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Primark resta solido in Europa, ma il mercato tedesco è problematico

Versione italiana di
Laura Galbiati
Pubblicato il
today 24 apr 2019
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Primark ha comunicato il 24 aprile i risultati intermedi relativi al periodo di 24 settimane concluso il 2 marzo, che confermano la crescita dell’insegna irlandese.

Primark/Centre:MK


La casa madre, Associated British Foods (ABF), si è rallegrata di questa “serie di risultati solidi”, sebbene l’aumento dell’1% del giro di affari di Primark, a 7,532 miliardi di sterline (8,702 miliardi di euro) non abbia niente di realmente impressionante. Tuttavia, la crescita di Primark ha superato facilmente quella delle altre divisioni del gruppo, mostrando un forte potenziale di crescita, anche senza e-commerce; del resto, nonostante i rumors, il marchio irlandese non sembra intenzionato a lanciarsi su Internet per il momento.
 
L’utile adjusted ante imposte della casa madre è rimasto stabile a 627 milioni di sterline (725 milioni di euro), ma Primark ha superato le attese. L’insegna ha visto il suo utile operativo aumentare del 25% a 426 milioni di sterline (492 milioni di euro) e il fatturato salire del 4%, arrivando a 3,6 miliardi di sterline (4,2 miliardi di euro). E la crescita dovrebbe proseguire, visto che le prime reazioni dei clienti alle proposte primavera/estate 2019 sono state “incoraggianti”.

Se l’aumento della superfice commerciale ha trainato verso l’alto la crescita delle vendite, il giro d’affari a perimetro e cambi costanti è diminuito ell’1,5%, cosa che non ha impattato sui risultati in quanto la società ha beneficiato di un “margine nettamente superiore”. Il margine operativo ha raggiunto l’11,7%, in aumento rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente (9,8%).
 
La società ha dichiarato che “il Regno Unito ha realizzato ancora una buona performance” nel primo semestre. Il fatturato è progredito del 2,3%, così come le vendite a perimetro e cambi costanti, anche se solo dello 0,6%.
 
Il giro d’affari della zona euro è aumentato del 5,3%, se non si tiene conto dell’incidenza dei cambi. Ma a dati comparabili, il fatturato è in flessione del 3,2%, a causa della debolezza del mercato tedesco e della scarsa presenza nei negozi nel mese di novembre in tutto il mondo.
 
Spagna, Francia, Italia e Belgio hanno registrato una crescita particolarmente forte; ma la Germania resta un problema. In questo Paese, ABF ha “rafforzato il team manageriale per affrontare una situazione che rimane difficile”. Il gruppo britannico “ridurrà lo spazio di vendita in alcuni negozi tedeschi per ottimizzare la loro base costi”. L’azienda si dice comunque “felice di guadagnare quote di mercato in territori importanti sui mercati europei, particolarmente competitivi”.
 
E gli Stati Uniti? Il giro d’affari di Primark ha continuato a crescere “con forza, sostenuto dall’eccellente attività del negozio di Brooklyn, aperto di recente, e dalla crescita dei ricavi a perimetro e cambi costanti”. Ma il business del brand irlandese non è ancora profittevole su questo mercato. “Insieme all’aumento della profittabilità dei negozi, legata alla riduzione degli spazi di vendita da Freehold e Danbury lo scorso anno”, la crescita delle vendite comparabili si è tradotto in un “forte miglioramento della perdita operativa negli Stati Uniti”.
 
Primark è molto importante per ABF: dei 382 milioni investiti nel periodo dal gruppo, più della metà sono stati dedicati allo sviluppo di Primark. Il brand continua a espandere la propria presenza, nonostante qualche riduzione delle superfici di vendita. Primark aprirà un negozio a Lubiana, il primo in Europa centrale; altre inaugurazioni sono previste in Polonia e in Repubblica Ceca.

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