per loro e come sono distribuiti?
SC: L'azienda si occupa anche dello sviluppo creativo, della produzione e della distribuzione del brand RBRSL, che per ora è distribuito in 60 clienti top italiani ed internazionali rappresentando circa 8% del fatturato di gruppo. Si tratta di calzature uomo, donna ed accessori progettati con una tecnica unica nel suo genere ideata dal nostro team creativo, diretto da Valentina Curzi, designer del brand.

Vic Matié, Primavera-Estate 2022


FNW: Vic Matié quanti negozi monomarca, corner o shop-in-shop possiede? Sono in programma aperture quest'anno e nel 2023?
SC: Abbiamo già da tempo fatto la scelta di non avere negozi monomarca per investire unicamente sul comparto retail off e on line, senza interferenze di sorta. La novità più importante, prevista per i primi giorni di gennaio del 2023, sarà l’apertura del “Global Store”, in partnership strategica con la piattaforma Theshhhop, caratterizzato dall’interconnessione tra l’e-commerce di Vic Matié e i magazzini dei suoi clienti multimarca. Il Global Store rappresenterà un hub globale dove tutti i nostri retailer potranno vendere i prodotti del brand, senza costi di gestione e, soprattutto, geolocalizzando l'acquisto. Questa scelta è motivata dalla volontà di rinsaldare ancora di più il legame con i nostri partner di vendita, dare un segnale di fiducia totale al mercato wholesale, basato sulla non concorrenza e sul supporto reciproco, e offrire un servizio più smart e veloce ai nostri consumatori. Ad oggi, il Global Store è stato adottato da 60 multibrand, con una stima di affiliazione a quota 100 entro la fine del 2023.
 
FNW: Quanti dipendenti ha il gruppo Siva? Sono aumentati?
SC: Siva ha attualmente circa 75 dipendenti diretti. L’organizzazione logistica del gruppo contempla ulteriori 200 persone circa distribuite nei vari laboratori in rete con noi, completamente riforniti e controllati dalla nostra sede centrale e sotto la direzione dei nostri responsabili diretti. Internamente abbiamo incrementato l’organico di una decina di unità, tutte al di sotto dei 25 anni di età, nell'ambito della produzione.

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