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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
20 dic 2018
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Quali grandi movimenti per il lusso, la distribuzione e la cosmetica nel 2019?

Di
Reuters
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
20 dic 2018

In quali acque agitate le aziende europee dovranno navigare nel 2019, quali saranno le grandi prove da superare? Naturalmente dovranno accelerare la loro trasformazione integrando "big data", blockchain e intelligenza artificiale. Ma ogni settore avrà anche le sue specifiche sfide da affrontare.

Campagna per la Cruise Collection 2019 di Gucci. Dopo un periodo di crescita straordinaria, il 2019 sarà l'anno della normalizzazione per l'azienda italiana? - Gucci


Al di là di un clima economico che si preannuncia difficile (in ordine sparso, la guerra commerciale USA-Cina, la Brexit, le possibili tensioni in Europa attorno al debito pubblico dell’Italia, il rallentamento della crescita mondiale, la crescita dei “populismi”) altre minacce pendono come spade di Damocle sulle aziende d’Europa. Ecco alcuni scenari realistici proposti dagli specialisti del settore della redazione Reuters di Parigi.
 
Lusso: rallentamento in vista con la Cina

Il rallentamento del settore del lusso sembra inevitabile (HSBC si aspetta una crescita del 7%, dopo il 10% del 2018) con il rallentamento della crescita cinese, il calo della borsa di Shanghai e il conflitto commerciale. Dopo delle solidissime performance nel 2018, annata nella quale LVMH, Kering e Hermès hanno sorpreso, in particolare per la buona tenuta delle loro vendite in Cina, la loro resistenza sarà messa nuovamente alla prova nel 2019.
 
Una nuova regolamentazione del commercio online in Cina, che entrerà in vigore il 1° gennaio e si tradurrà in un inquadramento delle attività dei "daigus" (rivenditori su piattaforme cinesi di prodotti acquistati all'estero), dovrebbe pesare a breve termine, in quanto il calo degli acquisti di questi rivenditori non verrà immediatamente compensato dagli acquisti nella Cina stessa.
 
Anche la "normalizzazione" di Gucci sarà al centro dell'attenzione, dopo un'altra straordinaria crescita nel 2018.
 
Sul fronte delle operazioni di fusione-acquisizione, l’acquisto di Belmond da parte di LVMH non compromette i margini di manovra del gruppo del lusso numero uno al mondo, che è pieno di denaro in cassa, mentre Kering non nasconde il desiderio di sviluppare il proprio polo della gioielleria e le difficoltà di Ferragamo alimentano gli appetiti di tanti.
 
Cosmetici: movimenti nel capitale di L'Oréal nel 2019?

Nel settore della bellezza, il 2019 sarà quello degli “sblocchi” a cascata delle partecipazioni di Nestlé in L’Oréal (23% del capitale) e di L’Oréal in Sanofi (9,4%)? L’Oréal si è detto pronto a più riprese ad acquistare la quota del gruppo elvetico se quest’ultimo si decide a vendere. La sua partecipazione in Sanofi (sempre definita come finanziaria) è valutata oltre 9 miliardi di euro. La palla è nel campo di Nestlé, che potrebbe fornire un elemento di risposta nei suoi risultati annuali, il 14 febbraio.
 
Distribuzione: la minaccia Amazon si concretizzerà?
 
I successi ancora timidi dell’azienda americana nel food e la necessità di disporre di una rete di negozi fisici per limitare i costi di distribuzione potrebbero spingerla a cambiare marcia. Dopo una fase di “test” – come la sua collaborazione con Monoprix – alcuni analisti non escludono un investimento azionario in un distributore classico.
 
Carrefour, in pieno rilancio, prova a cambiare modello di business per ottenere quei risultati che si fanno ancora attendere.
 
Casino, il primo ad essersi alleato con Amazon tramite la sua filiale Monoprix, sta per completare una seconda ondata di vendite di asset per ridurre il proprio debito, un passo fondamentale per riguadagnare la fiducia degli investitori, mentre la sua casa madre, Rallye, ha guadagnato tempo, grazie ad un prestito bancario, nei confronti delle prossime date di scadenza di rimborso del suo debito.

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