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19 giu 2019
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Save The Duck: flagship a Hong Kong ponte per il Far East e a giugno 2020 filiale negli USA

Pubblicato il
19 giu 2019

Save The Duck è davvero inarrestabile. Il marchio 100% animal free, guidato da Nicolas Bargi e controllato da Progressio Sgr, fa il pieno di progetti worldwide, in primis retail, mentre alimenta la sua anima green con nuove iniziative ecosostenibili a 360°.

Nicolas Bargi


Dopo aver inaugurato lo scorso febbraio una filiale diretta a Hong Kong, l’Asia Pacific Save The Duck con showroom di 70 mq., l’insegna è pronta a sbarcare con il suo primo flagship nella nuova destinazione del lusso cittadina, K11.“Il negozio fungerà da ponte per espandere il marchio in tutti i Paesi limitrofi: Cina, Corea, Taiwan, Filippine”, ha raccontato a FashionNetwork.com l’AD Bargi, terza generazione di imprenditori del tessile attraverso l’azienda di famiglia Forest, fondata nel 1914 dal nonno Foresto.
 
Intanto, il marchio progetta l’apertura, a giugno 2020, di una controllata anche nel mercato americano dove, oggi, esporta il 25% della sua produzione e vanta i suoi tassi di crescita più elevati. In Spagna, invece, sorgerà un monomarca/showroom di 70 mq. a Barcellona in collaborazione con l’agente locale.

Save The Duck ha inoltre annunciato per il prossimo inverno un piano di aperture di 10 pop-up, a cominciare da Parigi, presso Galeries Lafayette. “Puntiamo molto su temporary e pop-up itineranti nella stagione fredda, per noi la più forte, per farci conoscere in più Paesi e ‘allacciarli’ al nostro e-commerce che oggi, tra diretto e indiretto, rappresenta il 10% del fatturato aziendale”, 
 
In Italia, da settembre, vedranno la luce un temporary store di 70 mq. a Firenze, in via dei Tosinghi, e una piccola boutique di 33 mq. a Venezia, che andranno ad aggiungersi al primo monomarca milanese aperto lo scorso settembre in via Solferino.
 
Si iniziano così a vedere i primi risultati del nuovo corso firmato Progressio Sgr che, lo scorso anno, ha rilevato da Alchimia SpA di Marina Salamon una quota pari al 51% del capitale della società di moda, varando un piano triennale di crescita con un budget iniziale di 5 milioni di euro da destinare al potenziamento del network commerciale.

La capsule con Sea Shepherd

 
Save the Duck è distribuito in 33 Paesi e ha archiviato il 2018 con 33,5 milioni di euro di fatturato, suddiviso equamente tra Italia ed estero, e un margine Ebitda del 23%. “Le previsioni per la stagione invernale vedono l’Ebitda leggermente assottigliarsi in percentuale a causa degli investimenti in distribuzione e sostenibilità, mentre dal 2019 la quota export supererà quella domestica”, ha sottolineato Bargi.

Nuova linfa anche ai progetti green per l’azienda che, a breve, avrà il suo primo bilancio di sostenibilità con EY. “Devolveremo l’1% del nostro fatturato in cause per la protezione di ambiente e animali”. 
 
Save the Duck ha appena sviluppato una tecnologia per realizzare la prima ‘circular economy jacket’, 100% riciclata e riciclabile. “Tutta la giacca, accessori inclusi, può integralmente rientrare in ‘circolo’ con bassi consumi di energia e emissioni di CO2 nei processi di produzione”. 
 
Il marchio dei piumini senza piume d'oca aspira a diventare “il parka vegano per antonomasia”, conclude Bargi, ed è tra i finanziatori della nuova iniziativa di salvaguardia degli oceani promossa da Sea Shepherd, la costola di Greenpeace che il prossimo anno dovrebbe salpare in difesa del mediterraneo e delle specie viventi che lo abitano.

Alex Bellini - Paul Wilkinson


Save the Duck sarà, infine, partner dell’esploratore italiano Alex Bellini, che navigherà i 10 fiumi più inquinati al mondo dalla plastica, sempre nell’ottica di una maggiore sensibilizzazione alla tutela e alla pulizia del nostro ecosistema.

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