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PwC: i giovani italiani cercano prodotti made in Italy e sostenibili

Pubblicato il
today 7 nov 2019
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PwC Italia ha condotto una ricerca su un campione di oltre 2.000 giovani italiani, composto per il 62% da millennials e per il 38% da appartenenti alla generazione Z (i cosiddetti iGen), che ha messo in evidenza i principali trend che guidano le loro scelte di consumo nell’universo moda.

I giovani italiani vogliono prodotti moda etici e di qualità - PwC Italia

 
Uno dei fattori principali è la qualità, ricercata dal 69% degli intervistati nei capi d’abbigliamento (in crescita del 6% sul 2018) e dal 74% negli accessori (+14%). Per 3 giovani su 5 il made in Italy è una caratteristica determinante, mentre solo il 3% dei millennials e il 5% degli iGen scelgono capi low cost.
 
Tra le altre priorità vi sono il benessere personale e dell’ambiente: “Il 90% dei giovani è disposto a pagare un premium price per l’acquisto di prodotti fashion realizzati in modo etico e sostenibile”, spiega Erika Andreetta, Consumer Markets Consulting Leader di PwC Italia. Nel dettaglio, il 28% è disposto a spendere di più per marchi noti per le loro pratiche di sostenibilità, il 24% per prodotti realizzati in modo sostenibile o eco-friendly, il 21% per prodotti realizzati in modo etico, il 9% per packaging sostenibili e il 7% per marchi che fanno beneficenza. Per ottenere informazioni sulla sostenibilità di un marchio, il 46% dei millennials consulta il sito web del rivenditore e il 39% i social media; la generazione Z, oltre ai social, preferisce recarsi in negozio.

Altro dato interessante emerso dalla ricerca è che fino a 3 giovani su 10 si dichiarano propensi allo “sharing”, anche per beni molto personali come calzature e abbigliamento.
 
Per quanto riguarda i canali d’acquisto preferiti, gli store fisici mantengono le loro posizioni (46%); il 34% dei millennials fa i propri acquisti in negozio almeno una volta alla settimana. Il mobile è il canale preferito dal 29% del campione e il 17% degli intervistati dichiara di acquistare in rete almeno una volta alla settimana. Almeno un giovane su due continuerà ad acquistare online, e solo il 10% si è dichiarato non soddisfatto dall’esperienza.
 
La fiducia in un brand continua a essere un fattore determinante nella scelta di un retailer, sia fisico che virtuale, per il 32% dei giovani (rispetto al 35% nel 2017), mentre i programmi di loyalty, che nel 2017 influenzavano gli acquisti del 10% dei giovani, hanno perso un po’ del loro appeal e attraggono solo il 3%.
 
Il 27% dei giovani italiani è disposto a condividere con i brand preferiti lo storico dei propri acquisti (27%), foto e video (21%), i dettagli del proprio contatto (16%) o la propria posizione (14%). In cambio, si aspettano piccoli benefit (49%), una maggior personalizzazione delle offerte (36%), un servizio omnicanale (29%) o l’invio di offerte mirate sulla base della propria posizione (24%).
 
I social media, infine, vengono utilizzati principalmente per cercare ispirazione per i nuovi acquisti (36% dei millennials e 32% della generazione Z), o leggere commenti e decidere se acquistare o meno un prodotto (37% dei Millennials, 30% degli iGen).

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