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Pubblicato il
22 apr 2020
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Sezione Moda di CTN e meccanotessile pratese: “Riaprire è urgente e indispensabile”

Pubblicato il
22 apr 2020

Se non prima, occorre che lunedì 27 le imprese del settore moda di Confindustria Toscana Nord (CTN) possano essere operative, mentre è impensabile riaprire il 4 maggio. È questa la sintesi del comunicato datato 21 aprile dell’associazione industriale toscana.

Francesco Marini,vicepresidente di CTN


“È una situazione esasperante anche perché incomprensibile” commenta nella nota il vicepresidente di Confindustria Toscana Nord, Francesco Marini. “Paesi in condizioni simili alle nostre riaprono o non hanno mai chiuso: perché noi sì? Lo stesso presidente Conte, nel posticipare la riapertura dal 14 aprile al 4 maggio, aveva dichiarato che sarebbe stato possibile valutare il termine anticipato delle restrizioni. Non ci possiamo permettere questa chiusura così prolungata. Le imprese sono esasperate e hanno ragione. Se le aziende andranno in malora, come accadrà di certo se continuiamo così, con che cosa si pagheranno i servizi pubblici, a cominciare dalla sanità? Questo per tacere della catastrofe occupazionale che ci attende. Bankitalia parla di una perdita del PIL nazionale dello 0,5% ogni settimana. Noi non ci arrendiamo, continuiamo la nostra attività istituzionale ribadendo con forza le nostre ragioni”, afferma Marini.
 
Secondo la Sezione Moda di Confindustria Toscana Nord, la situazione sanitaria non è mai stata particolarmente grave in Toscana e ancora meno nel distretto di Prato, e inoltre è nettamente migliorata: non c'è quindi motivo di rimandare ancora il via alla riapertura delle produzioni.

“Il settore del tessile-abbigliamento è di fronte a una crisi senza precedenti”, aggiunge il presidente della Sezione Sistema Moda di CTN, Andrea Cavicchi. “Dobbiamo ricordare ancora una volta che i nostri prodotti sono stagionali e hanno una scadenza. La moda è un settore particolarmente esposto alla concorrenza internazionale. Non siamo insostituibili, e per questo stiamo perdendo clienti che faremo molta fatica a recuperare”.

Il fatturato perso a causa della chiusura, nell'area di Confindustria Toscana Nord, è oggi a quota 920 milioni; di questi circa la metà sono riconducibili ai settori della moda, del tessile-abbigliamento e meccanotessile di Prato e del calzaturiero di Pistoia e Lucca, ricorda l’associazione.

Andrea Cavicchi, Presidente Sezione Moda di CTN


“Bisogna che la politica capisca che così ci portano alla rovina, con un danno irreparabile per l'occupazione. Portare un paese al disastro economico è una responsabilità gravissima; riteniamo fondamentale la decisione di riaprire subito la produzione, adottando tutte le norme di sicurezza”, altrimenti “molte delle nostre aziende rischiano la chiusura”, ha aggiunto Cavicchi, reduce dalla partecipazione al 'Tavolo di crisi' convocato in call dalla sezione che presiede, al quale hanno partecipato più di 250 imprenditori, mentre CTN ha tenuto a sottolinare anche “l'eccesso di zelo” della Regione Toscana, che a suo dire, per la riapertura, “impone condizioni difficilmente compatibili con le esigenze della produzione”.
 
Sulla stessa lunghezza d’onda gli imprenditori del meccanotessile pratese, fermi dal 23 marzo come quasi tutto il resto della filiera moda. Un segmento che vanta 26 stabilimenti produttivi, e oltre 500 addetti totali; a questi si aggiungono altre 72 unità locali con ulteriori 250 addetti (dati Istat), per lo più officine artigiane produttrici di componentistica. Le macchine per finissaggio, filatura, torcitura, produzione di tessuti non tessuti sono i principali comparti della produzione meccanotessile del distretto pratese. Circa il 60% della produzione viene venduta all’estero, soprattutto in Cina, USA, Brasile, Polonia, India e Turchia.
 
“Per noi che abbiamo nell'export un riferimento commerciale fondamentale questa chiusura è particolarmente pericolosa”, commenta infatti Marco Becheri, coordinatore del gruppo Meccanotessili della sezione Metalmeccanica di Confindustria Toscana Nord. “Impossibile, allo stato attuale, programmare le attività, anche per l'assenza di regole certe, la cui mancanza rende le aziende più deboli rispetto ai nostri concorrenti di altri stati, che sono in attività e di certo coglieranno l'occasione per insidiare anche i nostri mercati”.

Marco Becheri, coordinatore dei meccanotessili pratesi di CTN


Secondo Becheri, anche se l’auspicata riapertura nella prossima settimana venisse ottenuta, “rimarrà per noi il serio problema dell'impossibilità di effettuare trasferte all'estero dei nostri installatori, manutentori e commerciali”. In questo modo, i meccanotessili pratesi non potranno installare macchinari e impianti già spediti, né collaudare quelli installati. Non potendo garantire i tempi dei montaggi, sarà difficilissimo acquisire nuovi ordini, con quelli in portafoglio che vengono già oggi posticipati a date che vanno da settembre a ottobre.
 
Avendo già messo in atto le misure di cautela richieste prima della chiusura, gli imprenditori pratesi del settore meccanotessile, nelle parole di Marco Becheri, si dicono disposti ad “applicare tutte le cautele possibili a salvaguardia della salute dei nostri collaboratori e di noi stessi; lavorare in sicurezza è possibile e occorre farlo per non distruggere l'economia”. E chiedono “alle autorità di farci ripartire presto, comunque prima della data del 3 maggio”.
 
Nel frattempo, l’associazione di categoria si definisce molto attenta e impegnata ad approfondire le sempre più numerose segnalazioni di richieste incongrue provenienti da committenti verso i fornitori, praticamente in tutti segmenti della filiera moda interna ed esterna al distretto pratese e al più ampio ambito del territorio coperto da Confindustria Toscana Nord.

Giulio Grossi, presidente di CTN


“Accanto a comportamenti esemplari per correttezza e senso di responsabilità, sono apparsi anche tentativi di gestire i rapporti con i propri clienti e fornitori in maniera opportunistica e scorretta”, rivela il presidente di CTN, Giulio Grossi. “Quello della richiesta di pagamenti posticipati, di sconti anche molto ingenti o addirittura di fantasiose "contribuzioni" non è un problema nuovo, ma cronico, che ha dei momenti di particolare acutezza corrispondenti a fasi critiche, prima fra tutte quella di straordinaria gravità che stiamo attraversando. Andrea Cavicchi, il vicepresidente Francesco Marini ed io stesso continueremo a tenere gli occhi aperti e ad approfondire cosa sta accadendo”.

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