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Pubblicato il
27 feb 2020
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Salar internalizza la distribuzione, tra wholesale e progetti monomarca

Pubblicato il
27 feb 2020

Salar, brand di borse made in Italy creato nel 2010 a Milano da Salar Bicheranloo e Francesca Monaco (oggi marito e moglie, pugliese lei, messicano con origini spagnole e persiane lui), è diventato grande. Allo scoccare del suo decimo compleanno, infatti, la società ha deciso di cominciare a seguire direttamente la distribuzione del marchio, prima affidata a degli showroom, attraverso l’inserimento di nuove figure commerciali preposte a coordinare un network di agenti e distributori.

Francesca Monaco e Salar Bicheranloo

 
“Negli ultimi 5 anni ci siamo affidati allo showroom milanese Tomorrow, che ci ha permesso di entrare nel centinaio di boutique di fascia alta in cui oggi siamo presenti nel mondo”, ha raccontato a FashionNetwork.com Francesca Monaco. “Oggi abbiamo deciso di gestire direttamente la vendita dei nostri prodotti, tornando un po’ alle origini: quando abbiamo iniziato, io e Salar, oltre a occuparci dello stile, abbiamo girato tutta Italia per presentare le nostre creazioni ai negozianti; questo ci ha permesso di avere un contatto diretto con loro, di capire cosa piaceva di più e adattare di conseguenza la nostra offerta”.
 
Oltre alla partecipazione a fiere (il brand è stato “Special Project” nell’ultima edizione di White), Salar intende supportare la strategia di espansione anche attraverso l’apertura di showroom temporanei: il primo è attivo proprio in questi giorni a Parigi, in occasione della fashion week, il secondo sarà a Milano subito dopo.

Oggi il primo mercato per Salar è l’Asia, che rappresenta circa il 45% delle vendite, seguito da Europa (25%) e America (10%). Oltre alle boutique indipendenti, la griffe è presente presso importanti department store come Rinascente a Milano, David Jones in Australia, Bloomingdale’s a Dubai, Harvey Nichols a Hong Kong e Galeries Lafayette a Shanghai. Sempre a Shanghai, il brand ha aperto a fine 2018 il suo primo monomarca, in collaborazione con un partner locale.

Salar, autunno/inverno 2020-21

 
“Negli ultimi due anni la Cina si è confermata un mercato molto importante per noi, al punto che avevamo pianificato di arrivare a dieci store monomarca entro il 2021; il progetto si è momentaneamente fermato per via dell’epidemia di coronavirus, dovremo capirne l’impatto e le evoluzioni”, prosegue la designer. “Un’altra area da cui abbiamo ricevuto riscontri molto positivi con le ultime collezioni è il Medio Oriente, dove oltre a uno sviluppo wholesale potremmo traslare il progetto retail, in caso di stop prolungato in Cina, iniziando magari con dei temporary store nei principali mall”.
 
Sempre per quanto riguarda la Cina, con la PE 2020 Salar è sbarcato sulla piattaforma Tmall Luxury, dove disponeva già di un e-shop collegato allo store di Shanghai. Il marchio dispone inoltre di un proprio e-commerce, attivo in tutto il mondo, che rappresenta circa il 10% del giro d’affari totale; i principali mercati di vendita online sono Inghilterra, America, Australia e Hong Kong.
 
Oltre allo sviluppo retail, Salar sta portando avanti parallelamente una strategia di espansione nel canale wholesale: “Con la gestione diretta delle vendite, vogliamo entrare più in profondità nei vari mercati, puntando su America e Medio Oriente, ma anche Inghilterra e Italia”, precisa Monaco.

Salar, autunno/inverno 2020-21

 
Per quanto riguarda le collezioni, prodotte da un laboratorio milanese, oltre alla pelle che utilizza da sempre, Salar ha iniziato a introdurre materiali alternativi, in ottica green, come il sughero, la pelliccia sintetica o la stampa pitone al posto del vero rettile. Il marchio è conosciuto per le sue borse rigide, dalle forme geometriche e di piccole dimensioni, in cui è possibile ritrovare sempre il dettaglio di una piccola borchia a forma di piramide, un omaggio alle origini messicane di Salar Bicheranloo, visto che in Messico la piramide è simbolo di energia positiva. I prezzi al pubblico variano tra i 270 e i 600 euro.
 
Per l’AI 2019-20 Salar ha introdotto anche una prima collezione di calzature, realizzate da un’azienda marchigiana: “Abbiao avuto un ottimo feedback, ma abbiamo deciso di interrompere la produzione per questa stagione perché, come per le borse, vogliamo trovare un partner produttivo nel milanese, magari nella zona di Parabiago. Stiamo individuando quello più giusto per noi”, conclude Francesca Monaco.
 
Salar ha chiuso il 2018 con un fatturato di circa 2 milioni di euro (i risultati 2019 non sono ancora disponibili), su cui l'Italia pesa per il 15%.

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