Salvatore Ferragamo in calo nei primi nove mesi (-3,3%), l’utile scende del 17,5%

Il gruppo Salvatore Ferragamo ha chiuso i primi nove mesi dell’anno in corso con un giro d’affari di 972 milioni di euro, in calo del 3,3% rispetto allo stesso periodo del 2017, nonostante una buona tenuta nel terzo trimestre, concluso a +3,9% per un fatturato di 298 milioni di euro. L’EBITDA è sceso del 7,9%, a 149 milioni di euro, mentre l’utile netto ha subito un calo del 17,5%, attestandosi a 65 milioni di euro.

Facebook/Ferragamo

Il canale retail ha registrato una flessione del 3,2% sui 9 mesi, ma un leggero incremento dell’1,4% nel terzo trimestre; stesso andamento, ma con un divario maggiore, per il wholesale, che se è sceso del 3,1% tra gennaio e settembre, ma ha registrato un più che positivo +10,8% nel terzo trimestre, grazie anche a spedizioni ritardate dei tre mesi precedenti.
 
Analizzando le performance delle diverse categorie di prodotto, a cambi correnti, in positivo borse e accessori in pelle (+1,9%) e profumi (+2,6%), ma in calo abbigliamento (-11,6%) e calzature (-6,2%).
 
Dal punto di vista geografico, l’Asia Pacifico si conferma primo mercato per il gruppo, con il 37,4% del fatturato totale, nonostante una leggera flessione del -1,9%. Seguono Europa (25,6% del totale), in calo del 5,5%, Nord America (22,9% del totale) a -4%, Giappone (8,9% del totale) sostanzialmente stabile e Centro e Sud America (5,2% del totale), scesi del -3,6%.
 
Al 30 settembre 2018 la rete distributiva di Salvatore Ferragamo contava un totale di 679 negozi, di cui 407 diretti e 207 gestiti da terze parti nel canale wholesale e travel retail, oltre alla presenza nei principali department e store multimarca del mondo.

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