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Primavera-estate 2014: il tour de force di Parigi

Pubblicato il
today 7 ott 2013
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Il programma parigino del prêt-à-porter primavera-estate 2014, conclusosi mercoledì scorso nella capitale francese, è stato ricco di sorprese. La notizia dell'addio di Marc Jacobs a Louis Vuitton ha segnato un momento storico per la maison del leader mondiale del lusso. "Ho versato una lacrima alla fine dello show", confessa Lizzy Bowring, fashion director della società di tendenze Stylesight. E si vedeva che non ero la sola", testimonia. Le lacrime si sono poi asciugate e il seguito della storia di Louis Vuitton sicuramente affascinerà ancora il mondo della moda. Ma fino ad allora, cosa rimarrà delle collezioni viste in questa sessione a Parigi?

Céline e Chloé primavera-estate 2014 (Foto: PixelFormula)



"Gli stilisti hanno davvero superato loro stessi e i loro limiti questa settimana a Parigi", si rallegra Tancrède de Lalun, direttore degli acquisti per il Printemps "e alcuni sono stati volutamente audaci proprio per rimettersi in discussione". Cita Cédric Charlier e Anthony Vaccarello, poi Riccardo Tisci, che si è liberato della tendenza sweatshirt streetwear che egli stesso ha generato (con il ben noto successo) da Givenchy qualche stagione fa. Al suo posto, una dimostrazione tecnica ed estetica dal glamour convincente. Anche altre case di moda hanno lasciato da parte le loro firme per tentare la novità. Con il rischio di sorprendere, come Galliano che ha fatto un viaggio di sola andata verso il futuro, in una collezione radicalmente giovane, dove il taglio diagonale, cardine della sua brand identity, è apparentemente scomparso.

Anche la collezione di Phoebe Philo per Céline ha segnato una rottura formale con le sue precedenti proposte. Per Tancrède de Lalun, la novità è completamente riuscita. "In ogni stagione, Céline arriva in testa alla classifica delle collezioni che influenzano il resto del settore, in particolare il segmento contemporary", osserva.

L'azienda del gruppo LVMH, così copiata al punto tale da non aver presentato la sua ultima pre-collezione ai mass media, ha rischiato proponendo l'utilizzo di stampati colorati in modo arty e disinibito, rimanendo lontana dal rigore borghese che le si riconosceva. "Un successo assoluto, che domani influenzerà tutti", si esalta l'esperto del Printemps.

Alexander McQueen e Haider Ackermann (Foto: PixelFormula)



I dettagli couture sono stati protagonisti nelle sfilate dei più grandi nomi, da Dries Van Noten a Valentino che, secondo Lizzy Bowring "ha dato vita ad una vera e propria "ode alla couture". La Bowring cita nella sua top 10 della stagione anche le collezioni di Céline, Giambattista Valli e Haider Ackermann. L'ex direttrice delle tendenze di Nordstrom spiega che "a fare la specificità di Parigi vi è senza dubbio la maturità delle collezioni, ma soprattutto la capacità dei designer di lavorare la materia all'estremo, con un risultato commercialmente tangibile e sicuro". E aggiunge che "persino da Alexander McQueen questa stagione, la tanta ispirazione tribale, corrisponde ad un desiderio concreto della cliente".

Yang Li e Dries Van Noten primavera-estate 2014 (Foto: PixelFormula)



Anche l'elemento sportivo si è inserito in maniera durevole all'interno dell'abbigliamento femminile di lusso, intepretato con soavità attraverso l'uso di materiali aerei e leggeri. Lo testimoniano il perdurare del blouson da motociclista (portato a petto nudo nelle collezioni di Yang Li, qui sopra) e del bomber a zip, declinato con elementi di primario rilievo per la stagione: tulle di seta, organza o ancora dentelle. Molto spesso ci sono giochi di traspareze. Uno dei pezzi forti visto su moltissime passerelle è la gonna trasparente, "che funzionerà molto bene se indossata sopra degli short o sopra un'altra gonna", commenta l'esperta di Stylesight.

Olympia Le Tan e Acne Studios prendono il largo (PixelFormula)


Le collezioni estive, poi, non potevano non essere ispirate anche dal mare, come nel caso di Olympia le Tan et della sua collezione chiamata "A Girl in Every Port". "L'amore in spiaggia" sarebbe invece potuto essere il titolo delle proposte di Jean Touitou da A.P.C., che rivisita il tema con il denim. La svedese e francofila Acne Studios ha preso ispirazione dall'uniforme dei marinai frenchy, declinata anche in giallo, colore protagonista della stagione. Anche da Kenzo tanti richiami all'Oceano e ai suoi pesci.

Certe griffe si sono affrontate a colpi di show spettacolari, con performance che passeranno alla storia grazie a scenari insoliti e dal forte impatto. Tra loro la coreografia di Rick Owens, la scena del tamponamento a catena di auto che andavano a fuoco che ha fatto da sfondo alla sfilata di Givenchy, la tenda acquatica di Kenzo e lo scenario dark quasi "infernale" di Vuitton, tra giostre, scale mobili, fontane dalle acque gorgheggianti, il tutto rigorosamente total black.

Florent Gilles (Versione italiana di Gianluca Bolelli)

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