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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
31 mar 2020
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Rent the Runway licenzia, Gap e Neiman Marcus congedano senza paga molti lavoratori causa pandemia

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
31 mar 2020

L’azienda statunitense Rent the Runway, specialista dell’affitto di vestiti, ha riferito domenica di aver posto in atto un piano di licenziamenti a causa delle chiusure temporanee dei negozi dovute all'epidemia di coronavirus.

Facebook: Rent the Runway


In un comunicato pubblicato domenica, un portavoce della società ha indicato che: “Come molte altre aziende colpite dalla pandemia di Covid-19, Rent the Runway ha dovuto prendere decisioni difficili a breve termine per sopravvivere a lungo termine, tra cui chiusure temporanee di negozi e licenziamenti”.
 
“Stiamo facendo tutto il possibile per rendere la transizione il più agevole possibile per i nostri dipendenti, attraverso compensazioni finanziarie e il mantenimento della loro assicurazione sanitaria”, ha affermato la società fondata nel 2009 a New York City da Jennifer Hyman e Jennifer Fleiss.

Al momento, Rent the Runway non sa per quanto tempo la sua attività soffrirà di queste circostanze eccezionali, mentre sempre domenica il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che estenderà fino al 30 aprile le raccomandazioni per arginare la diffusione del Covid-19 nel Paese, abbandonando l'idea di far ripartire la produzione negli States a metà aprile.
 
Il comunicato stampa non menziona il numero di posti di lavoro che verranno tagliati.
 
A fine 2019, l’azienda newyorchese era valutata circa un miliardo di dollari (900 milioni di euro). Questo piano di licenziamenti era già stato anticipato venerdì dal sito di notizie The Verge, il quale affermava che gli impiegati erano stati informati dei tagli di posti di lavoro nella giornata di venerdì durante una videoconferenza.

Gap si dice costretto a congedare in via immediata gran parte dello staff dei suoi negozi - Facebook: Gap


È stato poi il turno del gruppo Gap Inc. annunciare nel pomeriggio di lunedì l’estensione delle chiusure dei propri negozi. La società fondata nel 1969 a San Francisco ha comunicato di trovarsi conseguentemente costretta a congedare senza paga la maggior parte dei team nei suoi punti vendita negli Stati Uniti e in Canada, nonché gran parte dei dipendenti della sua sede centrale a livello globale.
 
I dipendenti dei negozi Gap smetteranno di ricevere le loro retribuzioni, ma continueranno a beneficiare dei benefit applicabili fino a quando i negozi non saranno in grado di riaprire. Allo stesso modo, la società sta riducendo il personale in tutte le sue funzioni corporate in tutto il mondo.
 
Come misura di riduzione dei costi, l'intero gruppo dirigente di Gap Inc., insieme al Consiglio d’Amministrazione, si ridurrà temporaneamente lo stipendio.
 
“Dopo aver preso i provvedimenti straordinari di chiusura temporanea di tutti i nostri negozi di proprietà diretta in Nord America e in Europa due settimane fa, ora ci troviamo in una posizione in cui possiamo solamente intraprendere azioni più profonde”, riferisce in un comunicato Sonia Syngal, presidente e CEO del gruppo Gap.
 
Nel frattempo, Gap ha istituito un “Employee Resource Center” (“Centro risorse per i dipendenti”, ndr.), che offre risorse per aiutare i suoi collaboratori diretti a trovare e candidarsi per impieghi temporanei presso altri dettaglianti che rimangono aperti e che assumono.
 
La scorsa settimana, il rivenditore californiano di abbigliamento ha ritirato le previsioni per l'intero anno pubblicate all'inizio di questo mese, poiché ha iniziato a risentire dell'impatto finanziario della crisi di Covid-19.
 
Al fine di rafforzare la flessibilità finanziaria, Gap Inc. ha anche affermato che sospenderà i versamenti di dividendi e ridurrà le proprie linee di credito agevolato di 500 milioni di dollari.
 
Gap è uno dei numerosi retailer fisici che subiscono forti impatti negativi sulle proprie vendite a causa della chiusura dei negozi e delle restrizioni imposte per rallentare la diffusione del coronavirus, prima in Cina e ora negli Stati Uniti, in Canada e in Europa.
 
La società ha dichiarato che aggiornerà sulla sua situazione durante la conference call per il primo trimestre che ha previsto a maggio.
 
Sempre lunedì, di fronte al crollo delle vendite, in un Paese con un numero di contagi ormai attorno ai 150.000 casi, è toccato a Macy's mettere in congedo senza paga la maggior parte dei suoi 130.000 dipendenti, assicurando solo la copertura fino a maggio del premio per l'assicurazione sanitaria (vedi il nostro articolo dedicato), mentre il rivenditore di prodotti di lusso Neiman Marcus contemporaneamente comunicava di adottare lo stesso provvedimento per la maggior parte dei suoi circa 14.000 collaboratori, poiché la crisi del coronavirus l'ha costretto a chiudere tutti i negozi fino alla fine di aprile.

Neiman Marcus - Instagram: @lascallnm


Anche i dipendenti non colpiti dalla misura subiranno tagli agli stipendi in aprile, con il CEO Geoffroy van Raemdonck che ha rinunciato al suo stipendio di questo mese, ha affermato lo stesso van Raemdonck in una nota.
 
Lo scoppio di una pandemia globale di inaudite proporzioni non è proprio accaduto nel momento più propizio per Neiman Marcus: il distributore nato nel 1907 con sede a Dallas sarebbe infatti da tempo in trattativa con i suoi creditori per presentare istanza di fallimento. La catena americana avrebbe difficoltà a ripagare il suo debito di 4,3 miliardi di dollari (circa 3,8 miliardi di euro).
 
Per finire, la catena di grandi magazzini, con sede nel Wisconsin, Kohl’s Corporation ha comunicato, sempre nella giornata di lunedì, che estenderà la durata delle chiusure su tutta la sua flotta di punti vendita, rivelando che attingerà denaro fresco dalla propria linea di credito revolving da 1 miliardo di dollari per resistere all'impatto della pandemia di coronavirus.
 
Inoltre, Kohl’s ha anche affermato che taglierà le spese di circa 500 milioni di dollari, e che il CEO Michelle Gass rinuncerà a uno stipendio, mentre la società s’impegnerà a trovare soluzioni per gestire questa crisi.

Con Reuters

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