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AFP
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
22 ott 2018
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Procter & Gamble: l’utile netto è cresciuto 12% nell’ultimo trimestre

Di
AFP
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
22 ott 2018

Il produttore americano di prodotti per la casa e l'igiene personale Procter and Gamble (P&G) ha annunciato di aver registrato forti guadagni e vendite trimestrali, principalmente grazie alle entrate generate dai prodotti di bellezza e per la pulizia della persona, e questo nonostante degli effetti valutari sfavorevoli.

Head and Shoulders


Il gruppo, presente in tantissimi mercati mondiali, ha anche mantenuto invariate le sue previsioni annue, malgrado il braccio di ferro commerciale tra Stati Uniti e Cina e l'anticipazione delle conseguenze negative più grandi del previsto del dollaro forte sulle sue vendite realizzate al di fuori degli Stati Uniti.
 
A Wall Street, il 22 ottobre il titolo guadagnava il 3,20% verso le 12:30 ora italiana negli scambi elettronici precedenti l'apertura della sessione.

Il fatturato della società è aumentato dello 0,2%, a 16,69 miliardi di dollari, nel primo trimestre dell’esercizio fiscale 2018/19, conclusosi il 30 settembre, risultando sopra i 16,46 miliardi previsti dai mercati finanziari.
 
Gli effetti valutari hanno ridotto i ricavi di circa il 4%, spiega Procter and Gamble, precisando che la crescita organica delle vendite ammonta al 4% a causa di un aumento del 3% dei volumi di consegna. L’azienda vede diminuire le entrate generate all'estero quando le converte in dollari, soprattutto nei periodi di apprezzamento del dollaro rispetto alle altre valute.
 
P&G commercializza gli shampoo Head&Shoulders e Pantene, i prodotti per il make up Olay, i rasoi Gillette, i detersivi Ariel e Tide, i dentifrici Crest, gli assorbenti igienici Always, i pannolini Pampers e i prodotti contro la tosse Vicks.
 
Negli ultimi tre mesi, il suo utile netto è cresciuto del 12,1%, a 3,2 miliardi di dollari, il che si è tradotto in un utile per azione adjusted, dato considerato un valore finanziario di riferimento in Nord America, di 1,12 dollari, contro gli 1,09 dollari attesi in media dai mercati finanziari.
 
Il gruppo ha mantenuto invariati i propri obiettivi finanziari per l’esercizio fiscale iniziato il 1° luglio, mentre il dollaro forte dovrebbe fargli ridurre le vendite per 1,3 miliardi di dollari, contro la stima di 900 milioni fatta ancora tre mesi fa.
 
La crescita organica delle vendite è sempre attesa fra il 2 e il 3%, mentre l’utile per azione dovrebbe aumentare, come anticipato a luglio, in una forchetta compresa tra il 3 e l’8%. Gli analisti prevedono, invece, un aumento del 3,5% dell’utile medio per azione.

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