Profumerie: crescono catene regionali (+9,8%) e negozi indipendenti (+8,1%)

L’andamento del canale italiano della profumeria nel 2017 premia le realtà regionali e indipendenti rispetto alle grandi catene nazionali. È quanto emerge da uno studio condotto da Pambianco sui fatturati 2017 delle aziende del settore.

tigota.it
 
Le prime 10 catene regionali hanno registrato lo scorso anno un aumento del giro d’affari del 9,8%, significativamente al di sopra del +3% messo a segno nel 2016 sul 2015; ad occupare le prime tre posizioni nella classifica dei fatturati sono Pinalli, con 55,2 milioni di euro (+30,8%), Vallesi (47,3 milioni, -3%) ed Esserbella (38,9 milioni, +0,5%).
 
Stesso trend positivo per le profumerie indipendenti: le prime 10 hanno infatti messo a segno una crescita dell’8,1% nel 2017 sul 2016, a fronte di un +4,4% tra il 2016 a il 2015. A guidare il ranking, Thaler (19,8 milioni, -1,7%), tallonato da Le Vanità Profumerie (19,7 milioni, in crescita del 28,3%) e da Carlotta (17 milioni, +20,8%).
 
Le grandi catene nazionali hanno invece chiuso l’anno in negativo, con una contrazione dell’1,9% del fatturato totale. In questo canale, le prime tre posizioni in termini di giro d’affari sono occupate da LLG (acquisito da Douglas a fine 2017), Sephora e Profumerie Douglas.
 
Gode invece di buona salute il canale dei drugstore, con una crescita complessiva dei primi 8 player pari al 9,6%, per un fatturato di 2,23 miliardi di euro. Primo in classifica per giro d’affari è il Gruppo Gottardo, che con l’insegna Tigotà oggi conta 525 punti vendita in Italia e due in Svizzera, seguito da Acqua & Sapone La Saponeria di Top 20 e Acqua & Sapone di Gruppo SDA, insegna che ha registrato la crescita più alta (+28,6%).
 
Tra le principali leve di crescita, secondo Pambianco, da segnalare soprattutto gli investimenti su digitale, e-commerce e omnicanalità, oltre a un focus sui servizi di consulenza al cliente o altri servizi come Wi-Fi gratuito e postazioni per ricaricare i cellulari, in particolare nei drugstore.
 
“Indubbiamente la parola chiave per crescere in ambito distributivo è ‘innovazione’, perché il mercato della bellezza è sempre più competitivo e frammentato, essendo presidiato da tanti canali e da un ‘mondo’ online dove stanno nascendo pure player, cioè società native digitali, che sottraggono quote di mercato ai retailer tradizionali”, ha commentato David Pambianco, CEO di Pambianco Strategie di Impresa.

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