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Pubblicato il
27 nov 2020
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Project lancia Ghost Makers, la piattaforma che valorizza la filiera sostenibile della moda italiana

Pubblicato il
27 nov 2020

Project, azienda veneta specializzata nella produzione di collezioni denim e sportswear per le grandi griffe del lusso, ha sviluppato la piattaforma Ghost Makers, finalizzata a riunire e dare visibilità presso i brand ai numerosi laboratori artigianali e piccole imprese che compongo la filiera della moda made in Italy.

Matteo Lavezzo, fondatore di Project

 
“In un momento di grande difficoltà per il settore, a causa della pandemia, abbiamo deciso di creare qualcosa di concreto per supportare le piccole realtà che operano in modo sostenibile, senza le quali la moda italiana non sarebbe quello che è”, ha spiegato a FashionNetwork.com Matteo Lavezzo, fondatore di Project. “In questo momento stiamo selezionando le aziende che saranno inserite in Ghost Makers, le quali devono superare un audit piuttosto complesso sviluppato da Intertek, che certifica la loro anima green. Alla selezione hanno già aderito una trentina di realtà, principalmente dislocate in Veneto, ma il nostro obiettivo è di estendere il progetto a tutte le imprese italiane virtuose. I primi certificati dovrebbero arrivare per la fine dell’anno”.
 
Tecnicamente, la selezione per diventare Ghost Maker prevede due fasi: la prima è composta da un questionario finalizzato a capire se il laboratorio conosce cos’è la Sostenibilità d’Impresa e se applica tali principi nella propria attività; la seconda, denominata “Self Assessment Questionnaire” indaga il processo con il quale il laboratorio integra criteri sociali, di governance, ambientali e di sostenibilità della catena di approvvigionamento nelle attività e nella strategia aziendale, compresi diritti umani, ambiente, condizioni di lavoro ed etica aziendale. Una volta a regime, la piattaforma sarà visibile alle griffe che desiderano individuare laboratori sostenibili per realizzare le proprie collezioni.

 
Oltre a Ghost Makers, Project ha già implementato da diverso tempo all’interno della propria azienda un sistema di tracciabilità che rende trasparenti tutte le fasi di lavorazione: attraverso un QR Code o un codice, il cliente può seguire il processo di produzione delle proprie collezioni in tempo reale. La supply chain di Project è certificata, tracciabile e visibile su Blockchain.

Il prossimo marzo, l’azienda inaugurerà la sua nuove sede a San Tomio di Malo (VI), 5.000 metri quadrati di open space costruiti con la massima attenzione alla sostenibilità e al risparmio energetico, ma anche al benessere dei dipendenti: ci sarà una palestra, una cucina dove un cuoco preparerà pasti gratuiti per tutto il personale, zone relax. “Ogni area di lavoro è stata definita direttamente dai diversi team, che l’hanno progettata in base alle loro specifiche esigenze lavorative, a livello di arredamento e strumentazioni”, racconta Lavezzo. “Abbiamo la necessità di una sede più grande perché abbiamo deciso di riportare in house alcune fasi della lavorazione, come il taglio, il finissaggio e la confezione; prevediamo anche di assumere circa 15/20 persone. Oggi l’alto di gamma richiede tempi velocissimi: dopo il boom dell’ousourcing, ritengo sia necessario tornare ad avere un’azienda verticalizzata”.
 
Fondata nel 1999 e da sempre specializzata in denim e sportswear, fino al 2005 Project si occupava di ufficio stile, sviluppo prodotto e prototipia; dal 2006 ha avviato la produzione delle collezioni. “Nel 2008 abbiamo iniziato a produrre circa il 50% in Tunisia, dove avevamo una nostra piattaforma, ma nel 2014 ho deciso di tornare a produrre totalmente in Italia per puntare all’alto di gamma, anche se in quegli anni il comparto lusso non sembrava particolarmente interessato allo sportswear; ma sentivo che sarebbe cambiato qualcosa”, precisa l’imprenditore 45enne.

Alcuni capi prodotti da Project

 
E il tempo gli ha dato ragione: dopo aver rafforzato il team interno per inserire competenze più senior, Project ha iniziato a collaborare con prestigiose griffe del lusso, collezionando crescite annuali nell’ordine del 20/25% tra il 2017 e il 2019.
 
“Oggi lavoriamo con una decina di brand, tra collezioni uomo e donna, prevalentemente italiani e francesi. L’esperienza nei settori del denim e dello sportswear e la propositività sono i nostri punti di forza: conosciamo le tendenze, siamo bravi a capire quello che il cliente vuole e gli forniamo continuamente nuove idee”, delinea con giusto orgoglio Lavezzo. “Abbiamo chiuso il 2019 con un fatturato di 4,5 milioni di euro; per quest’anno prevediamo un calo tra il -15% e il -20%, dovuto principalmente ad alcune collezioni che a causa della pandemia non sono state prodotte. Ma il numero dei nostri clienti non è variato”.

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