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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
13 ott 2020
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Reliance non comprerà Debenhams, che potrebbe perdere il negozio di Oxford Street

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
13 ott 2020

L'elenco dei potenziali candidati per l'acquisizione di Debenhams si riduce: Reliance Retail ha gettato la spugna. Reliance, gruppo controllato dall’uomo più ricco d’India, era considerato dal mese scorso come uno dei favoriti nella corsa all'acquisto del colosso britannico dei grandi magazzini, che sta sperimentando grosse difficoltà. All'epoca, le voci sulla sua candidatura avevano sorpreso e fatto sensazione.

Photo: Sandra Halliday


Ma il quotidiano britannico The Times, che cita una fonte vicina al dossier, indica che Reliance non è più coinvolto nell’operazione, pur specificando che “diverse parti” sono ancora interessate all'asta per assicurarsi il gruppo britannico.
 
La società Debenhams aveva chiesto di essere posta in una procedura di amministrazione controllata più “snella” in aprile, durante il lockdown nel Regno Unito. Ma l'uscita da questo regime si è rivelata più difficile del previsto, perché le presenze nei negozi al dettaglio restano alquanto basse oltremanica.

La catena Debenhams è attualmente di proprietà di un pool dei suoi creditori, compresi degli hedge fund statunitensi e alcune banche. Se il processo di vendita fallirà e la società dovrà essere liquidata, Hilco Capital è stata incaricata di guidare la procedura.
 
Queste notizie piuttosto cupe vengono affiancate da due punti incoraggianti: da un lato, l'azienda ha registrato negli ultimi mesi un'attività commerciale migliore del previsto (anche se la situazione resta difficile) e dall’altro il suo status di azienda in fallimento le consentirebbe, in caso di acquisizione da parte di un nuovo proprietario, di abbandonare i suoi negozi non redditizi secondo un processo relativamente semplice.
 
L'azienda ha già chiuso numerosi negozi e così alcuni suoi concorrenti di successo, come Next, ne hanno approfittato per impadronirsi dei locali lasciati vacanti. Inoltre, la società britannica potrebbe essere costretta ad abbandonare alcune delle sue location più quotate.
 
Il Times indica che tra queste location potrebbe essere compreso il flagship su Oxford Street, che appartiene dal 2016 all’ex presidente di H&M e uomo più ricco di Svezia, Stefan Persson, attraverso il suo veicolo di investimento Ramsbury.
 
L'imprenditore avrebbe infatti “intenzione di esercitare una clausola risolutiva del contratto di locazione alla fine dell'anno”. “[Stefan Persson] ha ingaggiato degli agenti immobiliari per trovare un locatario temporaneo mentre elabora dei piani di ristrutturazione del sito”, riferisce il quotidiano.
 
Sebbene il sito di Londra sia estremamente costoso e al momento soffra di scarso traffico di persone, rimane un vero polo di attrazione in tempi normali, e svolge un ruolo importante per le vendite di prodotti di bellezza di lusso, cruciali per Debenhams.
 
Se il rivenditore si vedesse costretto ad abbandonare il suo flagship store, lo spazio di vendita potrebbe essere ridotto dal suo attuale proprietario. Mike Ashley, il boss di Frasers Group (Sports Direct), ex principale azionista di Debenhams prima della sua acquisizione da parte dei creditori, sarebbe interessato e cercherebbe di rilevare altre location di Debenhams per installarvi i suoi marchi.
 
La filiale danese di Debenhams, Magasin du Nord, che sta vivendo giorni migliori, viene invece venduta nel quadro di una procedura separata.

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