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PVH: risultati trimestrali deludenti a causa di Calvin Klein

Di
Reuters
Versione italiana di
Laura Galbiati
Pubblicato il
today 30 nov 2018
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access_time 3 minuti
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Il gruppo americano PVH Corp ha annunciato per la prima volta in due anni un fatturato trimestrale al di sotto delle stime di Wall Street, a causa delle performance negative della filiale Calvin Klein. Le azioni sono scese di circa l’8% alla chiusura della Borsa di New York dopo l’annuncio, il 29 novembre.

La debolezza del brand Calvin Klein ha influito sui risultati trimestrali di PVH Corp - Instagram: @calvinklein


Il giro d’affari totale del gruppo è aumentato del 7%, a 2,52 miliardi di dollari (2,22 miliardi di euro), leggermente al di sotto delle stime degli analisti di 2,53 miliardi di dollari. L’utile netto è aumentato dell’1,6%, raggiungendo quota 243,1 milioni di dollari (213,7 milioni di euro).
 
Sotto accusa Calvin Klein, il secondo marchio per importanza di PVH dopo Tommy Hilfiger, nonostante abbia rilanciato e ribattezzato la sua collezione di jeans per conferirle un’immagine più giovane e per proporre un’offerta più ampia ai suoi clienti. Anche l’ultima iniziativa del brand, il lancio della linea lusso Calvin Klein 205W39NYC, offre un nuovo assortimento di prodotti, come maglioni oversize, abiti stampati e pantaloni a quadri pensati dal Direttore Artistico del marchio, Raf Simons.

“Siamo delusi dal debole ritorno sugli investimenti registrato dalla nostra linea Calvin Klein 205W39NYC”, ha ammesso Emanuel Chirico, CEO di PVH, spiegando che alcuni dei nuovi jeans Calvin Klein “erano troppo alto di gamma” e si sono venduti meno del previsto.
 
Altri grandi marchi di moda urban, come i più abbordabili Urban Outfitters e Gap, hanno invece scelto di proporre abiti ispirati agli anni ’90 e hanno incrementato la loro presenza sui social network per attirare i millennials, loro target di clientela.
 
Per attirare i giovani verso Calvin Klein, PVH ha fatto ricorso a influencer di primo piano, come il cantante Justin Bieber, e collaborato con Amazon per aprire dei temporary store nei quali i clienti potevano provare i jeans prima di acquistarli online.
 
Malgrado gli sforzi, l’utile ante interessi e imposte di Calvin Klein è sceso a 121 milioni di dollari (106 milioni di euro), contro i 142 milioni di dollari (125 milioni di euro) dell’anno precedente, a causa di un aumento delle spese legate allo stile e al marketing.
 
“Pensiamo che Calvin Klein non abbia proposto un buon assortimento in alcuni punti vendita, come Macy’s e Amazon, e che il prodotto fosse probabilmente troppo d’avanguardia…penso che questo aspetto sarà corretto”, ha dichiarato Jessica Ramirez, analista del settore vendita al dettaglio di Jane Hali & Associates, aggiungendo che secondo lei si tratta solo di un passo falso: “Calvin Klein sta cercando di cambiare la sua immagine, ci sono ancora degli aggiustamenti da fare”.
 
Risultati positivi, invece, per Tommy Hilfiger, che punta su tendenze retrò e streetwear, il quale ha registrato un incremento dell’11% dei suoi ricavi trimestrali.
PVH ha rivisto al rialzo le sue previsioni per l’intero esercizio, tenendo conto del trimestre di feste di fine anno, e prevede ora un utile rettificato tra 9,33 e 9,35 dollari per azione (rispetto a 9,20 e 9,25 stimati in precedenza).
 
Escludendo elementi specifici, PVH ha guadagnato 3,21 dollari per azione, oltre le previsioni degli analisti, che puntavano a 3,14 dollari, secondo i dati di Refinitiv.

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