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Renato Borghi (FMI-Confcommercio): “Nostro sondaggio: saldi estivi da posticipare al 1° agosto”

Pubblicato il
7 mag 2020
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2 minuti
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Si avvicina la conclusione del rigoroso lockdown imposto dallo stato italiano, costretto al pugno duro dall’insidiosa e purtroppo maligna capacità di diffondersi del virus Covid-19. Nell’universo della moda, con la riapertura dei negozi calendarizzata per il 18 maggio, si riscontrano posizioni diverse, a volte diametralmente opposte, sulle strategie da adottare a proposito dei saldi estivi. Secondo l’ultimo sondaggio svolto da Federazione Moda Italia-Confcommercio, reso noto e commentato in una nota dal suo Presidente Renato Borghi, la maggioranza degli imprenditori ritiene necessario posticiparli, considerando il lungo periodo di chiusura dei punti vendita, nell’intento di vedere prolungato il periodo di vendita a prezzi pieni, e così recuperare almeno in parte la marginalità persa.

Renato Borghi - Federazione Moda Italia


Alla luce del nuovo scenario di mercato, la federazione presieduta da Renato Borghi ha infatti sondato la volontà degli associati sulla data ritenuta più opportuna per l'avvio dei prossimi saldi estivi. Un sondaggio svolto nell'interesse della categoria e realizzato in vista della riapertura delle attività commerciali, “che continuiamo a chiedere possa avvenire anche prima del 18 maggio”, indica Renato Borghi nella nota di Federazione Moda Italia-FMI.
 
La prima evidenza dei dati pervenuti da oltre 4.000 imprese di tutta Italia è che il 94% è contrario a dare il via ai saldi nella data attualmente prevista del 4 luglio. In effetti, la soluzione preferita dalla gran parte delle aziende è la posticipazione (52%), seguita dalla sospensione dei saldi (29%). Solo l'8% ha chiesto di anticiparli. Il 6% vorrebbe mantenere la data del primo sabato di luglio. C'è poi un 5% di aziende che ha preferito ‘dribblare' la domanda, ricorda FMI, esprimendo considerazioni su altre problematiche della categoria, come la concorrenza sleale del web e la necessità di una regolamentazione delle vendite online.

“Questa pressante richiesta di posticipazione è una conferma da parte degli imprenditori del settore che vogliono l'inizio delle vendite in saldo all'effettiva fine stagione, tanto per la primavera/estate quanto per l'autunno/inverno”, afferma il presidente Borghi. “Auspichiamo che le Regioni, nell'interesse del mantenimento della data unica nazionale indispensabile per evitare scorrette competizioni tra territori, tengano in debito conto quanto emerso in modo così evidente dalla stragrande maggioranza degli operatori del dettaglio moda”, aggiunge.
 
“Alla tanto auspicata ripartenza, che sarà comunque difficile e con il freno a mano tirato, servono certezze anche su questo fronte per programmare un futuro già molto incerto”, conclude il presidente di FMI.
 

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