Reda: 2018 a 115 milioni e nuova linea di tessuti smart-green Reda Flexo

Non sono molti i player del settore in grado di coniugare in modo tanto proficuo quanto Reda approccio eco-friendly, capacità innovativa e crescita economica. Il lanificio biellese guidato da Ercole Botto Poala continua a dettare la linea in termini di sostenibilità, con l’introduzione di un nuovo tessuto smart a ridotto impatto ambientale, Reda Flexo, e non cessa di registrare significativi tassi di crescita anno su anno.

Ercole Botto Poala

“Abbiamo chiuso il 2018 in aumento a 115 milioni di euro di fatturato dai 108 milioni dell’esercizio precedente. Al contrario, il 2019 si è aperto in leggera flessione, soprattutto a causa delle piazze europee in sofferenza. I nostri primi mercati rimangono Germania, Italia e Stati Uniti; poi vengono Cina, dove nell'anno abbiamo registrato valori in linea con il 2017, e Giappone”, ha spiegato il CEO di Reda, Ercole Botto Poala, incontrato da FashionNetwork.com in occasione della 28esima edizione di Milano Unica.
 
Al salone milanese del tessile, in corso fino al 7 febbraio 2019 nel quartiere fieristico di Rho, l’azienda ha rivelato Reda Flexo, che unisce alla lana Merino propria dell’heritage aziendale un elastomero sostenibile. Una scelta rivoluzionaria nel campo della fibra elastica sostenibile, grazie all'introduzione di un polimero di nuova generazione che fa parte della famiglia Roica Eco-Smart, l’unica gamma al mondo di fibre premium stretch sostenibilmente innovative. 

Il lancio è accompagnato da una campagna di 10 illustrazioni ideate dal creativo inglese David Sparshot che raccontano come il tessuto sia in grado di “resistere” alle sfide di ogni giorno.

Una delle 10 illustrazioni del creativo inglese David Sparshot per Reda Flexo

Reda Flexo completa l’offerta del gruppo dedicata al menswear, fino ad oggi rappresentata dalla linea tradizionale Reda 1865 e da quella di athleisure Reda Active, “che al momento ci dà le maggiori soddisfazioni in termini di crescita con un +10% sul 2017”, ha precisato l’AD.
 
L’approccio “green” rimane saldamente al centro di ogni nuovo progetto espansivo di Reda. Secondo il numero uno del gruppo biellese, la futura competitività delle aziende dipenderà proprio dalla sostenibilità: “Essere sostenibili significa diventare più efficienti, sprecare meno, consumare meno energie e ridurre il costo di trasformazione”. “Oggi, tuttavia”, ha continuato Botto Poala, “la sostenibilità è ancora un costo perché non si trovano le materie prime con le giuste caratteristiche; il prodotto costa un po' di più poiché scarso; non si trovano i macchinari e devi farteli produrre ad-hoc. È necessario che tutta la filiera investa un po' di più in questa direzione affinché il progetto diventi vantaggioso dal punto di vista dei costi”.
 
Il gruppo è noto nel settore per essere stato il primo lanificio al mondo a sbarcare nell’online con un proprio sito di e-commerce. “Il digitale rappresenta per le aziende a monte della filiera un modo per valorizzare i propri asset. Come linea di business incide ancora poco sul giro d’affari totale dell’azienda ma ha ancora grossi margini di crescita”, ha concluso Ercole Botto Poala.

Facebook/Reda
 
Reda affonda le sue radici nel distretto laniero biellese: nasce a Valle Mosso nel 1865; nel 1919 viene acquisita da Albino e Francesco Botto Poala ed oggi è guidata dalla quarta generazione della famiglia Botto Poala rappresentata da Ercole Botto Poala, amministratore delegato del gruppo.
 
Con 550 dipendenti, Reda è una delle poche filature al mondo a gestire internamente tutta la catena di produzione, dalla tosa con i suoi allevamenti in Nuova Zelanda, al tessuto finito.

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