Renzo Rosso, 'neo-dottore in economia aziendale', parla di nuovi progetti e acquisizioni

"Stiamo lavorando su nuove acquisizioni e una delle ultime che abbiamo fatto è NaturaSì, leader nel cibo biologico". Parla così Renzo Rosso, in occasione della cerimonia che si è tenuta all'Università di Roma 'Tor Vergata' e che l'ha insignito del titolo di 'Dottore di ricerca' honoris causa in Economia aziendale.

Renzo Rosso con il dottorato 'honoris causa' in Economia aziendale che gli ha conferito l'Università romana di Tor Vergata - Foto: Adnkronos

Rosso sottolinea l'importanza di questa acquisizione (fatta a gennaio 2014) da parte di Otb, il gruppo di moda del quale è a capo e che controlla i marchi Diesel, Maison Margiela, Marni e le aziende di Staff International e Brave Kid.

"Penso sia una bella cosa vedere il mondo del lusso diventare alternativo", afferma l'imprenditore, riferendosi al "lusso come cibo, perché siamo quello che mangiamo e poter mangiare bene diventerà un grande lusso per il futuro".

Una vita di passione, coraggio e semplicità, un modo 'trasgressivo' di fare impresa, costruito partendo da un paio di jeans a zampa d'elefante, realizzati con la macchina da cucire della madre, fino a Only The Brave (OTB), la holding che con 1,6 miliardi di fatturato, oggi controlla un'importante fetta del mercato del fashion. La vita di Renzo Rosso è una sfida continua, inarrestabile, un mondo fatto di intuizione, emozione e adrenalina.

"La sfida di oggi è riuscire a guidare i brand del mio gruppo nei giusti posizionamenti - dice Rosso - sviluppare le categorie merceologiche che un brand può sviluppare, perché un marchio oggi può fare tante cose; ad esempio Diesel è quello più completo: fa profumi, caschi, biciclette, moto, casa, living, mobili, occhiali, orologi, gioielli nonché il ready-to-wear, che è il nostro core business".

In un mondo in costante evoluzione e che deve fare i conti con la crisi, Rosso riesce comunque a soddisfare qualunque esigenza del cliente: "Il consumatore ha bisogno di immedesimarsi in uno stile completo di vita che un brand rappresenta - continua l'imprenditore - tutti i brand di OTB sono molto 'brave', coraggiosi, molto giusti per quella che è la filosofia di OTB però, al tempo stesso, ognuno di loro rappresenta un target di consumatori che hanno attitudini diverse".

Sempre a caccia di stimoli e nuove idee, Rosso è convinto che nella moda il cambiamento e le tendenze siano dettate da quello che accade nel mondo, piuttosto che dalle imposizioni del marketing: "La moda subisce gli influssi della politica, dei movimenti sociali, della tecnologia, della musica, dell'industria cinematografica - afferma Rosso - tutto questo porta a un'evoluzione nella creatività dei designer. Ogni stagione c'è qualcosa di diverso, il mio sogno è vedere più sogno e desiderio nel vestito e nel prodotto, e meno attenzione su qualcosa che ha poco a vedere con il fascino del prodotto. La moda tiene le persone vive e ogni sei mesi devi fare una collezione nuova per far vedere che sei vivo, perché appena ti fermi un attimo c'è qualcuno che ti passa avanti - continua l'imprenditore - La moda fa parte dello stile delle persone e sempre di più le persone cercano di far vedere la propria personalità attraverso uno stile deciso".

Grazie alla sua filosofia di vita 'il cane veloce mangia sempre quello grosso', Rosso non ha ceduto negli anni ai colossi internazionali del fashion, ma è riuscito con perseveranza e sagacia a costruire l'unico polo del lusso in Italia. Per dominare il mercato del fashion oggi è importante, se non fondamentale, il rapporto tra rete e moda: "La tecnologia ha cambiato tante cose. La usiamo oggi negli uffici stile, al posto dei primi tavoli laser con i quali lavoravo all'inizio della mia carriera - dice Rosso - oggi riusciamo a fare già al computer degli abiti in 3D che subiscono lo spostamento del soffio del vento dentro al pc, quindi si riesce a creare la silhouette grazie a un avatar e con quell'avatar si può ideare una sfilata virtuale. La tecnologia può dare un ottimo aiuto nella costruzione 'fisica' dell'abito - continua il patron di Diesel - ma è importante anche la vendita online, che rappresenta il 6-7% delle vendite delle aziende; bisogna dire che l'online rappresenta oggi l'80% dei consumatori che comprano qualcosa e che prima di acquistare sono andati a vedere chi sei e cosa fai, quindi il rapporto con la rete è fondamentale".

Se è vero che tutelare il Made in Italy oggi resta un'utopia, la delocalizzazione delle aziende non sembra l'unica via percorribile per fare moda in modo competitivo: "Il Made in Italy rimane la cosa più bella e di qualità in senso assoluto. Noi abbiamo dei brand di fascia alta, come Maison Margiela, Dsquared2, Marni, Marc Jacobs Uomo, che sono al 100% italiani - afferma l'imprenditore - lo status del brand e il suo posizionamento nel mercato ci permette di poter avere quel tipo di qualità e quel tipo di prezzo propri al Made in Italy; brand invece più commerciali come Diesel, riescono a produrre solo una parte in Italia, che nel nostro caso è il 35%, cifra molto significativa ai tempi di oggi. Per il restante 65%, siamo costretti a produrre in Portogallo, Tunisia, Turchia, India e Cina - continua Rosso - Produrre in Italia sarebbe fantastico, facile, perché è comodo e vicino, e c'è la qualità, però se non vogliamo essere buttati fuori dal mercato (perché bisogna misurarsi con i competitor e vendere al loro stesso prezzo per quello che è il posizionamento di quella marca) Diesel è costretta a produrre una buona parte di prodotti all'estero".

Durante la lectio magistralis tenuta da Rosso all'Università di Tor Vergata, è emerso il profilo di un uomo carismatico, un gran comunicatore che è riuscito a popolare la sua vita di imprenditore con coraggio, passione e semplicità: "In tutto ciò che ho fatto ci ho messo passione, non ho mai lavorato per soldi ma perché amo quello che faccio - afferma Rosso, rivolgendosi agli studenti - La mia creatività è qualcosa che ho sviluppato nel tempo, tutti voi potete diventare importanti, ognuno di voi ha una caratteristica forte, una volta evidenziata sviluppatela e portate avanti la vostra attitudine. Non mi è mai piaciuto studiare, sono emozionato per l'assegnazione di questo titolo che mi viene riconosciuto oggi - continua Rosso - Dovete credere in quello che fate e arriverete dove volete; ognuno di noi è un piccolo imprenditore di se stesso, e questa è la prima lezione da imparare".

Al 'genio del jeans' (come è stato definito dalla giornalista di moda Suzy Menkes) è stato riconosciuto il conferimento per l'impegno che ha dimostrato come imprenditore, cambiando il modo di intuire, immaginare, pensare e diffondere lo stile e il modo di vestire nel mondo, valorizzando il territorio in cui opera. "E' un momento eccezionale per l'università di Tor Vergata - dice il rettore, il professor Giuseppe Novelli - e deve unire studenti, professori e tutti il corpo universitario. Con il conferimento del dottorato di ricerca a Rosso, volgiamo dare un messaggio di esperienza importante e credo che Rosso abbia molto da comunicare agli studenti".

Pioniere di un lusso 'alternativo', Rosso è riuscito a cambiare le regole del gioco nel business e nel fashion, trasformando il desiderio e il trend invisibile in domanda, sempre a caccia di idee nuove e stimolanti: "OTB è la vera alternativa al mondo del lusso con dei margini non esosi. Il mio gruppo e le mie aziende esistono grazie ai giovani che hanno 'sangue vergine' e prospettive vere, energia pura. I giovani mettono passione, coinvolgimento e desiderio in quello che fanno e portano alle aziende energia pura, sono questi gli stimoli che servono oggi. Credo nei giovani, perché hanno vera visione e creatività, al contrario di quei vecchi arricchiti con la pancia piena che governano solo l'esistente, e che, tra corruzione e clientelismo, fanno gli interessi,  ha concluso Renzo Rosso.

L'imprenditore della moda, parlando a Venezia a margine della cerimonia d'inaugurazione del restauro del Ponte di Rialto, da lui finanziato con 5 mln di euro, ha sottolineato che "al di là della bellezza di indossare gli abiti e il cappello tradizionale della laurea, la cosa veramente meravigliosa è stata quella di parlare con gli studenti". "Più scandali emergono - ha concluso - più felice sono, perché più marcio riusciamo a far venire fuori, più riusciremo a chiudere il vecchio modo di operare, di cui l'Italia è piena, da nord a sud".

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