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16 mar 2009
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Sfilate parigine: non minimalismo ma il ricentrarsi sulle proprie radici

Pubblicato il
16 mar 2009

PARIGI, 16 marzo 2009 - La crisi ha trasformato gli appassionati di fashion in "recessionisti" e portato le griffe della moda femminile a focalizzarsi sulle proprie origini per sedurre donne "dal budget di lusso" più ristretto, al termine delle sfilate di prêt-à-porter per l'inverno prossimo, che si sono da poco concluse a Parigi.



"Ogni marca punta veramente sui suoi valori, insiste fortemente sulle proprie radici e sui propri codici genetici", sottolinea Aymeric de Béco, direttore degli acquisti della catena di grandi magazzini Printemps. E aggiunge: "le griffes contano sui loro savoir-faire poiché è ciò che richiedono le consumatrici”.


Défilé Emanuel Ungaro - Photo : AFP

Così, da Emanuel Ungaro Esteban Cortazar ha moltiplicato i piccoli abiti con drappeggi attorno al corpo, i pallini e il rosa fucsia, elementi distintivi della griffe. Karl Lagerfeld ha disegnato per Chanel una collezione di eleganza dandy, tutta a colletti e polsini amovibili, come un esercizio di stile a partire dai tailleur tradizionali e gli abiti neri.


Défilé Chanel - Photo : PixelFormula
Stefano Pilati per Yves Saint Laurent ha consegnato una collezione dal classicismo quasi rigoroso, mentre Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli sono ritornati allo stile Valentino più puro. Riccardo Tisci per Givenchy ha invece impressionato con un guardaroba dal rigore austero.

Da Hermès, Jean-Paul Gaultier ha messo in scena aviatrici vestite di cuoio, dall' eleganza "molto Hermès", secondo i suoi canoni. Alcuni brand hanno anticipato un cambiamento sui futuri comportamenti dei consumatori. Le donne non compreranno più "un abito da cocktail solo per tale evento, gli abiti devono essere multifunzionali", riassume Roland Mouret, stilista francese preferito da Hollywood.


RM by Roland Mouret - Photo : PixelFormula

La britannica Vivienne Westwood ha suggerito alle donne di "acquistare meno". Ha proposto giacche sopradimensionate trasformabili in mantelli, e ha suggerito di portare i suoi cardigan rovesciati per utilizzarli come pull-over.


Défilé Lacroix - Photo : AFP

La difficoltà economica non si è tradotta in collezioni minimaliste, benché Christian Lacroix abbia firmato una collezione il cui motivo dominante è il nero e particolarmente spoglia. Allo stesso modo Alber Elbaz, per Lanvin, il cui guardaroba senza ornamenti ha conquistato il pubblico, ha insistito sulla "semplicità (che) non fa male" nel contesto attuale. Il nero è stato adottato anche da Jean Paul Gaultier, che lo ha però messo al servizio di una collezione di un erotismo grafico esaltato dal tessuto a rete.


Défilé Gaultier - Photo : AFP

Ad eccezione di Chanel, tornato al Grand Palais con 2.200 ospiti dopo un intermezzo in una sala più piccola, le maison hanno spesso rinunciato ai loro luoghi abituali per le sfilate, limitato il numero di ospiti e ridotta la messa in scena. Christian Lacroix ha sfilato in un garage del Marais, con frammenti di specchio sul fondo, di fronte ad un pubblico ridotto della metà. Altri, come Sonia Rykiel, hanno dato un ricevimento presso la loro sede. Parecchi hanno optato per un nuovo spazio, un vecchio deposito del XIII° arrondissement.

Défilé Karl Lagerfeld - Photo : AFP

La pelliccia, prodotto di lusso per eccellenza, è stata molto presente sui palchi, ma solo con piccoli tocchi. I creatori hanno anche utilizzato molto cuoio, in particolare per cuissardes.


Louis Vuitton - Photo : PixelFormula

Da Dior, l'opulenza era discreta. John Galliano ha addolcito il rigore degli stilisti della maison con una collezione tutta in rotondità ispirata all'orientalismo e alle miniature persiane. L' attenzione degli stilisti si è particolarmente rivolta all'immagine di Marc Jacobs per Louis Vuitton con una collezione ricca di gonne corte a palloncino e maniche a sbuffo.

Di Elena Passeri (Fonte: D. Schroeder - AFP)

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