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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
12 apr 2021
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Seda Domaniç e la rivitalizzazione della Istanbul Fashion Week, che inizia martedì

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
12 apr 2021

Non molti Paesi producono tanta moda quanto la Turchia, anche se pochi dei suoi designer sono conosciuti a livello internazionale. La situazione però sta per cambiare, dal momento che i leader locali della moda stanno creando un Turkish Fashion Council per coltivare i talenti locali e accelerare la crescita di marchi transcontinentali. 

DR


Come ogni nazione, la Turchia è alle prese con Covid-19; il Paese è al settimo posto al mondo per casi di coronavirus, a quota 3,7 milioni. Tuttavia, questa settimana, la Fashion Week di Istanbul si svolgerà comunque, con un programma di circa 30 sfilate, sebbene tutte online, anche se la nazione eurasiatica tornerà ad adottare un nuovo rigoroso lockdown a partire da martedì, proprio la giornata di apertura di questa sessione della durata di quattro giorni.
 
Per capire l'atmosfera che si respira nella scena della moda turca, abbiamo incontrato, in una call su Zoom, Seda Domaniç, caporedattrice di Vogue Turchia per più di un decennio e ora titolare di una società di consulenza a Istanbul, la quale ci ha fornito consigli e dritte sulla stagione a proposito di obiettivi chiave come la strategia globale dei marchi e la digitalizzazione.

La stagione vera e propria è organizzata dalla Istanbul Ready-to-Wear and Apparel Exporters Association (IHKIB), sotto la guida del Ministero del Commercio della Repubblica di Turchia, ed è supportata dal Turkey Promotion Group (TTG), dalla Fashion Designers' Association of Turkey (MTD) e dalla Istanbul Fashion Academy (IMA).

Un outfit dello stilista Ceren Ocak - Foto: Ceren Ocak - Foto: Ceren Ocak


FashionNetwork.com: Cosa distingue la Istanbul Fashion Week dalle altre settimane in Europa o altrove?
Seda Domaniç: La Turchia è il sesto più grande fornitore di abbigliamento al mondo. È un centro di produzione davvero enorme e qui c'è molta abilità artigianale tradizionale; insieme a ricchi strati della nostra cultura storica. Quindi il nostro obiettivo è riunire tutti e tre questi elementi insieme. Inoltre abbiamo un'industria tessile gigantesca, ma i nostri designer sono relativamente piccoli. Vogliamo cambiare la situazione.
 
Questa è la nostra seconda stagione in cui tutto sarà digitale. Inoltre, questa stagione è seasonless. A nostro avviso, le stagioni hanno perso il loro significato – poiché gli stilisti hanno la flessibilità di produrre ciò che vogliono in qualsiasi momento. E questo è pure un evento gender-neutral – per uomini e donne. Lo abbiamo messo in scena due volte l'anno negli ultimi 12 anni; e si spera che il prossimo ottobre ci saranno di nuovo sfilate dal vivo, anche se ovviamente con un mix digitale. Tradizionalmente, mettiamo in scena la stagione in hub centrali, o luoghi storici, come lo Zorlu Performing Arts Center, anche se i designer tengono spettacoli in molti quartieri.
 
FNW: Quanti show o eventi sono previsti?
SD: Abbiamo 30 designer, inclusi alcuni nomi importanti come Dice Kayek, o Hakaan Yildirim, che ha vinto il concorso Andam nel 2010, e alcuni grandi designer emergenti. In più apriamo la stagione con con sei laureati in moda della New Gen; e abbiamo anche Karma, una sfilata congiunta per tre designer emergenti sotto un unico ombrello. C'è una parte filantropica, poiché ogni designer riceve un sostegno finanziario per realizzare video.

Dice Kayek, PE 2021 - Foto: Dice Kayek - Foto: Dice Kayek


FNW: Di quali innovazioni nella stagione è più entusiasta?
SD: Siamo responsabili della produzione della stagione, ma lasciamo che i designer scelgano e creino i propri format. È una stagione molto indipendente. Inoltre abbiamo sviluppato uno showroom digitale, con Joor come nostro partner. Ciò consente ai nostri designer di accedere a nuovi mercati. Raggiungere buyer che non sarebbero mai riusciti a recarsi ad Istanbul, come ottenere un compratore coreano per un designer turco. La nostra stagione è sempre in competizione con le altre Fashion Week per attirare buyer e giornalisti, quindi, facendo più partnership digitali, aiutiamo a superare quest pressione.
 
FNW: Chi sono i suoi designer locali preferiti?
SD: Preferisco non sceglierne solo alcuni, ce ne sono così tanti che ammiro. 
 
FNW: Il designer Zeynep Erdogan ha qualche parentela con Mehmet Erdogan, il presidente della Turchia?
SD: Si tratta solo di una coincidenza. Erdogan è un cognome molto diffuso in Turchia, come dire Smith.
 
FNW: Qual è il prossimo passo per la moda di Istanbul?
SD: La creazione del nostro consiglio della moda turco, un Turkish Fashion Council. Abbiamo avuto il nostro primo incontro e speriamo di organizzarlo entro la fine dell'anno. Guiderà e aiuterà a sviluppare il comparto e i nostri designer. E a cambiarne la composizione e il mix, per includere marchi che abbiano ottenuto riconoscimenti globali negli ultimi anni. Negli accessori: Misela, Manu Atelier, Begum Khan e Mehry Mu. Oppure, nel ready-to-wear: Les Benjamins, In the Mood for Love, Gül Hürgel, Nackiye e Siedres.
 
E, la prossima stagione, oltre ad aggiungere nuovi brand, stiamo anche pianificando di organizzare una mostra di design turco in Francia, durante la settimana della moda di Parigi.

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