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Versione italiana di
Laura Galbiati
Pubblicato il
17 mar 2020
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Primark: le vendite rallentano nel Regno Unito e in Europa

Versione italiana di
Laura Galbiati
Pubblicato il
17 mar 2020

A fronte della crisi del coronavirus in Europa occidentale, Associated British Foods, proprietario di Primark, ha chiuso diversi negozi, che normalmente rappresentano il 30% delle vendite.

Uno store Primark - Photo: Sandra Halliday


“Lo scorso weekend, dei negozi che rappresentano il 20% della superficie di vendita di Primark sono stati chiusi in Francia, Spagna e Austria, finché i rispettivi Governi daranno l’autorizzazione a riaprirli”, ha annunciato lunedì il gruppo britannico. “Tali negozi generano attualmente il 30% delle vendite di Primark”.
 
Il gruppo britannico stimava che tali store avrebbero realizzato un fatturato pari a 190 milioni di sterline (circa 209 milioni di euro) nel corso delle prossime quattro settimane.

E anche se alcuni Paesi non hanno ancora conosciuto chiusure massicce di negozi, il resto del network di Primark, soprattutto il Regno Unito che rappresenta il 41% dei ricavi dell’insegna, “ha registrato un calo delle vendite a perimetro costante nel corso delle ultime due settimane, aumentato nei giorni scorsi a causa della diminuzione delle presenze”.
 
La società ha anche annunciato di aver registrato un utile netto rettificato superiore alle attese nel primo semestre del suo esercizio fiscale (chiuso il 24 febbraio), grazie a un miglioramento dei margini per Primark.
 
Il gruppo, che “segue da vicino gli effetti attuali e potenziali dell’epidemia sul suo business”, non ha rilevato forti impatti sulla propria supply chain in Cina. Dal suo ultimo bilancio finanziario, “la situazione in Cina è migliorata e la maggior parte delle fabbriche che lavorano per Primark ha riavviato la produzione. Di conseguenza, la carenza di approvvigionamenti provenienti dal Paese dovrebbe diventare sempre più rara”.
 
L’azienda afferma di gestire le operazioni in modo “appropriato”, ma non spera per il momento di riuscire ad “attenuare in maniera significativa i mancati guadagni” dei negozi chiusi. Soprattutto perché Primark è una delle poche insegne a non vendere nulla su Internet e non può quindi compensare con un altro canale le vendite perse dai negozi fisici.
 
Per quanto riguarda l’impatto economico del Covid-19 sul suo business, Associated British Foods dichiara che è “troppo presto per fare una stima degli utili per il resto dell’esercizio in corso”.

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