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Richemont cresce del 9% nel primo semestre, turbolenze a Hong Kong

Versione italiana di
Laura Galbiati
Pubblicato il
today 8 nov 2019
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Richemont, secondo player mondiale del lusso, ha registrato nel primo semestre dell’anno fiscale 2019/20 una progressione del 9% a cambi correnti (+6% a cambi costanti), arrivando a un giro d’affari di 7,397 miliardi di euro.

Foto d'archivio - REUTERS/Arnd Wiegmann


L'utile netto è rimasto sostanzialmente stabile a 869 milioni di euro, mentre il risultato operativo si è attestato un po’ al di sotto delle previsioni degli analisti, che si aspettavano di meglio rispetto alla crescita registrata, pari al 3%.
 
La società ha dichiarato che le manifestazioni a Hong Kong hanno avuto impatti negativi sulle performance; alcuni dati pubblicati la scorsa settimana evidenziano infatti che i settori della gioielleria, dell’orologeria e dei regali di lusso è crollato nel territorio del 47,1% ad agosto e del 40,8% a settembre. Per quanto riguarda Richemont, però, la solidità della domanda nel resto della Cina, in Corea del Sud, in Giappone e negli Stati Uniti ha più che compensato l’impatto negativo.

La divisione moda e accessori (Montblanc, Chloé, Peter Millar...) ha visto il suo giro d’affari aumentare solo dell’1% nei primi sei mesi dell’esercizio, a 941 milioni di euro, ma è tornata in positivo con un piccolo utile. Il polo digitale, costituito da YNAP e Watchfinder, è cresciuto del 32% a 1,179 miliardi di euro, ma le sue perdite operative sono ulteriormente aumentate a causa degli investimenti. Infine, il business globale del segmento gioielleria è progredito dell’8% a 3,736 miliardi di euro e ha “generato un’elevata profittabilità”, ha precisato la società.
 
Il CEO del gruppo Johann Rupert ha sottolineato numerosi aspetti positivi del momento attuale, come il lancio di una partnership tra YNAP e Alibaba, che ha portato lo scorso 30 settembre al lancio della prima vetrina Net-A-Porter su Tmall, rappresentando “una prima tappa importante dello sviluppo della nostra collaborazione a lungo termine con Alibaba”, ha dichiarato il Presidente. Inoltre, ha aggiunto, la recente acquisizione di Buccellati (lo scorso settembre, ndr) “aiuterà Richemont a sfruttare nel lungo periodo il potenziale del mercato della gioielleria” e l’accordo siglato con lo stilista Alber Elbaz “apporterà una nuova e preziosa dinamica al nostro gruppo”.
 
Richemont intende concentrarsi sullo sviluppo dei propri marchi (tra gli altri Cartier, Van Cleef, Chloé, Net-a-Porter, Montblanc, Dunhill e Piaget) e non ha rilasciato commenti sul progetto di acquisizione di Tiffany da parte del suo rivale LVMH. Il colosso francese del lusso ha rivelato il mese scorso le sue intenzioni su Tiffany, ma il gioielliere americano ha chiesto di alzare l’offerta, cosa che LVMH si appresterebbe a fare.

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