Safilo amplia la perdita nel semestre e vara piano taglia costi

Ancora numeri in rosso per Safilo, che ora taglia. Il secondo produttori mondiale di occhiali ha chiuso il semestre con vendite in calo del 10% a cambi correnti, a 492,2 milioni di euro, e una perdita netta adjusted in aumento a 10,4 milioni da quella di 6,6. 

Safilo/Polaroid

Ora, anche se l'andamento del resto dell'anno è visto in miglioramento, "rimanendo di norma stagionalmente più basso, non consentirà un completo recupero". Così, Angelo Trocchia, chiamato ad aprile a guidare il gruppo in difficoltà, ha rivisto al ribasso gli obiettivi al 2020 (da 1,6-1,7 miliardi di ricavi a poco più di uno), messo a punto un piano che prevede il taglio dei costi e risparmi per 70 milioni, e che includerà anche una revisione dei livelli occupazionali.

"Nella seconda parte dell'anno”, ha detto Trocchia, “lavoreremo per apportare gli aggiustamenti e i cambiamenti necessari per riaccendere i motori della crescita". Sui risultati del gruppo - proprietario di marchi come Polaroid e Carrera, e produttore in licenza dei marchi Dior, Fendi e Givenchy - pesa la contrazione nelle vendite di occhiali da sole in Europa e la debolezza del Nord America. Ma i problemi erano iniziati con la transizione di Gucci da licenza a contratto di fornitura.

Moody's di recente aveva tagliato il rating di Safilo da B1 a B2, con outlook negativo, vedendo rischi nel rifinanziamento del debito. Safilo ha infatti in scadenza una revolving credit facility di 150 milioni a fine novembre, e il 22 maggio 2019 scade una obbligazione equity-linked da 150 milioni. Il rifinanziamento dovrebbe essere quindi di circa 300 milioni. "Abbiamo diversi strumenti sul tavolo”, ha detto il CFO, Gerd Graehsler, “dal mercato di debito e sul fronte equity". Tra quelle equity c'è anche l'aumento di capitale. Il fondo Hal, azionista di riferimento, potrebbe fornire un supporto finanziario.

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