Scognamiglio: “Senza creativi si va tutti a casa”

"Sono tanti quelli che si spacciano per designer e sono prontisti. Io sono un creativo, ma non chiamatemi stilista, un termine inflazionato, che oggi usano per tutti, anche per quelli che fanno solo magliette e felpe. Io però sono anche un artigiano perché nasco a Pompei come sarto. L'artigiano è importante perché è il traduttore dell'idea creativa dell'artista. Senza di loro non si può lavorare. Ma il giorno in cui i creativi non ci saranno più, andremo tutti a casa".

Francesco Scognamiglio - wwww.francescoscognamiglio.it

A sottolinearlo è Francesco Scognamiglio, il couturier campano che presenta la sua haute couture da diverse stagioni a Parigi, e che chiuderà domenica 28 gennaio la kermesse di Altaroma con una sfilata celebrativa celebrativa dei 20 anni della sua maison nei saloni della Galleria Nazionale d'Arte Moderna.

"In pedana ci saranno 26 outfits”, ha spiegato Scognamiglio, “di cui 13, che è il mio numero portafortuna, sono tratti dal mio archivio e sono rielaborazioni di capi che hanno indossato le celebrities da Beyoncé a Bjork. In passerella anche la nuova collezione nei colori dell'aurora boreale che sarà indossata da 13 top model tra le più belle del mondo, capitanate da Carmen Kass".

"Ho cominciato nel 1998 aprendo una sartoria a Pompei”, ha ricordato il couturier. “Poi due anni dopo ero qui con Altaroma, dove ho deciso di festeggiare anche i venti anni di carriera nella capitale".

Infine, sul rapporto con le clienti della maison: "Sono arabe che vivono negli Stati Uniti, o russe che vivono a Hong Kong. Ma anche italiane, imprenditrici che non vogliono far sapere che indossano un capo da 150 mila euro per una serata in casa. Vogliono essere, non apparire".

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