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Rifle ripensa la rete commerciale e guarda all’estero

Pubblicato il
today 10 gen 2019
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Rifle, marchio fondato nel 1958 dai fratelli Fratini e divenuto un brand di culto negli anni ’80, sta portando avanti il piano di rilancio avviato nel 2018, in seguito all’ingresso nella società, con il 55% del capitale, della holding svizzera di investimenti Kora Investments. Ne abbiamo parlato con Franco Marianelli, AD di Rifle, incontrato in occasione di Pitti Uomo 95.

Franco Marianelli, AD di Rifle, a Pitti uomo 95 - Photo: Laura Galbiati - FashionNetwork.com

 
“Abbiamo razionalizzato la nostra rete retail, che oggi conta 24 monomarca in Italia e uno in Svizzera, presso il Fox Town di Mendrisio. Per il 2019 prevediamo almeno 4 o 5 aperture nel nostro Paese, in città come Catania, Livorno, Brescia. Vogliamo posizionare in modo forte il brand prima di affrontare la piazza di Milano, anche se stiamo valutando un opening presso Scalo Milano”, ci ha spiegato Marianelli.
 
Rifle si sta muovendo anche sul fronte wholesale, che oggi vede la presenza del marchio all’interno di circa 200 negozi multibrand in Italia, sia nel nostro Paese che sul fronte estero: “Abbiamo inserito due nuove persone nell’area commerciale estera e abbiamo venduto in Polonia, Norvegia, Finlandia, Danimarca e nei Balcani; abbiamo distributori in Germania e Svizzera e stiamo approcciando la Russia. Oggi l’export pesa solo per il 5%, l’obiettivo è farlo crescere iniziando dai Paesi in cui Rifle in passato era già ben posizionato”, ha proseguito Marianelli. “A livello di rete commerciale, stiamo cambiando nove agenzie sulle dodici che avevamo in totale: oltre al nostro pubblico tradizionale, i 40/50enni che conoscono il brand dagli anni ’80, vogliamo arrivare a una clientela più giovane e dobbiamo quindi inserirci in negozi diversi, dedicati a questo tipo di target”.

Per quanto riguarda corner e shop-in-shop, Rifle è presente all’interno degli store Coin e ha avviato a dicembre 2018 una partnership con Oviesse: “Oltre al proprio marchio, la catena sta inserendo altre proposte per dare una scelta più ampia ai suoi clienti. Abbiamo iniziato con un test all’interno di una decina di negozi e stiamo pensando a una collezione ad hoc per questa collaborazione, con prezzi un po’ più bassi rispetto ai nostri standard”, ha commentato l’AD.

Rifle, autunno/inverno 2019-20

 
Un altro asset su cui l’azienda sta puntando molto sono il Web e i social, attraverso l’inserimento di una figura di Digital Manager e la creazione, in collaborazione con Triboo Digitale, di un nuovo sito aziendale collegato all’e-commerce, lanciato lo scorso ottobre. Inoltre, il flagship di Firenze è diventato anche un hub per gestire la logistica delle vendite online; i prossimi passi, rivela Marianelli, saranno il “click&collect” e l’e-commerce su Instagram.
 
“Credo molto nel digitale e nelle nuove tecnologie, si tratta di un’onda che non si fermerà e che quindi bisogna imparare a cavalcare a proprio vantaggio, ha concluso Marianelli. “Attraverso i negozi parliamo al nostro pubblico più maturo, ma per raggiungere le nuove generazioni bisogna stare sui social. Applichiamo una strategia glocal: oltre all’account Instagram aziendale, ogni negozio monomarca ha il suo e pubblica contenuti ad hoc per i propri clienti, al fine di aumentare l’engagement. Ai più giovani è dedicata la nostra linea “Heritage”, che reinterpreta i classici del brand”.

Rifle ha realizzato nel 2018 un fatturato di circa 20 milioni di euro, che prevede di portare a 23 milioni nel 2019.

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