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Pubblicato il
23 gen 2020
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Roberto Demeglio punta a superare i 600 indirizzi nel 2020-21

Pubblicato il
23 gen 2020

Il laboratorio orafo di Roberto Demeglio è nato nel 1984, ma fu il nonno dell’imprenditore torinese ad aprire il primo negozio Demeglio nel 1922. Attualmente la società è sia produttrice contoterzista che disegnatrice per diverse aziende del comparto, oltre produrre direttamente per il proprio brand, fondato tra la fine del 2004 e l’inizio del 2005. “Il marchio ci sta dando molte soddisfazioni, grazie al fatto che abbiamo saputo specializzarci nel gioiello comodo, elastico, da indossare e non da mettere in cassetta di sicurezza”, racconta a FashionNetwork.com lo stesso Roberto Demeglio dal suo stand a VicenzaOro January. “Fortunatamente poi, nel corso della mia attività sono quasi “inciampato” su un materiale alternativo come la ceramica high-tech utilizzata nell’orologeria e nella coltelleria, ma che allora era una novità assoluta nella produzione di gioielli”.

Roberto Demeglio, linea "Giotto"


Demeglio ha infatti brevettato un sistema per depositare l’oro direttamente sulla ceramica, garantito a vita, che debuttò nella prima collezione prodotta dal brand, la “Domino”. Attualmente l’azienda produce una decina di collezioni con gioielli in ceramica, ma ci sono altre linee di altissima gioielleria in oro e diamanti.
 
“Essendo torinese ed avendo molti amici di famiglia che possiedono laboratori di tornitura e mollifici che lavorano con la FIAT ad altissimi livelli di specializzazione, sono riuscito ad unire in un connubio che ritengo unico la Torino all’avanguardia tecnologica con il design dei gioielli”, afferma Roberto Demeglio. “I ‘motori’ di queste creazioni sono ingegneristici, noi li abbiamo rivestiti con materiali nobili. Come disegnatore io parto prima di tutto da una soluzione tecnica, e poi la vesto”.

A livello di fatturato, le vendite dei gioielli in ceramica Roberto Demeglio sono pari a quelle ottenute coi gioielli in oro-diamanti, ma a livello numerico di pezzi prodotti quelli in ceramica sono molti di più. L’anno scorso l’azienda ha venduto oltre 19.000 pezzi, “un numero significativo per un’azienda come la nostra con soli 30 dipendenti, che ha internalizzato ed integrato completamente nella sede italiana design, produzione e vendite”, afferma Demeglio.

Roberto Demeglio, linea "Diva"


Il 2019 di Roberto Demeglio si è chiuso a 9,3 milioni di euro di fatturato, +8% sull’anno precedente. Come contoterzista l’azienda opera solo come pura manifatturiera, utilizzando i materiali forniti dai clienti, perciò la cifra di giro d’affari ottenuta con questa attività si aggira sul milione di euro. “L’obiettivo è di crescere almeno in doppia cifra (12%) nel 2020”, s’inserisce la moglie dell’imprenditore Simona Demeglio, anch’ella attiva in azienda, “ma dipende se riusciremo a mettere definitivamente in piedi un progetto al quale stiamo lavorando da tempo, che ci porterebbe a crescere anche del 30%”.
 
Il progetto riguarda lo sviluppo di un bracciale tennis senza chiusura, elastico, brevettato, di tutte le misure, indistruttibile - e garantito a vita per la parte ingegneristica - sul mercato americano, “dove siamo già presenti in circa 200 shop-in-shop di lusso presso distributori indipendenti e department store come Saks, Neiman Marcus, Bloomingdales, ma nel quale non abbiamo ancora esportato alcune collezioni. Stiamo studiando il business plan e reperendo le risorse finanziarie per organizzare le consegne”, puntualizza Roberto Demeglio. Attualmente il bracciale è distribuito in Europa e sta già dando grosse soddisfazioni alla società.
 
I bracciali partono da circa 2.000 al pubblico, cifra che salirà se le clienti vorranno pietre e materiali ancora più preziosi. “Il bracciale tennis è come fosse un brand in sé, noi l’abbiamo ingegnerizzato per renderlo facilissimo da indossare in un secondo e super comodo, ma anche per superare i suoi tipici problemi, ovvero la sottigliezza e le piccole dimensioni della sua chiusura: per quanto ben realizzata, in quel punto critico un materiale duttile come l’oro rischia spesso di rompersi”, precisa il designer.

Roberto Demeglio, linea "Anaconda"


Nel 2019 l’azienda è approdata in 4 nuove nazioni, tutte concentrate nell’area ex sovietica, ma i mercati maggiori sono l’Europa nel suo complesso, Canada, Caraibi e Stati Uniti. L’azienda torinese è diffusa a macchia di leopardo in tutti i continenti, anche in Sud America, Asia (Corea del Sud, Malesia, Giappone, Singapore), Oceania, e vanta un cliente anche in Sudafrica. Recentemente Roberto Demeglio ha ripreso a puntare sui Paesi arabi del Medio Oriente (dove era presente solo in Libano e Israele).
 
Il marchio piemontese è recentemente entrato in Australia. Un agente dedicato sta espandendo quel mercato, e ha già trovato una trentina di clienti nel primo anno d’attività. Ora Roberto Demeglio è distribuito in 400 negozi nel mondo. Due anni fa erano 250. L’obiettivo dichiarato dei coniugi Demeglio è portare almeno a 600 questo numero nel prossimo biennio, soprattutto grazie ai progetti di sviluppo statunitensi, “in quanto il bracciale tennis elastico dovrebbe aprirci a una clientela che oggi non compra il gioiello di design in ceramica”, conclude Simona Demeglio.

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