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25 set 2013
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Riapre il Museo Galliera di Parigi con una mostra su Alaia

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Ansa
Pubblicato il
25 set 2013

Le pareti color rosso pompeiano, le cupole dipinte dall'artista friulano Giandomenico Facchina, i pavimenti di mosaico, le colonne in stile neoclassico con i capitelli corinzi e le ampie volte metalliche degli atelier di Gustave Eiffel: Parigi riscopre, in tutto il suo antico splendore, il Musee Galliera, il museo dedicato alla moda che ha chiuso i battenti oltre quattro anni fa per importanti lavori di rinnovo costati 5 milioni di euro.

Azzedine Alaïa fotografato da Patrick Demarchelier. © Patrick Demarchelier


Per l'occasione il direttore del museo, Olivier Saillard, ha allestito una grande mostra dedicata allo stilista di origine tunisina Azzedine Alaia: 70 modelli emblematici ripercorrono i momenti clou della sua carriera, dagli anni Cinquanta, come sarto per Christian Dior, alla sua prima collezione nel 1979 su impulso dell'amico couturier Thierry Mugler, fino al successo internazionale con i caratteristici sexy abiti fascianti, di pelle, jersey o mussola, modellati dalle zip, tanto amati dalle star (da Greta Garbo, a Sofia Coppola e anche Michelle Obama).

Nel 1985 ha ricevuto due Oscar della Moda a Parigi e dal 2011 è entrato nel mondo privilegiato dell'alta moda. L'esposizione - aperta dal 28 settembre fino al 26 gennaio - continua nel vicino Museo di Arte moderna, dove le creazioni di Alaia dialogano con le opere di Matisse.

La storia del Museo Galliera è singolare. In origine il palazzo, costruito nel 1894 dall'architetto Paul-René-Leon Ginain, avrebbe dovuto contenere la collezione di sculture della duchessa di Galliera, Maria Brignole Sale De Ferrari. Ma un errore notarile lo attribuì alla città di Parigi anziché allo Stato francese, scatenando l'ira della nobildonna italiana che si esiliò a Genova con i suoi capolavori e lo lasciò vuoto (si devono a lei la nascita dei primi musei genovesi, Palazzo Rosso e Palazzo Bianco e la fondazione dell'Ospedale Galliera).

Diventerà un museo solo nel 1977. Al suo interno sono contenute collezioni permanenti di moda e costume francese dal XVIII secolo ad oggi, circa 100.000 pezzi tra abbigliamento (con capi appartenuti ai sovrani di Francia, indossati da attrici famose, come quello di Audrey Hepburn in "Colazione da Tiffany", o di griffe celebri, da Yves Saint Laurent, a Balenciaga, Jeanne Lanvin e Elsa Schiapparelli), biancheria, accessori oltre a arti grafiche e fotografia.

"Il nuovo Galliera sarà come quello di un tempo, prima che venisse stravolto dai restauri del secolo scorso, con le sue pareti rosse e le boiserie nere d'origine - spiega Saillard -. Abbiamo conservato la pietra invecchiata della sua struttura, ma rinnovato il pavimento della corte, e restaurato le grandi vetrate. Non ci saranno porte di vetro, scale mobili o altri segni del mondo contemporaneo che ne intacchino l'anima".

E aggiunge: "La duchessa voleva che il museo servisse ad accogliere la sua collezione di sculture: così gli abiti verranno presentati come sculture, liberi nelle sale, senza le classiche protezioni di vetro disposte lungo le pareti". "Come la scultura - spiega il direttore - un vestito è un opera in tre dimensioni: bisogna poter girarci attorno".

Alaia, come altri grandi della moda, da Vionnet, a Balenciaga o Gres, è un formidabile scultore. Scegliere Alaia per inaugurare il nuovo museo è rendere omaggio allo stato originario del museo e alla sua importanza". E conclude: "Voglio fare di questo palazzo qualcosa di prezioso. La missione di oggi è rendere la moda ancora qualcosa di prezioso".

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