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Settimana della Moda di New York: il volume tropicale di Marc Jacobs

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
today 17 set 2017
Tempo di lettura
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È stato Marc Jacobs a concludere la stagione di sfilate più tranquilla che New York abbia mai visto. E per fortuna sullo stilista statunitense si può sempre contare, visto che ha realizzato il défilé più inventivo della Fashion Week.

Marc Jacobs - Primavera-Estate 2018 - Prêt-à-porter Donna - New York - © PixelFormula


Non che abbia fatto particolare sensazione (anche perché lo show è stato presentato quasi interamente senza colonna sonora) con l’allestimento nella grande sala della Park Avenue Armory. Di solito gli stilisti fanno costruire degli ampi arredi in questo spazio gigantesco. Al contrario, Marc Jacobs l’ha lasciato totalmente vuoto, posizionando solamente delle sedie a cerchio intorno alla stanza, su una sola fila, e facendo camminare le 56 top model direttamente sul pavimento in pino.
 
La collezione, in compenso, traboccava di capi visivamente eccitanti. Marc Jacobs ha certo proposto più che altro delle variazioni sul tema delle sue idee più emblematiche (i tessuti scozzesi stravaganti e i maxi-bottoni cui è affezionato), ma la collezione è sembrata assolutamente innovativa. Il suo team di modelle hipster newyorchesi ha sfilato con dei turbanti colorati attorcigliati sulla testa e acconciature tribali africane.

I volumi erano enormi. Sono apparsi dei colli di camicie con risvolti di dieci centimetri di lunghezza, dei tailleur elefantiaci e dei cardigan lunghi fino alle ginocchia. Le borse da viaggio e i marsupi di Marc Jacobs erano anch’essi molto voluminosi e le cinture ideate dallo stilista arrivavano quasi a strisciare per terra.
 
Jacobs ha utilizzato i suoi tessuti scozzesi ridisegnati per cappotti cocoon giganti e impermeabili a forma di uovo (miscelando capi sportivi e stile sartoriale). Il tutto decorato la maggior parte delle volte con una nuova versione sportiva del logo del suo brand.
 
“Mescolare fantasia e realtà con modelli sportivi esagerati, decadenti ed esotici: questa linea costituisce una reinterpretazione delle scorse stagioni, da qualche parte al di là del paesaggio urbano di New York”, spiegava Marc Jacobs nel programma cartaceo.
 
Sembrava che i tessuti con foglie e fiori stampati fossero stati scoperti nel corso di una giornata di shopping in un mercato senegalese, anche se si trattava di versioni più astratte, realizzate in combinazioni di nylon, seta e maglia jersey. Il tutto prima di essere scolpito dalle mani geniali del maestro dei cappelli Stephen Jones, per formare le acconciature più particolari che si siano potute vedere a New York negli ultimi 10 anni.

Marc Jacobs alla New York Fashion Week


Soprattutto si è avuta la sensazione che lo stilista abbia lavorato duramente. E che sia determinato a rimettere il suo marchio sulla buona strada, dopo che la maison ha perso, secondo gli analisti, circa 80 milioni di dollari l’anno scorso.
 
Tutti erano là ad assistere alla sfilata, da Courtney Love al futuro nuovo CEO della griffe, Eric Marechalle, che comincerà ad esercitare l’incarico a New York dal 2 ottobre.
 
“Superbo! Penso che quello che abbiamo visto oggi fosse un genio creativo all’opera. Il mio lavoro è assicurare che più persone comprendano pienamente tutte le dimensioni del suo talento: perché la gente possa trovare questi prodotti eccitanti quando visitano i nostri negozi”, ha dichiarato Eric Marechalle, che ha dovuto lasciare la sfilata per assistere a un evento organizzato dalla maison in cui lavora attualmente come PDG (Kenzo). La festa era chiamata “Charité Chasteté” (“Carità Castità”), ed è stata pensata e messa in scena da Natasha Lyonne nel cuore del Lower East Side.
 
“Kenzo è stata un’esperienza formidabile. Oggi siamo molto contenti di arrivare a New York, che rappresenta una sfida entusiasmante. Marc Jacobs è un marchio geniale!”, ha sorriso il dirigente, che si trasferirà con la famiglia in un loft della zona Sud di Manhattan.

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