Pyrenex affina la distribuzione e rilancia una produzione tutta francese

Il marchio di piumini del Sud-Ovest della Francia celebra il suo 50° compleanno rivisitando i propri modelli storici e appoggiandosi sul know-how nella lavorazione della piuma, che padroneggia ormai da 160 anni, dato che questa azienda familiare giunta alla quarta generazione è nata nel 1859 a Saint-Sever (Nuova Aquitania).

Pyrenex, lo stand al Premium di Berlino - Pyrenex/Instagram

Per festeggiare i 160 anni della manifattura e i 50 anni del brand sono stati creati due capi interamente fabbricati dalla sede di Saint-Sever, proponendo una confezione al 100% francese. Si tratta delle giacche “Carla” da donna e “Barry” per l’uomo. 
 
Pyrenex, che per l’AI 2019/20 ha anche creato una capsule di capispalla con il connazionale Saint James, vuole quindi “rilanciare una produzione al 100% Made in France”, ha confermato a FashionNetwork.com il direttore commerciale Thomas Boussuge, incontrato all’ultimo Pitti Uomo. “In più, amplieremo il nostro atelier, dove oggi lavorano 15 persone. Il laboratorio sarà allargato per arrivare a produrre 120.000 pezzi all’anno a Saint Sever, dove abbiamo 160 dipendenti totali. Questo è il nostro progetto principale per il 2019”.
 
Nella propria sede, Pyrenex realizza la produzione della piuma e alcune fasi minori di lavorazione (prototipi, piccole collezioni, linee di prova). “Una produzione interamente Made in France dilaterebbe tempi e costi, per cui per mantenere ragionevole il prezzo finale al pubblico abitualmente tutta la parte d’approvvigionamento di materie prime, tessuti e accessori, e di manodopera, viene delocalizzata. Normalmente i nostri capi sono prodotti in Tunisia e Bulgaria”, ricorda Boussuge.
 
In occasione dei suoi anniversari, l’azienda continua ad esplorare i propri archivi dell’età dell’oro degli anni ’70-’80, presentando a Pitti Uomo e al Premium di Berlino delle novità che arricchiscono la gamma di prodotti urban, destinati a chi vive la città, con un concept meno fashion, ma più legato a fornire maggiore protezione. Nelle proprie collezioni per l’Autunno-Inverno 2019/20, Pyrenex ha reintrodotto l’uso del moleskine, impermeabile, traspirante e protettivo, pensato per uomini più giovani. Continua poi la collaborazione del brand con il suo partner giapponese, che si concretizza nella creazione di prodotti specifici per il mercato locale. Quest’anno è stato rieditato, tale e quale all’originale, un modello di piumino per l’alpinismo degli anni ’70, realizzato in un tessuto tecnico prodotto vicino a Lione, dotandolo di grandi tasche e fit molto sciancrato.
 
“Pensiamo a svilupparci in modo costante ma prudente, perché nel recente passato”, ricorda ancora Thomas Boussuge, “abbiamo avuto difficoltà di posizionamento. Eravamo un marchio né solo di sportswear, né solo di skiwear, né solamente di moda, ma un po’ di tutto questo insieme, mentre i clienti hanno bisogno di capire immediatamente cosa un marchio rappresenta e cosa vende, soprattutto quando si approda in nuovi territori. Oggi abbiamo un’offerta urban più leggibile e abbiamo chiarito maggiormente il nostro DNA alpinistico-outdoor”.
 
La società chiuderà il proprio esercizio fiscale il 30 aprile prossimo. “Dovremmo concluderlo a 28 milioni di euro di giro d’affari”, prevede Boussuge, “ripartiti nelle nostre tre attività: abbigliamento (al 99% generato da Pyrenex, perché è quasi scomparsa l’attività che svolgevamo per altri marchi), biancheria per il letto e produzione di imbottiture di piuma. L’abbigliamento è il business che cresce di più”, dice Boussuge.

pyrenex.com

Pyrenex vanta da tre anni un negozio monomarca nel Marais di Parigi, e altre tre boutique nel Sud-Ovest dell’Esagono in partnership. In ottobre ne ha aperta un’altra a Aix-en-Provence, sempre in franchising. “Il retail è super per la visibilità, ma puntiamo di più sul wholesale”, afferma Boussuge.
 
Pyrenex è distribuito in circa 1.000 punti vendita multimarca a livello mondiale, un bel salto rispetto ai 700 di un anno fa. Ben 400 di essi si trovano in Giappone e ormai 200 nel Regno Unito. Dopo averlo lanciato con un partner nel 2017, un anno fa Pyrenex ha ripreso in gestione diretta il proprio e-commerce.
 
Il Giappone è il mercato principale di Pyrenex, avendo ormai superato la Francia, che rimane al secondo posto, e terzo è il Regno Unito, che è quello che ha performato meglio lo scorso anno, “grazie al partner locale (Four Marketing) che abbiamo da 6 anni e che si occupa anche di marketing e distribuzione, facendoci entrare in location prestigiose come Flannels o Selfridges e implementando per la prima volta delle campagne di comunicazione corpose”, puntualizza il direttore commerciale. “Abbiamo avuto dei taxi griffati Pyrenex a Liverpool, 38 vetrine da Flannels… Ciò ha determinato un incremento della domanda per i nostri prodotti con crescite in doppia cifra”. Pyrenex sta ristrutturando la distribuzione anche negli Stati Uniti, grazie allo showroom newyorchese Archetype Showroom.
 
“In Italia abbiamo ridato il via allo sviluppo con un nuovo agente, lo showroom Manners, che si trova in Viale Bianca Maria a Milano”, conclude Thomas Boussuge, “un’entità di dimensioni più piccole rispetto ai partner che abbiamo in Inghilterra o in Benelux (Fashion Club), e perciò ancor più adatta al nostro brand. Per ora siamo distribuiti in 30 clienti top in Italia, che aumenteranno sicuramente da quest’anno. Anche in Germania abbiamo ricominciato con un nuovo partner locale”.

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